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I 30 anni di Daniel Radcliffe: Harry Potter è diventato un simbolo della cultura pop

Daniel Radcliffe compie 30 anni ed il suo Harry Potter è certamente diventato un simbolo transgenerazionale della cultura pop. Scopriamone le varie "Incarnazioni"

In alto le bacchette, fan del mondo magico. Il piccolo, grande Daniel Radcliffe, voce di Rex Dasher nella versione originale del prossimo film Playmobil, è giunto al traguardo della terza decina di anni di età, compiuti lo scorso 23 luglio. Il tempo è stato davvero galantuomo con lui, lasciando sul volto ancora pulito e luminoso i tratti intatti di un ragazzino sulla soglia dell’adolescenza, quel momento della sua vita in cui tutto è cambiato, per lui come per l’intera cultura contemporanea, oseremmo dire. Forse un dono della magia di cui si è servito per così tanto tempo tra un set e l’altro degli otto film dedicati alla storia di Harry Potter?

Un fatto è certo: Radcliffe ha avuto la fortuna unica al mondo di vestire gli abiti del protagonista di una saga giunta su scaffali e schermi in un momento epocale tanto cruciale, quanto ottimale. Agli esordi del ventunesimo secolo, quando era solo un bimbo di undici anni ed era affiancato da due colleghi all’incirca coetanei, il trio Harry, Ron e Hermione era destinato ad aprire un universo mediatico diviso in due rami principali, ossia la produzione ufficiale e quella del fandom.

Harry Potter

Nata dalla penna di J.K. Rowling, la storia di Harry Potter infatti, benché racconti le peripezie di studenti in crescita e alla scoperta di sé e del mondo che li circonda, riesce a toccare le corde più profonde e comuni a gran parte dell’umanità che popola questo mondo, per quanto dobbiamo ammettere di essere dei banali Babbani (o forse tra voi si nasconde qualche mago, strega o Magonò?). Ciascuno dei personaggi che popolano questo ampio e variegato mondo, localizzato nella Gran Bretagna tra gli anni Ottanta e Novanta, presenta dei tratti a noi spesso familiari, in grado di ricordarci almeno una persona di nostra conoscenza, perfino capace di parlare di e a noi stessi.

L’attenzione del pubblico viene anche calamitata da questo brand grazie a una commistione di generi mediatici. Agli esordi della saga, che siate stati solo spettatori dei film, solo lettori dei romanzi, se non entrambe le tipologie di pubblico, avrete quasi sicuramente provato il forte desiderio di immergervi totalmente in questa dimensione magica ed essere smistati dal Cappello Parlante nella Sala Grande del simbolico castello di Hogwarts, impugnare una bacchetta acquistata a Diagon Alley e lanciare incantesimi sempre più potenti.

Un mondo a base di “Potter”

Inutile dirlo, passa il tempo, aumenta la fama e l’ampiezza del fandom del maghetto, esplodono i testi e contenuti ancillari dedicati ai personaggi e al mondo magico, grazie a un sentimento sempre più condiviso di entusiasmo e volontà di fare propri gli incantesimi e il sapere degli studenti di Hogwarts.

Dai classici gadget si passa alle visite sul set originale, alle mostre e i concerti dove un’orchestra ripropone dal vivo l’intera colonna sonora dei film, fino alle applicazioni per mobile. Inevitabile che tutto questo abbia coinvolto non solo una schiera di fan sempre più ampia, ma che sia riuscita ad acchiappare anche i più giovani, coloro che non erano nemmeno nati all’uscita del primo film, i ragazzini di allora che condividono oggi l’amore per questo brand con i propri figli.

Il corruttore di anime

Harry Potter è chiaramente stato anche al centro di dibattiti diversi anni fa, quando l’allora cardinale Joseph Ratzinger parlava del maghetto come di un “corruttore di anime”, condannandolo per il fatto di parlare di magia con un atteggiamento subdolo e di distorcere l’indole dei più giovani, proponendo loro una dimensione dove tutto è possibile grazie a incantesimi e sortilegi. Che sia una componente buona o cattiva, non sta a noi dirlo; sicuramente parlano i numeri e la longevità di un marchio registrato che ha saputo farsi davvero valere nel tempo. Un periodo durante il quale gli attori sono naturalmente cresciuti e diventati adulti, proprio come i personaggi interpretati e come chi li ha seguiti e ha potuto immedesimarsi ancora più a fondo, soprattutto se l’età corrispondeva all’incirca.

Grazie alla semplicità di linguaggio, a una narrazione e una trama tanto avvincenti e ingaggianti in termini di contenuto e di capacità di raccontare una storia a metà tra il reale e il fantastico, oltre che aver scelto attori dal volto sempre pulito, fresco e mai artefatto, la saga di Harry Potter ha costruito nel tempo un brand di facilissima riconoscibilità da parte di un pubblico di età anche piuttosto diverse fra loro. Il pastiche di questi ingredienti non ha potuto che condurre a un fisiologico interesse e volere del fandom ad appropriarsi di almeno un angolino di quel mondo, provare la leggerezza inebriante di un incantesimo, di vivere in qualche modo la stessa magia, di far continuare la saga. Cosa si sono inventati allora fan e le unioni cross-branded tra marchi e aziende universalmente note?

