Cinema e Serie TV

Castlevania 4, recensione: la fine della storia

Castlevania 4 è la stagione conclusiva della serie di animazione originale Netflix creata dall’autore britannico Warren Ellis, noto anche per aver collaborato, fra gli altri, con Marvel e DC Comics. Grande pregio e merito della serie è quello di essere riuscita, in tutte e 4 le sue stagioni, a proporre agli spettatori una storia originale utilizzando, però, elementi incredibilmente fedeli a quelli presenti all’interno del franchise videoludico di CastlevaniaLa serie animata si basa in grandissima parte su Castlevania III: Dracula’s Curse, terzo videogioco della saga datato 1989. Il gioco e la serie di animazione Netflix condividono la presenza di diversi personaggi comuni e una narrazione di base su cui poi si va a costruire la trama che prosegue anche in Castlevania 4. Protagonista principale è Trevor Belmont, un cacciatore di vampiri appartenente a una famiglia che si tramanda questa missione di generazione in generazione. Scopriamo tutti i dettagli di questa storia nella nostra recensione.

Castlevania 4

Castlevania 4: l’ombra di Dracula

Dracula, lo ricordiamo, aveva trovato amore e pace in Lisa, la sua dolcissima sposa che fece di lui una persona migliore. Tuttavia, la diversità non è quasi mai bene accetta. Così, Lisa venne trucidata in quanto ritenuta erroneamente una strega, e questo fece uscire completamente di senno il suo amato Vlad, che iniziò a seminare morte e devastazione al suo passaggio, come segno di sdegno nei confronti degli esseri umani che gli strapparono via la donna che amava. Se amate il genere horror e le storie oscure, questa premessa vi ricorderà di certo qualcosa, poiché si tratta di un topos letterario già visto in altre opere come Devilman, il manga capolavoro di Go Nagai datato 1972, e Dracula di Bram Stoker, la poetica trasposizione cinematografica del romanzo originale a opera del regista Francis Ford Coppola, del 1992.

Castlevania 4

Dracula è un personaggio la cui presenza incombe su Castlevania 4 anche se non è materialmente presente: sarà anche morto, ma ci sono individui disposti a compiere ogni tipo di nefandezza pur di riportarlo in vita. O, meglio, alla sua non-vita. Ora, Sypha e Trevor devono scoprire quali sono i loro avversari occulti, mentre intanto cercano anche di far fronte alle orde di altri nemici demoniaci che si parano costantemente sul loro cammino.

L’arma principale di Trevor è una lunga catena e il suo obiettivo è quello di fermare l’avanzata dell’orda di creature al servizio di Dracula, ma non sarà solo in questa titanica impresa: lo accompagnano Sypha Belnades e Alucard (al secolo Adrian Tepes), il figlio di Dracula (al secolo Vlad Tepes) e di Lisa. Il personaggio di Grant Danasty, presente nel videogioco, è però assente da questo party. Le strade di questi personaggi si separano per poi riunirsi nel momento della battaglia decisiva contro le creature della notte e coloro che desiderano riportare in vita Dracula per i propri egoistici fini.

Molti dei personaggi che abbiamo imparato a conoscere nelle stagioni precedenti fanno il loro ritorno in Castlevania 4, ma i rapporti fra alcuni di loro sono destinati a mutare. Nonostante il fatto che i pericoli reali siano tangibili e incombenti, il rischio del ritorno di Dracula in persona è altrettanto incombente. La maga Sypha Belnades e il cacciatore di vampiri Trevor Belmont dovranno quindi affrontare diversi pericoli che si avvicinano da ogni fronte, e in questa loro strenua battaglia l’aiuto di Adrian Tepes, ovvero Alucard, si rivelerà fondamentale.

Anche l’occhio vuole la sua parte

Dal punto di vista strettamente narrativo, Castlevania 4 propone dialoghi ben scritti e un racconto avvincente. Il character design rispecchia molto da vicino i ritratti dei personaggi e delle creature realizzati nel corso degli anni dagli artisti che hanno lavorato alla serie videoludica da cui prende le mosse quella animata. Il bestiario è un altro elemento fondamentale della serie, che di certo colpirà gli appassionati della saga, poiché anche in Castlevania 4 le creature che vedrete sono state create in modo da rappresentare al meglio le loro controparti videoludiche, dimostrando anche in questo la continua e costante attenzione al medium di origine, di cui vengono ripresi fedelmente moltissimi elementi, incluso anche il meraviglio design del castello di Dracula.

Il castello di Dracula nella serie animata di Castlevania...
Castlevania 4

...e nel videogioco Castlevania: Symphony of the Night (1997)
Castlevania 4

Anche in Castlevania 4, come nelle stagioni precedenti, la scelta cromatica verte principalmente sui colori caldi, anche per la forte presenza del rosso sangue e dell’elemento fuoco. Le animazioni risultano fluide ed estremamente dinamiche, soprattutto nelle scene di combattimento, che risultano così incredibilmente efficaci, grazie anche a coreografie davvero molto interessanti e certamente appaganti. Una storia avvincente e un aspetto visivo appagante fanno di Castlevania 4 una buona conclusione della serie animata prodotta da Netflix che ha visto la luce nel 2017.

La fine è l’inizio e l’inizio è la fine

Come già accennato in precedenza, Castlevania 4 è la stagione conclusiva della serie di animazione Netflix, ma questo non significa che le storie e le vite dei suoi protagonisti siano destinate a concludersi con essa: insomma, non stiamo parlando di una storia alla Devilman o alla Melancholia, i cui finali non lasciano alcuno spazio all’immaginazione e cancellano ogni barlume di speranza semplicemente perché muoiono tutti. Letteralmente.

Per il finale di Castlevania 4 Warren Ellis ha invece scelto di optare per qualcosa che infonda e trasmetta speranza, e se da un lato questa sensazione può essere interpretata come una scelta per così dire buonista e di comodo, dall’altro assume invece un significato differente, ben più profondo: tutti i sacrifici, il dolore e le perdite di vite umane, per quanto atroci da sopportare, non sono stati vani, ma condizioni necessarie per il raggiungimento del fine ultimo.

Castlevania 4

All’approccio brutalmente nichilista delle succitate opere rispettivamente di Go Nagai e Lars Von Trier si sostituisce dunque una narrazione certamente violenta, cruda e spietata, ma non inesorabile, non senza alcuna via di uscita. E poiché il mondo non è stato distrutto (Melancholia), né gli esseri umani sono stati tutti trucidati (Devilman), le vite dei sopravvissuti continueranno, anche se, di certo, sarà tutto molto, molto diverso per loro.

Non si può però parlare di finale aperto solo perché la vita umana sulla Terra non si è del tutto estinta. Semplicemente, si chiude il cerchio sulla vicenda principale, ovvero la necessaria sconfitta delle creature infernali e di coloro, anche umani, che le servono o le sfruttano a proprio vantaggio. Dunque, in qualche modo lo status quo muta dopo la risoluzione della vicenda principale, e ciò che avverrà in seguito viene solo accennato in quanto è, dal punto di vista narrativo, del tutto irrilevante.

Il finale di Castlevania 4 ricalca quindi ciò che avviene anche nelle nostre vite: finita una storia, ne inizia un’altra. Ecco perché fine e inizio coincidono (anche senza i loop temporali di Dark!). Esplorate il castello di Dracula grazie alla serie videoludica e gli artbook di Castlevania che trovate a questo link su Amazon.