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Dragonero – Il Ribelle: Il segreto degli Ubiqui, vie segrete nell’Erondar

Dragonero – Il Ribelle: Il segreto degli Ubiqui
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
L.Enoch, A. Bignamini, A. Masacci, L. Bonessi, G. Pagliarani, P. Francescutto, L. Barbieri, M. Sanfelice
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero - Il ribelle

All’interno di una serie a fumetti complessa e in costante evoluzione come Dragonero si prospetta un rischio: non riuscire a mantenere la tensione. Orchestrare trame complesse e dinamiche non è certo una bazzecola, bisogna trovare un modo per non creare scompensi, dando al lettore anche il tempo di assimilare i cambiamenti che coinvolgono i personaggi e l’ambientazione. Servono, insomma, storie come Il segreto degli Ubiqui. Anzi, questa tipologia di racconti sono ancora più complesse, perché sono sempre fonte di paura per una tremenda accusa, per un narratore: il filler.

Con questo termine ignomignoso vengono tacciate quelle storie riempitive, utilizzate, a volte in modo anche maldestro, per tamponare un vuoto, narrativo o organizzativo. Se da un lato è comprensibile come un lettore possa sentirsi tradito da una storia che non mantiene il livello di episodi più avvincenti, non va dimenticato però che per dare solidità e struttura ad una saga servono anche momenti di calma, in cui vengono abilmente posizionati gli ingranaggi del meccanismo narrativo che mantiene viva e appassionante l’ambientazione.

Il segreto degli Ubiqui, viaggiare per l’Erondar con la magia

Dragonero, in passato, ha giovato non poco da questo uso sapiente dei filler. Basti pensare alla cura con cui Enoch e Vietti hanno preparato l’Erondar all’arrivo delle Regine Nere e alla loro devastante vendetta contro l’Impero Erondariano. Alcune storie apparentemente slegate o meno incisive, nella visione d’insieme, si sono rivelate delle piccole pietre angolari il cui ruolo è stato essenziale nello sviluppo orizzontale della trama. Il segreto degli Ubiqui rispetta pienamente i dogmi che identificano la storia come un momento di decompressione emotiva, necessario dopo una serie di albi intensi (Il destino di Keyra, La voce della foresta profonda) che richiedeva un attimo di apparente calma, ottimo per riallacciarsi a vecchie storie e fornire anche ai lettori arrivati nell’Erondar con il ‘nuovo’ corso, Dragonero – Il Ribelle, degli strumenti adatti a godersi al meglio i futuri eventi.

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E di certo le pietre degli Ubiqui sono uno un elemento narrativo rilevante all’interno della vita di Ian Aranill. Create dall’antico popolo degli Ubiqui, questi blocchi di pietra sono incisi con particolari simboli che se fatti vibrare alla giusta frequenza apro varchi magici verso altre pietre, dando vita ad una rete di canali magici che consentono di percorrere immense distanze in pochissimo tempo, anche arrivando là dove nessuno Scout è mai giunto prima!

L’Erondar mai esplorato

Un po’ come accade a Ian e Gmor nell’albo di giugno. Quando il regime teocratico di Leario non riesce ad apprendere il corretto utilizzo di queste pietre e decide di distruggerle, i Ribelli guidati da Ian decidono di preservare questo incredibile asset militare, sperando di poterlo usare per le proprie azioni di guerriglia. Su ordine di Ausofer, Ian, accompagnato da Gmor e Aura, inizia a cercare e difendere le pietre degli Ubiqui, utilizzando un incantesimo di invisibilità di Aura. La fumantina incantatrice, però, è tentata dal provare il funzionamento di queste magiche pietre, e nel farlo inavvertitamente invia i suoi amici in una terra remota.

In questa landa perduta, Ian e Gmor si trovano ad affrontare pericoli incredibili, ma ritrovano anche una vecchia conoscenza e hanno modo di conoscere un nuovo personaggio che promette di avere un ruolo non indifferente nel futuro della serie.

La storia scritta da Enoch è una parentesi narrativa non solo gradita ma necessaria giunti a questo punto di Dragonero – Il Ribelle. Contrariamente ai classici filler, infatti, Il segreto degli Ubiqui, per il modo in cui sono trattati gli eventi e concepiti i dialoghi, si configura come una storia fantasy godibile anche senza la conoscenza approfondita della serie. I protagonisti non sono Ian e Gmor ma le pietre degli Ubiqui, la loro storia e la loro potenzialità come aiuto per i ribelli; in quest’ottica, Enoch ha scritto un’avventura fatta di viaggi, incontri con nuove razze e nuovi mostri, utilizzando degli spunti narrativi universali, non specifici di Dragonero. La struttura narrativa, insomma, è autonoma, mentre ciò che viene adagiato sopra mantiene un contatto con l’ambientazione di Dragonero, ma senza soverchiante.

