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Renault Captur 2020, prova su strada del 1.3 TCE EDC da 130 CV

Il crossover di casa Renault, nella sua incarnazione 2020, non è stato solo rinnovato qua e la con piccoli dettagli, bensì il restyle ha impattato anche sulle dimensioni totali, tutto a favore della fruibilità, già ottima sul modello precedente. Lungo 4.23 metri (+11 cm), largo 1.89 metri (+1.9 cm) e alto 1.58 metri (+1 cm), l’altezza è anche frutto degli pneumatici da 18 pollici.

La vivibilità interna non è cambiata radicalmente (circa 2 cm in più per le gambe a disposizione dei passeggeri posteriori), ma il bagagliaio offre sempre un volume da record, con ben 536 litri, capacità ottenuto facendo slittare i sedili posteriori. Stiamo parlando di ben 100 litri in più rispetto al modello precedente. Il pianale piatto, livellato con l’apertura, offre una comodità veramente estrema.

Le linee moderne, taglienti ma non troppo, la faranno piacere anche i giovani. Di rilevo i gruppo ottici, sia quello posteriore con la sua forma a C, sia quello anteriore, lo stesso della Clio, full LED in entrambi i casi.

Non manca la personalizzazione della verniciatura, bicolore, che permette di incorniciare l’abitalo e staccarlo dal resto dell’auto con un effetto assicurato.

L’interno, anche in questo caso, viene ereditato dalla Clio. Look aggressivo, forme taglienti, un grande schermo centrale e un sacco di vani in cui nascondere tutto quello che vogliamo, senza quella brutta sensazione di disordine che si ha quando si hanno solo vani a vista. La console, il tunnel centrale e le intarsiature delle portiere sono un mix di materiali, molti dei quali con effetto soft touch, che trasmette una sensazione di qualità. Anche le plastiche più basilari sembrano tutt’altro che economiche e l’assemblaggio è ben fatto. Non abbiamo notato disallineamenti o problemi grossolani all’interno di Captur.

Di notte l’abitacolo è ancora più accattivante, grazie a luci LED colorate che sottolineano le forme qua e la, sempre con un effetto molto tech, e poco pacchiano.

Lo schermo da 9.3 pollici centrale, assieme alla strumentazione digitale davanti al guidatore da 10.2”, danno la sensazione di essere alla guida di un’auto molto più costosa. Compatibile con Carplay e Android Auto, non manca connettività 4G con cui integrare il sistema di infotainment, navigatore compreso.

Prova di guida

La motorizzazione in prova era il quattro cilindri 1.3 sovralimentato da 130 CV e 240 Nm di coppia, abbinato a un cambio automatico a sette rapporti.

Decisamente brillante, sopratutto con uno spunto aggressivo che vi permette di raggiungere velocemente i 50 chilometri orari. L’accelerazione 0-100 è meno entusiasmante (perde un po’ di aggressività dopo lo spunto iniziale), ma rimane un dignitosissimo 9.6 secondi.

Sterzo preciso e progressivo, ammortizzatori che si adattano al fondo strada cittadino fatto di dossi e buche, forse un po’ di rollio di troppo quando si affronta un misto con un po’ troppo entusiasmo.

L’assistenza alla guida di livello 2 permette di mantenere la marcia lasciando che sia il veicolo a gestire la distanza con il veicolo che ci precede, fino a fermare l’automobile. Il mantenimento della corsia funziona discretamente bene, avremmo gradito un centramento più omogeneo senza il “rimbalzo” continuo tra le estremità della corsia. Non manca il riconoscimento dei segnali stradali e il monitoraggio dell’angolo cieco.
In breve, un’esperienza di guida più che buona che si adatta ai percorsi cittadini così come quelli extra urbani e autostradali, considerando il costo dell’autovettura.

I consumi si assestano sui circa 16 km al litro.

Conclusioni

Captur è più bella esteticamente, più curata all’interno, offre un sacco di spazio ed è fatta su misura di famiglia. Un capacità di carico tra i migliori della categoria, e un motore brioso dalla potenza commisurata per offrire un ottimo spunto tra le vie cittadine e una buona percorrenza sui lunghi tragitti.

Il prezzo parte da 24900 euro.