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Ascender vol 2 : Il Mar Morto, magia e azione nel futuro di Lemire


Ascender vol 2: Il Mar Morto
Genere
Fantascienza
Autore
Jeff Lemire, Dustin Nguyen
Editore
BAO Publishing
Collana
Ascender

Jeff Lemire ha un dono: interpretare e rivitalizzare tutto ciò che tocca. Una dote non da poco per uno sceneggiatore, che lo ha reso uno dei nomi più caro ai lettori dei fumetti degli ultimi anni. Al pari di altre personalità, in primis quel geniaccio di Kirkman, Lemire ha infatti improntato la sua carriera sul raccontare storie che prendano canoni narrativi rodati e amati dal pubblico, offrendone una chiave di lettura fresca e innovativa. Una sensazione che permane anche in Ascender vol 2 – Il Mar Morto.

Con Black Hammer, Lemire ha voluto celebrare e rivitalizzare a suo modo il fumetto supereroistico. Dividendo la sua opera in una sorta di viaggio a tappe tra Golden Age, Silver Age e Bronze Age, l’autore ha mostrato come sia possibile adattare spunti narrativi già noti ai lettori per dare vita a nuove storie, che siano al contempo familiari e innovative. In questa sua concezione si inserisce anche Descender, che abbandonato il contesto supereroistico si affida alla cara, vecchia fantascienza.

Ascender vol 2: Il Mar Morto, scienza e magia a confronto

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Anche in questo caso, Lemire, supportato da un poetico Dustin Nguyen, si affida alla classica storie della fine della civiltà per come la conosciamo per raccontare una vicenda in cui spunti come vita artificiale e accettazione del diverso trovano una delicata armonia. E il finale di Descender è divenuto il punto di partenza per Ascender, che ci porta ad esplorare le conseguenze dell’arrivo dei temuti Descender, le misteriose creature desiderose di eliminare la razza umana.

Ambientando Ascender dieci anni dopo la fine del precedente arco narrativo, Lemire ha deciso di catapultare il lettore in universo che pur mostrando degli aspetti familiari, legati principalmente alla presenza di volti noti, è radicalmente diverso. Se ad animare la trama del ciclo di Descender era l’interazione organico-sintetico, con Ascender questo elemento viene meno, considerato che in tutto l’universo sembra non esserci più vita artificiale. Compreso il protagonista della storia, il robot bambino Tim-21.

È in questo universo, trasandato e retrogrado, che Lemire ci ha accolto in La Galassia infestata, primo capitolo di Ascender. Da una galassia ipertecnologica, siamo passati ad una comunità galattica che mostri tutti segni di una vita post-apocalittica, in cui l’arrivo dei Descender ha lasciato come eredità un timore della tecnologia, utilizzata ormai a un livello rudimentale, e considerata un’eresia. A tutelare il rispetto di questo dogma, è la Milizia, agli ordini della Madre, una donna dotata di misteriosi poteri che le consentano di percepire e scovare ogni tecnologica bandita.

In questa nuova realtà vivono Andy, conosciuto in Ascender e profondamente legato a Tim-21, e Mila, sua figlia. La loro esistenza prosegue sino alla comparsa di Bandit, il cane robot di Tim-21 che porta loro una mappa misteriosa, cui è legato un segreto che stravolge le loro vite.

Seguendo quando raccontato in La galassia infestata, Ascender vol 2 – Il Mar Morto continua a raccontare la fuga di Andy e della piccola Mila, che hanno chiesto aiuto ad una vecchia conoscenza, Telsa. Divenuta una pescatrice, l’ex soldatessa è ora aiutata da Helsa donna dal passato militare, che rappresenta il lato umano di Telsa.

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Nel secondo volume di Ascender, Lemire non si limita a raccontare le peripezie di Andy e Mila, ma coinvolge il lettore nella narrazione con un uso intensivo del flashback. In La galassia infestata era stato usato questo espediente per svelare gli ultimi dieci anni di Andy, aprendo il libro dei ricordi e mostrandoci la tragica perdita dell’amata, ma ora tocca a Telsa e alla villain della storia, la Madre. Il ricorso al flashback è più marcato in questo volume, una decisione saggia da parte dell’autore, che ha compreso come mantenere il ritmo serrato del primo capitolo di Ascender potesse esser un punto debole.

