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Festival di Cannes, in dubbio la partenza

Molti festival – e non solo di cinema – stanno annunciato di voler rimandare i propri eventi, ma gli organizzatori del festival di Cannes si sono sempre dimostrati adamantini nel non voler cedere alle pressioni dell’emergenza sanitaria rappresentata dal coronavirus. Solo oggi, mercoledì 11 marzo, il presidente della suddetta celebrazione, Pierre Lescure, si è detto per la prima volta incerto dell’effettiva partenza della rassegna, prevista ora come ora per il 23 maggio.

«Rimaniamo ragionevolmente ottimisti, nella speranza che il picco dell’epidemia raggiungerà il suo epilogo a marzo e che ci sia spazio per respirare già da aprile», ha rivelato ai microfoni de Le Figaro. «Ma non possiamo neppure fare finta di nulla. Se la situazione non dovesse migliorare, lo cancelleremo».

Uno slancio ottimistico di straordinario vigore, se si considera che il Covid-19 è stato oggi classificato come pandemia e che il governo francese ha imposto un decreto legge atto a bloccare tutti i raduni superiori ai 1.000 partecipanti. Un ottimismo forse dovuto anche al fatto che il festival non sia assicurato in caso di cancellazione. Circa dieci giorni fa, l’azienda assicurativa Circle Group aveva proposto di estendere la copertura della polizza anche agli effetti dell’epidemia, ma l’opzione era stata scartata dagli organizzatori.

«Ci è stato proposta una copertura fino a €2 milioni mentre il nostro budget è di €32 milioni. Erano davvero solo noccioline. L’azienda si stava evidentemente improvvisando cacciatrice di taglie e abbiamo ovviamene rinunciato alla loro proposta», ha aggiunto in coda all’intervista.

Il festival è finanziato dagli sponsor, ma anche dallo Stato e dalle tasse dei cittadini. Una condizione di vantaggio che, come fa notare Lescure, garantisce i fondi necessari ad ammortizzare ogni tracollo. Anche se Cannes dovesse perde gli introiti dell’intero anno, le “riserve” dell’organizzazione permetteranno al festival di sopravvivere senza conseguenze nefaste.

Il festival di Cannes del 2019 aveva assegnato la Palma d’Oro a Parasite, rivelazione del cinema coreano prenotabile ora su Amazon.