Tra Cosplay e gadget

Se siamo fan del maghetto e del suo mondo, abbiamo due principali strade: ricreare intorno a noi luoghi o atmosfere, oppure diventare noi stessi potenti stregoni. Come fare? Analizzando la prima opzione disponibile, i fan hanno ormai sempre più occasioni a disposizione: dai raduni ai classici studio tour, dove è possibile visitare i luoghi iconici di Hogwarts e dintorni: dalla Sala Grande, alla Foresta Proibita, fino a scoprire tutti i retroscena dei film salendo anche sull’Espresso per Hogwarts, quello originale, e passeggiare per Diagon Alley. A tal proposito, lo sapevate che due location londinesi si contendono la fama di “vera” Diagon Alley, e sono per l’esattezza nei paraggi di Leicester Square: una è Cecil Court, l’altra è Goodwin Court, poco distante dalla prima.

Oltre a visite guidate, ricordiamo anche le mostre come quella organizzata lo scorso 2018 a Milano, presso la Fabbrica del Vapore, Harry Potter the Exhibition, che ha mostrato al grande pubblico tutti i costumi, gli arredi dei set e diverse curiosità sul mondo magico, oltre a ingaggiare grandi e piccini con giochi facili e divertenti. Ma gli eventi non si fermano qui: oltre a raduni del fandom potteriano, ci sono ovviamente tutte le possibili combinazioni di accessori incredibili e sempre più dettagliati per creare un cosplay davvero verosimile.

Se desiderate sembrare davvero un mago o una strega all’altezza di frequentare Hogwarts, non potete fare a meno della Mappa del Malandrino (Link Amazon), creata da Remus Lupin (Lunastorta), Peter Minus (Codaliscia), Sirius Black (Felpato) e James Potter (Ramoso) per rivelare tutti i luoghi del castello e dintorni, anche i più segreti, oltre che mostrare su di essa gli spostamenti di ogni persona.

Quale che sia la vostra casa di appartenenza, non potrete sicuramente entrare a Hogwarts senza lo strumento più importante per ogni mago: la bacchetta. E non potendo andare direttamente da Ollivander per farsi scegliere da una di quelle contenute sui suoi scaffali come fece Harry accompagnato da Hagrid, potremo scegliere quella che più ci rappresenta in una vasta gamma di esemplari disponibili (Link Amazon). Se invece siete già maghi ultra esperti e siete alla caccia di possibili Horcrux (Link Amazon) rimasti sparsi per il mondo, dovreste fare mente locale su quali siano in tutto: ricordiamo quelli già presenti nel secondo capitolo, il diario di Tom Riddle che aveva stregato una giovanissima Ginny Wesley, oppure la coppa di Tosca Tassorosso o il Diadema di Priscilla Corvonero.

Non siete ancora soddisfatti da tutto questo? Via al collezionismo “fanatico”, per l’appunto: dai famosissimi Funko alle collaborazioni con LEGO, la scelta è fin troppo ampia. I primi vedono diverse edizioni dei nostri eroi, tra cui ricordiamo gli speciali pezzi da collezionare, come Ron a cavallo di un pezzo del gioco degli Scacchi Magici (Link Amazon) nel primo film, oppure una Bellatrix Lestrange (Link Amazon) dettagliata in ogni sua forma, passando per un bellissimo ritratto di Albus Silente (Link Amazon).

Se invece siete più orientati alle creazioni mattoncino su mattoncino, fa ovviamente al caso vostro la serie LEGO Harry Potter, declinata sia in gioco vero e proprio, sia in videogiochi (Link Amazon). Diamo uno sguardo alla prima tipologia di prodotti, la quale ha in serbo per noi una serie davvero ampia e ben articolata: dal viaggio sull’Hogwarts Express (Link Amazon) con capolinea ovviamente Hogwarts (Link Amazon), fino al Covo di Aragog (Link Amazon) nella Foresta Proibita e addirittura il ritorno di Voldemort (Link Amazon), avvenuto alla fine del quarto capitolo, con la morte di Cedric Diggory, ossia lo “sbrilluccicante” Robert Pattinson.

J.K. Rowling, il fandom e le sue creazioni

Come abbiamo appena detto, i fan sono sicuramente l’espressione più bella, vivace, originale ed entusiasta di un prodotto; quando si parla di Harry Potter poi, praticamente ognuno di noi ha almeno una piccola parte di sé legata a questo universo. Innanzitutto, da qualche parte della saga avrete sicuramente lasciato il cuore in una pellicola, motivo per cui vale la pena recuperarle tutte in una collezione non di poco conto: la Collector’s Edition in Blu-Ray Steelbook (Link Amazon) di tutti gli otto film è sicuramente un pezzo immancabile nella libreria di un appassionato fino al midollo del mondo magico creato dalla Rowling. Ma liberi di esplorare un mondo sono i fan che si avventurano nel sito gratuito creato dalla stessa autrice, Pottermore, totalmente dedicato a questa saga che accoglie tutte le informazioni possibili sul mondo magico, oltre che permettere di conoscere la nostra Casa di appartenenza, il nostro Patronus e via discorrendo.

Questo esempio è affiancato da produzioni fandom davvero importanti: dalle fanfiction che proseguono la serie o che creando crossover di diversa natura, alle fan art fino al film non ufficiale, Sisters of House Black, dedicato al lato tutto femminile delle sorelle del padrino di Harry, Sirius Black, caduto in battaglia per difenderlo contro il Signore Oscuro al termine del quinto episodio della saga.

Che ci piaccia o meno, stiamo assistendo all’evoluzione di ciò che per l’universo si squaderna, per dirla con Dante, sempre mostrandoci nuovi risvolti di un’esplorazione potenzialmente infinita, per mantenere in vita questo mondo che sembra ormai essere diventato ufficialmente una dimensione parallela alla nostra. Sembra proprio che i fan di tutte queste generazioni insieme stiano giurando di avere più che buone intenzioni per mantenere vivo tutto questo.