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Nuovo codice della strada: monopattini tutti illegali, cosa accadrà?

Abbiamo intervistato Arianna Censi, Assessora alla mobilità del Comune di Milano, con cui abbiamo parlato di micromobilità e altri temi caldi.

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Avatar di Andrea Ferrario

a cura di Andrea Ferrario

Editor in Chief @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 22/07/2024 alle 10:34
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Il nuovo codice della strada, che dovrebbe entrare in vigore in queste settimane, porta tante novità anche per il settore della micromobilità. Obbligo di casco per tutti, assicurazioni, monopattini targati, velocità ridotta, frecce direzionali, sono tutte novità che, se introdotte realmente, rischiano di creare non poca confusione, mettendo fuori legge praticamente qualsiasi mezzo oggi in circolazione e creando non pochi problemi alle società di sharing. Le nostre perplessità sono molte, abbiamo raggiunto l’Assessora alla Mobilità di Milano, Arianna Censi, per approfondire l’argomento e capire come, tali modifiche, possano impattare su una grande città come Milano.



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Il nuovo codice della strada, se verrà applicato per la sua forma attuale, manderà "fuori legge" praticamente tutti i monopattini oggi in circolazione. Qual è il suo pensiero ?

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Quello che noi abbiamo rispetta il codice della strada, anzi su alcune siamo stati anche più restrittivi, per esempio sulla velocità. In generale le devo dire che, secondo me, bisogna usare il criterio della razionalità e dell'utilità.

In questo tema di codice della strada credo ci sia qualcosa di profondamente legato alla necessità di generare un consenso. Secondo il nostro osservatorio, la sicurezza dei mezzi di trasporto sostenibili (biciclette, monopattini, camminare) migliora grazie a una buona organizzazione degli spazi urbani, piuttosto che attraverso regole che sembrano fatte solo per dimostrare di aver fatto qualcosa, ma che non sono efficaci.

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Ritengo necessaria una valutazione razionale del numero e delle cause degli incidenti, e della loro relazione con l'uso di monopattini e biciclette. Dobbiamo garantire la massima sicurezza per gli utenti di questi mezzi, così come per i pedoni. È sorprendente e inaccettabile che in un paese civile tanti pedoni vengano investiti sulle strisce pedonali.

C'è anche una differenza sostanziale tra le flotte di monopattini autorizzate dalle amministrazioni e i monopattini privati. I monopattini in sharing sono tracciabili, con controlli digitali che limitano la velocità e impediscono l'accesso a zone vietate. Questo sistema garantisce maggiore sicurezza rispetto ai monopattini privati. È possibile utilizzare sistemi alternativi che non complicano eccessivamente la regolamentazione. Se sarà necessario, chiederemo l'implementazione di tali sistemi.

 

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Cosa si sta facendo di concreto per migliorare la situazione della micromobilità di Milano ?

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Nel nuovo bando stiamo individuando 100 aree specifiche per lasciare monopattini e biciclette, mantenendo il sistema free floating ma con luoghi designati. Questo è importante per evitare situazioni di inciviltà come monopattini e biciclette abbandonati in luoghi inappropriati.  Sappiamo chi lascia i monopattini in luoghi inappropriati e possiamo sanzionarli. I gestori delle flotte e la polizia locale devono essere severi nel far rispettare queste regole.

Gotrax via Unsplash
Monopattino elettrico

Tra le altre cose, abbiamo anche installato rilevatori per l'angolo cieco dei mezzi pesanti per aumentare la sicurezza, una misura unica in Italia che mira a ridurre gli incidenti, spesso causati da veicoli che non vedono ciclisti o pedoni. Stiamo anche creando piste ciclabili quando possibile, delimitando spazi sicuri per i ciclisti con segnaletica verticale e orizzontale. Negli ultimi anni, il numero di persone che usa la bicicletta è aumentato significativamente, e vogliamo continuare questo cambiamento

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Stiamo intervenendo con l'educazione nelle scuole per insegnare ai giovani il rispetto del codice della strada, sottolineando l'importanza di spazi dedicati per pedoni, biciclette e monopattini. I pedoni devono avere marciapiedi liberi, mentre biciclette e monopattini devono usare le piste riservate, libere da auto parcheggiate. Inoltre, è necessario aumentare lo spazio per il trasporto pubblico locale, riducendo il numero di auto in città. Questo non significa essere nemici delle auto, ma limitare il loro eccesso per favorire chi ha veramente bisogno di usarle e per migliorare la velocità dei mezzi pubblici.

