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Furti di smartphone: a rischio le informazioni personali

Secondo un’indagine di Symantec tre europei su dieci hanno perso o subito il furto del proprio dispositivo mobile ma il 35% non usa password perproteggerlo

Avatar di Paola Saccardi

a cura di Paola Saccardi

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 24/04/2013 alle 07:50 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:45
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Se si pensa alla quantità di informazioni personali e riservate che si concentrano in un dispositivo mobile, appare subito chiaro perché cyber-crime sta sfruttando la diffusione di questi dispositivi per guadagnare in modo illecito.

D’altronde sempre più utenti li utilizzano in diversi ambiti, quello privato e quello professionale, concentrando in un unico device diversi tipi di informazioni, che derivano dalle numerose attività che si possono svolgere: dalla posta elettronica, alla navigazione Web, al downolad di applicazioni, ai pagamenti online. Una ricerca di Symantec condotta in Italia e in ambito europeo ha fatto luce su alcuni aspetti che riguardano il mondo degli utenti mobile e la sicurezza. 

Partendo dal dato che il 34% degli utenti europei, e il 37% di quelli italiani, intervistati non rinuncerebbe mai al suo dispositivo, risulta che il 73% degli italiani accede o salva informazioni sui dispositivi mobili, ma il 36% non utilizza alcuna password per proteggere i propri dati (il 35% in Europa). 

Eppure c’è già l’11% degli intervistati in Italia e il 9% in Europa che è stato vittima del cyber-crime. Sale la percentuale se si considera il furto o lo smarrimento dei device mobili, con l’Italia che si assesta al  36% di casi e l’Europa al 30%. In questo caso, poi, oltre ai rischi collegati all’accesso alle informazioni personali e riservate da parte dei criminali si aggiungono i costi medi stimati di sostituzione del device, che In Italia arrivano 194 euro per un cellulare e 211 euro per un tablet.

L’indagine ha anche individuato le principali paure degli utenti che perdono il proprio device: In Italia al primo posto c’è che si possano chiamare i contatti della rubrica (30%), seguita dal dover pagare una bolletta salata (28%) e che si utilizzi il device per fare acquisti (18%) con il credito personale (18%).

Un altro aspetto critico riguarda le reti Wi-Fi. Spesso gli utenti le utilizzano senza chiedersi se sono sicure per le attività che normalmente effettuano online, come leggere la posta, scaricare apps o fare acquisti. I particolare risulta che sono utilizzate dal 76% degli utenti e di questi il 52% ha paura per la propria sicurezza.

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