Il futuro della mobilità autonoma di Tesla torna al centro del dibattito automobilistico dopo il recente avvistamento di prototipi del Cybercab in fase di test ad Austin, Texas. Le immagini pubblicate online mostrano i veicoli equipaggiati con volante e comandi manuali, alimentando i dubbi sulla reale capacità del costruttore californiano di mantenere la promessa di lanciare sul mercato un robotaxi completamente privo di controlli tradizionali. La questione non è meramente estetica o filosofica: rappresenta il nodo cruciale tra le ambizioni di Elon Musk nel campo della guida autonoma e la concreta maturità tecnologica raggiunta dal sistema Full Self-Driving, ancora lontano dall'operatività senza supervisione umana.
Due esemplari del Cybercab sono stati fotografati mentre circolavano in tandem lungo South Lamar, una delle arterie principali della capitale texana dove Tesla ha concentrato buona parte delle proprie attività produttive e di sviluppo. Le immagini diffuse sui social network mostrano chiaramente la presenza del volante nell'abitacolo, elemento che stride con le dichiarazioni ufficiali rilasciate durante la presentazione del veicolo. Non si tratta del primo avvistamento di questo tipo: già in passato un prototipo era stato immortalato all'interno della Gigafactory texana con identica configurazione.
Dal punto di vista ingegneristico e normativo, la presenza di comandi manuali sui prototipi in fase di validazione rappresenta una prassi consolidata nel settore automotive. Le normative sulla circolazione stradale impongono generalmente che un pilota collaudatore possa assumere il controllo del veicolo in caso di malfunzionamento dei sistemi autonomi, indipendentemente dalle specifiche tecniche previste per la versione definitiva di serie. Questo vale anche per i costruttori più avanzati nello sviluppo della guida autonoma, che equipaggiano i loro muli di prova con volante, pedaliera e sistemi di override manuale.
Tuttavia, il contesto attuale rende questi avvistamenti significativi. Durante la presentazione ufficiale del progetto, Elon Musk aveva enfatizzato con forza l'assenza totale di interfacce di guida tradizionali: "Niente specchietti, niente pedali, niente volante" erano state le sue parole. Questa scelta radicale rappresentava la dichiarazione d'intenti più chiara possibile: il Cybercab sarebbe stato concepito esclusivamente per l'operatività autonoma di livello 4 o 5 secondo la classificazione SAE, senza alcuna possibilità di guida manuale da parte di un conducente umano.
L'avvicinamento alla timeline produttiva del 2026 rende sempre più evidente il divario tra promesse e realtà tecnologica. L'attuale sistema Full Self-Driving implementato sulla gamma Tesla richiede ancora supervisione costante da parte del conducente, come esplicitato dalla denominazione "Supervised FSD". Nonostante i progressi incrementali rilasciati attraverso aggiornamenti over-the-air, la tecnologia non ha raggiunto il livello di affidabilità necessario per eliminare completamente i controlli manuali. I milioni di Model 3 e Model Y circolanti rappresentano un banco di prova reale, ma i dati raccolti non hanno ancora portato al salto qualitativo verso l'autonomia completa.
Significative in questo senso sono le dichiarazioni di Robyn Denholm, presidente del consiglio d'amministrazione di Tesla, che ha ammesso la possibilità di dover integrare volante e pedali nel Cybercab qualora le condizioni lo rendessero necessario. Questo rappresenta un raro momento di pragmatismo rispetto alla narrazione abitualmente più aggressiva di Musk, riconoscendo implicitamente gli ostacoli normativi e tecnici che si frappongono tra concept e produzione di serie. Le normative americane, ad esempio, consentono esenzioni molto limitate per veicoli privi di controlli manuali, con un tetto massimo di 2.500 unità annue.
Un ulteriore elemento critico riguarda l'architettura hardware. Secondo quanto emerso da fonti interne, Tesla avrebbe posticipato lo sviluppo del chip di quinta generazione AI5 a metà 2027, rendendo probabile che il Cybercab debba essere lanciato con l'attuale piattaforma AI4. Questa scelta tecnica solleva interrogativi fondamentali: se l'hardware AI4 non è riuscito a garantire autonomia senza supervisione sui veicoli consumer attualmente in circolazione, appare ottimistico pensare che possa farlo su un robotaxi entro il prossimo anno, soprattutto considerando le responsabilità legali e assicurative legate al trasporto commerciale di passeggeri.
La questione normativa rappresenta un vincolo insuperabile nel breve termine. Per commercializzare volumi significativi di veicoli completamente privi di controlli manuali, Tesla dovrebbe ottenere approvazioni specifiche da parte delle autorità di regolamentazione, un processo complesso che richiede dimostrazioni rigorose di affidabilità statistica. Le esenzioni limitate previste dalla legislazione attuale non sono sufficienti per fare del Cybercab il driver di crescita volumetrica che il costruttore prospetta agli investitori. La strada più percorribile sul piano pratico appare quindi quella di un lancio con configurazione tradizionale, commercializzando il veicolo come modello consumer a prezzo accessibile con funzionalità robotaxi da attivare successivamente via software.
Questo scenario solleva però una problematica di design non trascurabile. Il Cybercab è stato progettato per l'utilizzo come robotaxi autonomo, con scelte architetturali e di packaging ottimizzate per quel caso d'uso specifico. L'eventuale necessità di integrare volante, pedaliera e colonna dello sterzo potrebbe compromettere ergonomia, abitabilità e fruibilità per un utilizzo privato tradizionale, rendendo il veicolo poco competitivo rispetto ai modelli progettati fin dall'origine per la guida umana. La configurazione degli interni, la disposizione dei sedili e l'accessibilità potrebbero risultare subottimali in uno scenario di guida manuale, limitando l'attrattiva commerciale del prodotto.
Il mercato osserva con attenzione crescente l'evoluzione di questo progetto, che rappresenta un test cruciale per la credibilità di Tesla nel segmento della mobilità autonoma. I competitor non stanno a guardare: Waymo opera già robotaxi senza conducente in aree delimitate, mentre costruttori tradizionali come Mercedes-Benz hanno ottenuto certificazioni per sistemi di livello 3 su autostrada. La capacità di Tesla di mantenere la leadership percepita nell'innovazione automotive dipenderà dalla sua abilità di trasformare le promesse in prodotti commercialmente viabili, bilanciando visione futuristica e vincoli tecnico-normativi del presente.