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Tesla porta in Europa la Model 3 con standard di ricarica veloce CCS

La Model 3 sbarca in Europa. Tesla ha infatti comunicato ai proprietari dei propri showroom che l’auto elettrica “economica” della casa sarà messa in esposizione già a partire da questa settimana, anche se poi sarà effettivamente acquistabile solo nel 2019. Da quanto emerso finora sul Web si parla degli autosaloni di Spagna, Francia, Norvegia, Germania, Belgio, Portogallo, Svizzera, Austria, Olanda e Italia, ma le nazioni interessate potrebbero essere di più.

Quando sarà effettivamente disponibile all’acquisto nel Vecchio Continente, la Model 3 sarà inoltre dotata della presa standard di ricarica ultra-veloce europeo CCS (Combined Charging System) Combo 2, sistema per altro già adottato da Fiat-Chrysler, Hyundai, BMW, Gruppo Volkswagen, Ford e Daimler.

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Questo consentirà quindi alle Model 3 di effettuare la ricarica anche presso le reti di terze parti, molto diffuse nel nostro continente. Al momento infatti la rete CCS conta 5488 postazioni di ricarica, di cui 4921 aperte 24/7. La rete proprietaria Tesla Supercharger invece è molto meno diffusa in Europa – attualmente si parla infatti di 1359 stazioni, per un totale di 11234 paline.

Le postazioni europee di tipo CCS inoltre erogano ben 350 kW assicurando quindi tempi di ricarica assai contenuti, mentre le Tesla si fermano a 120 kW. Tesla infine ha reintrodotto il pagamento della ricarica per i propri clienti, circa 24 centesimi di euro al kW.

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Anche i proprietari di Model X e Model S potranno utilizzare le stazioni di ricarica di terze parti, ma in questo caso sarà necessario utilizzare un adattatore. Più difficile invece il contrario: Tesla infatti ha fatto sapere che adatterà tutte le proprie stazioni allo standard CCS prima che la Model 3 sia in commercio, ma al momento, nonostante alcuni dialoghi preliminari con altre case automobilistiche, non si è giunti a nulla di concreto e dunque non è possibile ricaricare un’automobile di altro produttore presso una stazione Supercharger, CCS o no.

L’Italia purtroppo è un caso a sé stante, perché all’interno dell’Unione Europea è la nazione con meno postazioni di ricarica, sia di un tipo che dell’altro, fatta eccezione per i Paesi dell’Est, che sono ancora più indietro.