Unire fantascienza e fantasy

Dopo un avvio di trama così energetico, era infatti necessario rallentare e concedere ai lettori di ambientarsi maggiormente in questa galassia così diversa. I volti conosciuti nel precedente arco narrativo appaiono differenti, sono anime profondamente segnate e mutate, che hanno vissuto eventi che hanno stravolto le loro sicurezze. Muoversi in un universo radicalmente cambiato è una sfida per loro ma anche per il lettore, motivo per cui Lemire decide di utilizzare il passato dei protagonisti per colmare questo decennio di eventi che separa Ascender da Descender.

Per apprezzare al meglio la storia di Ascender vi consigliamo la lettura de La galassia infestata

Un ricordo che ha anche la funzione di dare maggior spessore agli stessi personaggi. Se nel caso di Telsa è utile per spiegare emotivamente il suo nuovo ruolo, per la Madre si tratta di costruire da zero l’identità caratteriale ed emotiva del personaggio. Spesso, le storie tendono a smarrirsi proprio sui villain, che mancano di caratterizzazione, ma Lemire sa come costruire un impianto narrativo solido che non mostri cedimenti.

A ben vedere, è proprio la Madre ad esser il fulcro narrativo di Ascender vol 2 – Il Mar Morto. Per quanto anche Andy e Mila affrontino momenti particolarmente intensi e strazianti, scoprire l’origine e il passato della ‘strega cattiva’ di turno è avvincente. Soprattutto, rinsalda la sensazione che l’autore canadese si stia ispirando a opere note dai suoi lettori, mostrando un nuovo modo di intendere il racconto contaminato.

Difficile non sentire una certa familiarità con Star Wars, evocata da questa società fluida in cui convivono umani, alieni e robot. Ma a questi si aggiungono anche vampire e creature incredibili (vogliamo parlare delle balene mannare?), dando la sensazione di vivere in una realtà in cui fantascienza e fantasy convivono con una tale sinergia da sembrare naturale.

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Merito anche dell’arte di Dustin Nguyen. Già con Descender Nguyen si era mostrato capace di realizzare tavole che coniugassero uno storytelling definito con una colorazione suggestiva, grazie ai suoi acquerelli. Con Ascender vol 2 – Il Mar Morto la sensazione è che Nguyen abbia deciso di migliorarsi ulteriormente, utilizzando tavole di più ampio respiro in cui i suoi disegni possono esprimere al meglio le giuste tinte emotive dei personaggi. Risultato ottenuto con un utilizzo dei contrasti cromatici perfetto, utilizzati per dare una chiara distinzione delle due anime dell’opera, sci-fi e fantasy, lasciando però la sensazione che questi due elementi siano comunque parte di un’unica, incredibile ambientazione.

BAO Publishing ha giustamente scelto di dare fiducia anche a questo secondo arco narrativo del mondo futuro di Lemire, e Ascender vol 2 – Il Mar Morto è un volume solido e delle dimensioni giuste per apprezzare al meglio le mirabili tavole di Ngueyen. Unico difetto, l’assenza di un comparto di extra a fine volume, in cui mostrare curiosità e passaggi creativi per la realizzazione di quest’opera.

Al netto di quest’ultimo peccatuccio, Ascender vol 2 – Il Mar Morto rimane una lettura appagante e coinvolgente, che lascia al lettore la voglia di addentrarsi maggiormente nell’universo futuro di Lemire.

 

Ascender vol 2: Il Mar Morto


Ascender vol 2 – Il Mar Morto è il secondo capitolo del nuovo arco narrativo della saga fantascientifica di Jeff Lemire. L'universo dopo la venuta dei Descender viene maggiormente approfondito, con picchi emotivi unici e appassionanti.

Pro

  • Storia appassionante
  • Dustin Nguyen è pura poesia
  • Lemire costruice una galassia viva e credibile

Contro

  • Assenza di extra