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Cisco, i consigli per una corretta cyber hygiene

Siamo entrati nel mese della sicurezza informatica ed è il motivo per cui Cisco, azienda che da sempre è attenta al tema anche con le sue soluzioni aziendali, ha messo in piedi una campagna che dura per tutto ottobre e il cui obiettivo è quello di informare, educare e responsabilizzare le persone sul tema della sicurezza informatica. Abbiamo dunque 10 consigli che serviranno, secondo Cisco a migliorare la consapevolezza circa la sempre presente piaga della violazione digitale, ovunque essa sia rivolta.

«Prima di tutto, bisogna mantenere private le informazioni personali. Nelle mani sbagliate le informazioni di identificazione personale (Personally Identifiable Information), combinate con altri dati personali come la data e il luogo di nascita o il nome della madre da nubile, possono provocare un furto d’identità e aprire le porte del vostro conto o della vostra carta di credito» spiega Cisco.

«La parola d’ordine è cautela. Prestate sempre attenzione alle email anche se sembrano provenire da una persona conosciuta o da un’azienda di cui ci fidiamo. Attenzione quindi agli errori grammaticali presenti nel messaggio, alle richieste urgenti o alle proposte esageratamente allettanti: controllate sempre l’indirizzo email del mittente, non fornite mai informazioni personali e fate attenzione ai link sospetti».

Importante poi aggiornare regolarmente i software. «Controllare e applicare sempre gli aggiornamenti più recenti visto che i criminali informatici sono costantemente alla ricerca di un software senza patch: utilizzare un software aggiornato è uno dei modi più efficaci per evitare un attacco. Si possono anche abilitare gli aggiornamenti automatici, così è il device a ricordarlo».

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Discorso a sé merita il contesto delle password. «Tutti ne usiamo a decine ma un criminale che indovina una sola delle password può accedere rapidamente a numerose informazioni personali: dati bancari, account social e, addirittura, all’indirizzo di casa. Serve crearne delle uniche, complesse e conservarle in modo sicuro, ma soprattutto cambiarle spesso. Il modus migliore è una combinazione di lettere, maiuscole e minuscole, di numeri e di simboli e lunghezza di almeno 12 caratteri».

Utilizzate l’autenticazione multifactor (MFA o 2FA) ogni volta che è possibile. Questa tecnologia verifica la vostra identità al di là del vostro ID utente e della vostra password ed è in grado di bloccare l’accesso in caso una password venga compromessa da un attacco phishing o quando un malintenzionato tenta di accedere a un sistema non consentito.

Gli hacker preferiscono le reti Wi-Fi pubbliche e gratuite. «Non puoi mai fidarti completamente di una rete Wi-Fi accessibile pubblicamente. Un hacker può collegarsi e rubare facilmente le tue informazioni personali. Evita quindi di collegarti a siti che utilizzano e conservano i tuoi dati, come i social media o l’online banking e, se devi rispondere a una email e non sei a casa, è sempre meglio utilizzare il tuo smartphone e la sua rete dati» continua Cisco.

Attenzione alle tracce. «Quando utilizzi un computer pubblico o qualsiasi dispositivo che non è il proprio, è molto facile poter accedere alle vostre informazioni personali. Ricordati di non salvare mai la password, di uscire dagli account che hai utilizzato e di cancellare i cookie e la cronologia della navigazione».

Per proteggere la privacy, bisogna sempre prestare attenzione alle impostazioni sui dispositivi e i servizi online utilizzati, così da essere certi di condividere solo le informazioni necessarie e niente di più. «Controllate con regolarità le app che usate. Spesso non ci rendiamo nemmeno conto di quali e quante siano le informazioni a cui le app hanno accesso. Prima di scaricare una nuova applicazione c’è da prestare molta attenzione ai permessi che vengono richiesti».

Infine, Cisco ricorda che condividere le conoscenze sulla sicurezza informatica è un dovere di tutti. «Aggiornate la vostra famiglia, i vostri amici e i vostri colleghi a stare al passo con i tempi: la cyber hygiene è un vantaggio per la comunità che ci circonda».