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Cinema e Covid-19, il botteghino piange

L’emergenza sanitaria causata dall’epidemia di Covid-19 ha stroncato il botteghino cinematografico italiano. Gli incassi del weekend sono stati di appena 439.515 mila euro, un calo del 79% se comparato ai già disastrosi risultati del fine settimana scorso. Stando ai dati raccolti da Cinetel, il tracollo mostra tutta la sua drammaticità quando si effettua un paragone con i dati dell’anno scorso: in quel caso si registra una caduta del -95,41%.

Un weekend nero, ma anche l’ultimo weekend di cinema da qui ad aprile. Le disposizioni ministeriali hanno infatti serrato le porte a musei, scavi, teatri e cinema. Lo stallo imposto alle sale cinematografiche infliggerà sicuri danni al settore, ma ci sono buone possibilità si dimostri utile ad arginare il diffondersi del virus e a evitare il tracollo del sistema sanitario nazionale. Il provvedimento fa parte del decreto del governo entrato in vigore ieri, 8 marzo, per arginare l’epidemia, lo stesso che ha creato una zona arancione che complessivamente coinvolge 16 milioni di persone, circa un quarto del popolo italiano.

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L’intero settore culturale è al collasso: il turismo è fermo, le visite ai musei sono ai minimi storici, fiere di ogni genere vengono posticipate o annullate, gli spettacoli dal vivo segnano perdite di incassi da decine di milioni di euro e persino la vendita di libri è calata del 25%, del 70% al settentrione. Un panorama tetro aggravato dall’impossibilità di prevederne con certezza quando si potrà tornare alla normalità. La situazione d’incertezza spinge Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia, a chiedere al presidente Giuseppe Conte di elargire un sostegno economico all’intero settore, ma la sua è solo l’ennesima voce che si unisce al disperato coro di imprenditori e industriali che rischiano il default.

L’industria cinematografica soffre ben oltre ai confini nostrani. Una quantità notevole di manifestazioni ed eventi promozionali sono stati sospesi in tutto il mondo. L’ultimo in ordine di tempo a cedere è stato il festival del cinema internazionale di Beijing, ma iniziano a crescere i timori anche per la buona riuscita del festival di Cannes, previsto per il 12 maggio.