La facilità con cui si possono generare contenuti apparentemente professionali con l'IA rischia di creare un grosso problema per le imprese. Il motivo? Il tempo risparmiato da chi produce si trasforma in ore aggiuntive di lavoro per chi riceve materiali inadeguati. Questo dice una recente ricerca di Stanford.
Il costo nascosto dell'IA mal utilizzata
Un'indagine condotta da Stanford University in collaborazione con la piattaforma di coaching BetterUp ha quantificato l'impatto economico di questo fenomeno. Ogni contenuto IA inadeguato richiede in media due ore di lavoro aggiuntivo per essere risolto, generando un costo stimato di 186 dollari mensili per dipendente. Per un'azienda di 10.000 dipendenti, questo si traduce in una perdita annuale di circa 9 milioni di dollari.
Lo studio, che ha coinvolto 1.150 lavoratori statunitensi impiegati in ufficio, rivela che il 40% degli intervistati ha ricevuto materiale di questo tipo solo nell'ultimo mese. I ricercatori hanno coniato il termine "workslop" per descrivere contenuti che appaiono curati in superficie ma mancano di sostanza, contesto o utilità pratica.
Le reazioni emotive dei dipendenti
L'aspetto più sorprendente della ricerca riguarda l'impatto relazionale di questa pratica. Più della metà degli intervistati (53%) si è dichiarata infastidita nel ricevere lavori generati dall'AI, mentre il 22% si è sentito addirittura offeso. Quasi la metà dei partecipanti ha ammesso di considerare i colleghi che utilizzano l'AI in modo inappropriato come meno creativi e affidabili.
Jeff Hancock, professore di Comunicazione a Stanford e co-autore dello studio, spiega la differenza fondamentale tra il "workslop" e il lavoro semplicemente fatto male. "Ora che l'elemento dello sforzo è scomparso, posso generare facilmente molti contenuti inutili o improduttivi", ha dichiarato a CNBC. Questa facilità di creazione senza impegno rappresenta un cambiamento qualitativo rispetto agli errori tradizionali sul posto di lavoro.
Strategie per un uso consapevole dell'intelligenza artificiale
Kate Neiderhoffer, vicepresidente di BetterUp Labs e co-autrice della ricerca, sottolinea l'importanza di fornire ai dipendenti motivazioni specifiche per l'utilizzo dell'AI in determinate attività. La trasparenza nell'uso degli strumenti risulta cruciale per evitare malintesi e frustrazioni tra colleghi. I manager dovrebbero stabilire politiche chiare e offrire formazione adeguata sull'impiego appropriato di queste tecnologie.
Gli autori dello studio raccomandano alle aziende di implementare linee guida precise su quando e come utilizzare l'AI nel lavoro quotidiano. La soluzione non consiste nel bandire questi strumenti, ma nel promuovere un approccio più consapevole che vada oltre il semplice "copia e incolla". L'intelligenza artificiale può offrire casi d'uso incredibili, ma solo quando viene impiegata come supporto al pensiero critico e non come sostituto completo del lavoro intellettuale umano.