Ibride e Elettriche

Tesla posticipa il Cybertruck: difficile produrlo

Ipotizzato su più fronti da diversi rumor, la conferma ufficiale giunge direttamente dal produttore che precisa di aver posticipato il lancio di un anno. La comunicazione non è stata condivisa a mezzo stampa come ci si potrebbe aspettare ma semplicemente riportata all’interno del configuratore ufficiale.

Presentato nel novembre del 2019, sin dalla sua presentazione ha fatto discutere per il suo design spigoloso e per i cristalli “infrangibili”, realizzati con pannelli di Tesla Armor Glass. Secondo il costruttore, la variante più potente sarà in grado di coprire lo 0-100 km/h in 2,9 secondi e di raggiungere una velocità massima di 210 km/h. L’autonomia dovrebbe aggirarsi intorno agli 800 km con una singola carica: un valore decisamente elevato ma assicurato dall’enorme batteria di bordo.

Le prenotazioni sono state numerose superando quota 1 milione; di queste, il 7% riguarda la versione base a motore singolo (circa 34mila euro) e il 48% è relativo alla variante con doppio propulsore e quattro ruote motrici (circa 42mila euro), mentre il restante 44% rappresenta la versione più potente, la tri-motor da circa 60mila euro.

Il ritardo nella produzione sarebbe legato alla modifica del design e alla rivisitazione di alcuni elementi, necessari per assicurare una corretta omologazione. Stando a quanto svelato dallo stesso Musk, l’ingegnerizzazione di alcuni elementi, come l’esoscheletro d’acciaio, è stata così complicata da richiedere la progettazione di processi produttivi completamente nuovi.

Cybertruck sarà costruito nella Gigafactory di Austin, Texas, insieme alla Model Y. Sebbene sia tutto definito, la Gigafactory è ancora in costruzione e la strada sembra ancora molto lunga. Inoltre, il produttore ha precisato che la precedenza verrà data ai SUV e che la produzione del pickup elettrico avverrà solo successivamente. Tesla non è l’unica a registrare ritardi, di recente anche Rivian ha comunicato che il pickup R1T arriverà solo a settembre e un discorso analogo lo si può applicare anche a GM e Ford, entrambi infatti han precisato che ci sarà un lieve slittamento nelle consegne.