 

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Tornando al nuovo codice della strada, possiamo dire che la sua applicazione nello stato attuale creerebbe molti problemi, facendo fare addirittura un salto indietro nell'adozione della micromobilità per via delle regole troppo restrittive, sia per le flotte in sharing sia per chi ha mezzi propri ?

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Io penso che questo codice della strada afferma di voler aumentare la sicurezza, ma per esempio non protegge in nessuna maniera le piste ciclabili, gli itinerari ciclabili, le zone a 30 km/h, le strade scolastiche, gli spazi antistanti le scuole, le ZTL, la limitazione della velocità, i rilevatori delle velocità.

Gli incidenti gravi e mortali sono spesso causati da questi fattori, ma il codice non sembra affrontarli in modo efficace. Anche se gli incidenti con monopattini e biciclette sono aumentati, è importante considerare la percentuale rispetto ai numeri assoluti.

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Non ritengo che il problema sia così grave come descritto, e non ho visto dati statistici che lo confermino. Sembra che la questione sia più di narrazione che di sostanza, il che è preoccupante, dato che il codice della strada è cruciale per la salute e la sicurezza. È un errore stabilire regole uniformi per tutte le città, che hanno esigenze diverse. Ogni città deve poter adattare le regole alle proprie specificità riguardo velocità, zone pedonali e traffico. L'idea di una normativa uniforme, centralizzata, sembra interessante più dal punto di vista sociologico e culturale che politico.

 

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 Avete qualche progetto da raccontare, che avete fatto o avete in cantiere, che possa dimostrare l'impegno nella direzione del miglioramento della mobilità ?

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 Sono particolarmente soddisfatta del lavoro con le scuole, i comitati e i cittadini su due aspetti principali: la sicurezza stradale e la qualità dell'aria. Stiamo cercando di migliorare entrambe le aree, nonostante le sfide legate alla posizione, alla complessità e al numero di abitanti. 

Gli interventi principali riguardano la sicurezza stradale, la limitazione della velocità, l'istituzione di ZTL e il sanzionamento per chi non rispetta il codice della strada, sia per i mezzi tradizionali che per quelli in sharing. Questi cambiamenti sono cruciali ma difficili, poiché implicano una trasformazione radicale della vita urbana e del nostro modo di vivere la città.

La mia seconda priorità è collaborare con chi è critico e con chi ha opinioni diverse, armonizzando posizioni e spiegando chiaramente gli obiettivi. Nonostante gli sforzi, come l'aumento dei chilometri percorsi dal trasporto pubblico, non siamo ancora soddisfatti. È essenziale convincere il governo nazionale e regionale a fare un investimento robusto nel trasporto pubblico, poiché i comuni non possono farcela da soli.

Ranurte via Unsplash
Monopattino elettrico

Spendiamo quasi 300 milioni all'anno per il trasporto pubblico locale, mentre i proventi dell'addizionale IRPEF per il Comune di Milano sono poco più di 210 milioni. Questo dimostra il grande sforzo che stiamo facendo. Tuttavia, non basta; è necessario un maggiore supporto.

E l'altra cosa, se mi concede di dirlo, perché per me questa è una platea importante, è importante riconoscere e valorizzare economicamente e socialmente i lavoratori che contribuiscono a migliorare la nostra vita, come autisti del trasporto pubblico, infermieri e medici, che svolgono compiti difficili e impegnativi, anche nei weekend e di notte. Le città, indipendentemente dall'orientamento politico, stanno cercando di fare questo cambiamento insieme ai cittadini e con l'uso della tecnologia e dell'innovazione. La tecnologia aiuta a ottimizzare l'uso dello spazio pubblico e a premiare chi rispetta le regole rispetto a chi non lo fa.

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