Ibride e Elettriche

Tesla in fiamme: paura negli stabilimenti in Fremont

Le Gigafactory di Tesla sono state in più occasioni sotto la lente d’ingrandimento a causa di alcune problematiche sorte in fase di costruzione dei complessi stessi; come, ad esempio, il rallentamento rilevato nella Gigafactory di Berlino lo scorso ottobre a causa di un mancato rinnovo nei pagamenti della fornitura idrica. Nelle scorse ore una nuova vicenda ha coinvolto la sede californiana del Fremont che, quasi inspiegabilmente, ha preso fuoco.

Fortunatamente nessun impiegato è rimasto ferito, ma la produzione ha subito un ulteriore stop. Un ritardo che va quindi ad accumularsi a quello dei giorni scorsi legato però alla mancanza dei chip da inserire all’interno delle nuove vetture.

L’incendio è stato prontamente domato dai Vigili del Fuoco di Fremont che, in una nota ufficiale, hanno precisato che le fiamme sono scaturite a causa del contatto tra il liquido dei circuiti idraulici e l’alluminio fuso. Le fiamme si sono rapidamente sviluppate in un’area dove era dislocata la famosa pressa dedicata alla costruzione delle auto.

Fortunatamente la pressa non è l’unica dedicata alla costruzione di Model Y, pertanto la produzione potrebbe presto riprendere una volta bonificato l’ambiente. Come sappiamo questi sofisticati macchinari svolgono un ruolo chiave nella produzione delle auto e un eventuale blocco potrebbe posticipare di diverse settimane la consegna delle vetture. Le presse, prodotte dall’italianissima Idra Group, consentono a Tesla di realizzare le parti di telaio in uno stampo unico, anziché saldare più di 70 componenti differenti. Si tratta di un vantaggio costruttivo non indifferente che però richiede l’utilizzo di questo specifico macchinario in grado di generare una pressione compresa tra 55.000 e 61.000 chilonewton.

Al momento Tesla non si è pronunciata a riguardo e non sappiamo quanto tempo sarà necessario affinché la situazione possa tornare alla normalità.