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Dragonero – Il Ribelle: La voce della foresta profonda, viaggio nel cuore di Sera

Dragonero – Il ribelle: La voce della foresta profonda
Genere
Fantasy
Formato
Bonellide
Autore
Luca Barbieri, Stefano Vietti, Luca Enoch, Gianluca Pagliarani, Paolo Francescutto, Giuseppe Matteoni, Giuseppe de Luca, Marina Sanfelice
Editore
Sergio Bonelli Editore
Collana
Dragonero - Il ribelle

All’interno dell’universo narrativo di Dragonero abbiamo assistito ad una costante evoluzione dei personaggi, che in modi differenti e in tempi diversi hanno mostrato una propria crescita, spesso in risposta agli eventi che hanno sconvolto l’Erondar. Dalla Guerra con le Regine Nere al nuovo regime teocratico instaurato al termine del sanguinoso conflitto che ha sconvolto l’Impero Erondariano, non sono certo mancati elementi scatenanti che impattassero sulle coscienze dei protagonisti.

Questa evoluzione interiore non ha influenzato solo il protagonista della serie, Ian Aranill, ma ha avuto un ruolo centrale anche per un’altra figura centrale della saga: Sera. La ‘piccola elfa’ è stata, sino alla Guerra delle Regine Nere, l’incarnazione dell’innocenza e del lato più puro del trio di eroi. Agli inizi della saga di Dragonero, Sera era stata costretta ad abbandonare la sua casa, Frondascura, per aiutare Ian e Gmor a completare la loro prima missione, che possiamo leggere in Dragonero: Origini.

Sera, anima delicata in un mondo spietato

Dopo un iniziale risentimento, maturato soprattutto per il distacco dalla propria casa, Sera ha trovato nei due eroi una seconda famiglia, sviluppando un rapporto fraterno con lo scout ed il suo amico orco. Soprattutto con Gmor, Sera ha intessuto una relazione fraterna, fatta di lazzi e di comprensioni, in cui emerge più spesso il lato comico delle loro amichevoli provocazioni, salvo poi lasciar trapelare un senso di protezione reciproco emozionante. Ma gli eventi della citata guerra che ha sconvolto l’Erondar hanno cambiato tutto.

Sera in uno scontro perde una gamba, la sua innocenza, per quanto già messa a dura prova dalla violenza dell’Erondar, viene definitivamente stravolta. La piccola elfa che abbiamo sempre conosciuto lascia il posto ad una donna rabbiosa, chiusa verso coloro con cui ha sempre parlato. Da pacifista convinta, Sera non ha più remore nel togliere la vita agli avversari, cerca lo scontro. La sua però non è sete di sangue, sembra più disperazione, la ricerca di un modo per silenziare un tormento interiore.

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Inevitabilmente, questo cambiamento preoccupa i suoi amici, soprattutto Gmor. Se Sera è cambiata molto in questi ultimi mesi, Gmor è la figura di Dragonero che è invece rimasta più fedele a sé stessa. La sensibilità dell’orco è sempre stata una delle sue caratteristiche principali, motivo per cui ha sviluppato un senso di protezione nei confronti di Sera, che ora lo porta a preoccuparsi per l’elfa e la sua nuova, acida personalità.

Da questi presupposti, è nata la storia del sesto numero di Dragonero – Il ribelle, La voce della foresta profonda. Come accaduto per i numeri precedenti della nuova vita da ribelle di Ian, anche questo albo si presta ad una duplice lettura, che consente agli affezionati lettori della serie bonelliana di ritrovare i giusti richiami alla saga dello scout, offrendo anche a chi ha iniziato la propria avventura nell’Erondar con il primo numero di Dragonero – Il ribelle i giusti riferimenti per comprendere le complessità di questo albo.

Un incubo angoscioso spinge Sera a voler ritornare a Frondascura, convinta che nelle profondità foreste la attenda qualcosa. La sua intenzione di compiere questo viaggio da sola sfuma quando la sua fuga viene bruscamente fermata da Gmor. Dopo una chiacchierata con l’orco ed Ian, Sera accetta di farsi accompagnare dai suoi amici, e questo viaggio diventa l’occasione per riaprire vecchie ferite e trovare una nuova consapevolezza di sé per la piccola elfa.

Nascita di un ricordo

La trama de La voce della foresta profonda è la riprova di come la continuity di Dragonero sia una struttura solida, ma capace di offrire ancora delle libertà narrative tali da consentire un ampio margine di manovra agli autori. Specialmente nell’ultimo periodo abbiamo visto come si possa ricorrere all’espediente del flashback per raccontare eventi precedenti (come L’urlo della carne), senza dare la sensazione che si tratti di semplici filler. La differenza tra un filler e un episodio coerente è la modalità del racconto del ricordo, cosa che in Dragonero viene attentamente valutata, creando un legame tra il flashback ed il contesto emotivo del presente. Come avviene per La voce della foresta profonda.