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Enoch, infatti, inserisce i dettagli specifici della saga in modo naturale, tramite i dialoghi dei protagonisti, utilizzando quel racconto in media res a cui ultimamente si ricorre anche nei lanci di nuove serie (come il recente Isola). Con questa impostazione, Enoch riesce a trovare un fortunato equilibrio in cui ogni tipologia di lettura (dal neofita all’irriducibile fan sino all’occasionale lettore) riesce a trovare in Il segreto degli Ubiqui un’avventura appagante e dinamica.

A questo, va aggiunta la cura con cui ogni aspetto delle storie di Dragonero vengono affrontate. Non solo la caratterizzazione dei personaggi, ma anche la costruzione dei comprimari viene cesellata, come dimostra la creazione del linguaggio della popolazione tribale incontrata dai protagonisti, il cui idioma, se letto con attenzione, tradisce una grammatica non complessa da intendere.

Ovviamente, chi ha una maggior familiarità con Dragonero trova maggior soddisfazione, considerato come Enoch inserisca in questa storia dei dettagli che, oltre ad annunciare sviluppi futuri, si premurano di consolidare alcune particolarità dei personaggi, emerse recentemente.

Personaggi in costante evoluzione

Se è vero che l’azione principale avviene altrove, con Ian e Gmor tornati dopo tanto tempo a essere esploratori, è innegabile che Aura sia al centro di alcune scene che lasciano nuovamente emergere la sua natura particolare. La magia del sangue che pratica viene presentata non tanto nella manifestazione del potere, quanto nel suo aspetto più carnale, appellandosi a quella sensualità tipica della visione tradizionale dei vampiri che trova in Aura una declinazione più moderna, libera.

Una dimostrazione dello spirito indomito e pericoloso di Aura che trova una rappresentazione perfetta nel tratto di Alessandro Bignamini. Non pago di avere realizzato delle scene strepitose per l’avventura di Ian e Gmor, realizzando creature letali e dando vita a momenti di grande tensione, Bignamini nuovamente si dimostra padrone del ritratto emotivo dei personaggi. Proprio su Aura, il disegnatore trova il modo di far emergere una sensualità pericolosa, scegliendo con cura posa ed espressione, dandole piena vitalità e creando un contrasto emotivo con gli altri personaggi, reso palpabile dalla sinergia tra disegno e dialogo, tra manifesto e sottinteso.

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Bignamini firma il lato ‘erondariano’ della storia, lasciando a Alex Massacci e Luca Bonessi il compito di raccontare l’esplorazione delle nuove zone scoperte. La visionde diversa di Masacci e Bonessi offre un ritratto avvincente di queste nuove ambientazioni scoperte da Ian e Gmor, creando scontri dinamici e danfo vita a scorci naturali stupendi.

Bravura, quella dei disegnatori, che si accompagna all’ottima interpretazione di Pagliarani della copertina. Lo sforzo muscolare dei due personaggi è reso al meglio, complice l’aver sapientemente rispettato al fisicità di Ian e Gmor, offrendo due differenti pose che ne enfatizzino la rispettiva tempra. La sensazione di dinamicità viene acuita dai detriti, che denotano il momento di una mancata, letale caduta di Ian, che trovano eco anche nelle pietre che si intravedono nello sfondo. Francescutto, come sempre, firma i colori, con un utilizzo di sfumature e sbalzi cromatici che rafforzano il senso di vertiginoso pericolo del disegno di Pagliarani.

A completare Il segreto degli Ubiqui, come sempre, sono Le Cronache della Ribellione con cui Luca Barbieri ci accoglie nell’albo e il ‘doppiaggio’ dei personaggi realizzato da Marina Sanfelice.

E a luglio doppia razione di Erondar, visto che al numero regolare farà compagnia anche lo speciale estivo!

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo

Dragonero – Il Ribelle: Il segreto degli Ubiqui

L’Impero cerca le pietre sonore degli Ubiqui con lo scopo di distruggerle e impedire ai Ribelli di utilizzarle come portali, per spostarsi istantaneamente in luoghi lontanissimi fra loro. Ma le pietre conosciute sono per lo più danneggiate, e dunque inservibili; inoltre nessuno conosce esattamente come usare le poche ancora integre. Si tratta dunque di una precauzione inutile da parte dell’Impero? No, perché Ausofer è in possesso di una mappa originale di Børge il Rosso che rivela la posizione delle pietre e illustra le diverse varianti del loro suono. Il problema è che, ammesso che si riesca a farle funzionare, nessuno sa dove conducano i portali…

Verdetto

Il segreto degli Ubiqui è una storia di decompressione dopo le ultimi, intese trame di Dragonero-Il Ribelle. La storia di Enoch diventa il momento ideale per inserire ulteriori dettagli nella trama orizzontale della serie, che potrebbero avere sviluppi futuri di rilievo

Pro

- Storia vivace e preparatoria
- Disegni di ottimo livello
- Sviluppi futuri promettenti

Contro

- Alcuni passaggi sono meglio comprensibili da chi ha una buona conoscenza della saga