A volte, il vero fascino di una storia è il percorso creativo che porta alla sua realizzazione. Come racconta Luca Barbieri nel suo Cronache della Ribellione, la trama di La voce della foresta profonda è il risultato di un brain storming tra gli autori della serie, Stefano Vietti e Luca Enoch, e chi ha poi ideato questa avventura, ovvero lo stesso Barbieri.

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Compito non facile, visto che Barbieri si è ritrovato a dover gestire uno dei personaggi più delicati della saga. Sera, come visto, è in una fase complessa della sua vita, prossima ad una deriva morale che rischia di cancellarne l’essenza. Barbieri deve non solo raccontare come questo rischio si possa scongiurare, ma anche sondare in profondità nell’animo e nel passato di Sera per dare maggior concretezza a questo suo mutamento interiore. Per farlo, lo scrittore decide giustamente di imbastire il tutto concentrandosi sulla caratteristica essenziale di Sera: l’innocenza.

Senza andare nel dettaglio onde evitare odiosi spoiler, La voce della foresta profonda diventa un ritratto di Sera, ritraendo le due anime del personaggio che abbiamo conosciuto. Barbieri con delicatezza ci porta a vivere le esperienze della piccola elfa, passate e presenti, tramite un accorto uso di disegno e didascalie, che trovano una rara sinergia.

Gli eventi raccontati da Barbieri funzionano alla perfezione grazie al suo stile narrativo. La cifra stilistica di Barbieri è il saper cogliere il giusto livello di violenza e bruttura dell’animo umano per creare villain che siano repellenti ma credibili, creando scenari in cui inserire i propri personaggi, senza mai varcare il segno, trasmettendo angoscia e disperazione dando vita a contrasti emotivi incredibilmente vividi. Lo abbiamo visto nella sua precedente storia, L’urlo della carne, e in altri suoi lavori, come Il re dei topi.

Tre matite per una storia

A dare corpo a questa storia di Barbieri intervengono ben tre disegnatori.

Pagliarani, dopo aver realizzato una copertina stupenda, presta la propria mano alla storia di cornice dell’albo. Oltre a mostrare la solita maestria nella cura dei dettagli, Pagliarani recepisce in pieno il contesto emotivo ‘presente’ in cui si muovono i personaggi, dando vita a espressioni dei volti che colgono in pieno il vissuto di Sera e compagni. Specialmente in un dialogo con Gmor ad inizio albo, le tavole di Pagliarani colgono al meglio la ‘nuova’ Sera, dando specialmente ai lettori di lungo corso della serie la misura del cambiamento dell’elfa.

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Un mutamento che viene esaltato dalle tavole di Giuseppe de Luca, autore dei disegni del flashback. La natura del ricordo è particolarmente intensa e angosciosa, ma de Luca mostra una delicatezza ed una sensibilità perfette per contestualizzare questo frangente della vita di Sera, valorizzando il contrasto dell’animo della piccola elfa con gli eventi a cui prende parte.

Ultimo tratto prestato a questo albo è quello di un veterano di Dragonero, Giuseppe Matteoni. Le tavole realizzate da Matteoni hanno un ruolo che assumerà maggior importanza in futuro, ma sono una dimostrazione di rara abilità nel maneggiare il contrasto cromatico tra nero e bianco. Matteoni riesce a trasmettere angoscia e trepidazione, all’interno di tavole prive di dialoghi o didascalie, che si basano interamente sul suo racconto visivo per avvolgere il lettore nella scena.

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A completare l’albo ci sono i colori di Paolo Francescutto per la copertina firmata da Pagliarani e il lettering di Marina Sanfelice. Dragonero- Il Ribelle ci aspetta ora in edicola il 5 maggio con Il destino di Keyra

Dall’ombra insorgiamo. Nel silenzio colpiamo.

Dragonero – Il ribelle: La voce della foresta profonda

Spiriti ancestrali si risvegliano nel cuore di Vetwasilvhe e soltanto Sera riesce a sentirne il richiamo… Ma a quale prezzo?

Verdetto

La voce della foresta profonda è una storia fondamentale per Sera, un momento di svolta per la piccola elfa in uno dei momenti più complessi della sua esistenza. Luca Barbieri riesci a cogliere tutte le sfumature del personaggio, accompagnando Sera verso una nuova identità

Pro

- Storia intensa e ben inserita nella continuity della serie
- L'evoluzione di Sera trova una giusta definizione
- Barbieri interpreta al meglio Sera

Contro

- Difetti non pervenuti