Cinema e Serie TV

Buon compleanno Mark Hamill: 69 candeline per Luke Skywalker e Joker

Ha mostrato a milioni di ragazzi come seguire le vie della Forza. Ha dato del filo da torcere a Flash in una delle più amate serie televisive dedicate ai supereroi e ha presto la sua voce al Clown del Crimine per più di vent’anni. Mark Hamill ha segnato in modo sottile ma innegabile la pop culture, con eleganza e ironia, la stessa con cui interagisce sui social con i suoi fan. Nato il 25 settembre 1951, Hamill è stato protagonista sia in primo piano che dietro le quinte, diventando un personaggio unico all’interno di uno show biz spesso caratterizzato dagli eccessi, rimanendo profondamente umano.

Eppure, la sua vita è stata una vita professionale decisamente piena, che lo ha portato a lavorare su diversi media, mostrando sempre una grande professionalità e un’ironia che lo hanno fatto sempre apprezzare da tutti coloro che hanno collaborato con lui.

Le origini e i primi passi

Mark Richard Hamill è figlio di Virginia e William Thomas Hamill, capitano della U.S. Navy, che a causa della divisa è costretto a spostare spesso la famiglia in base alle proprie assegnazioni. Compito non semplice, considerato che Mark ha sei fratelli. Il padre, ricorderà Hamill anni dopo, li crebbe secondo i suoi princìpi, ossia una fervente fede cattolica e il sostegno al Partito Repubblicano, con una particolare venerazione per Nixon.

Nel corso della sua infanzia e adolescenza, le diverse assegnazioni del padre costrinsero Hamill a spostarsi frequentemente, dalla Virginia alla California, con una tappa anche in Giappone. Fu proprio nel paese del Sol Levante che Hamill si diplomò nel 1969 alla Nile C. Kinnick High School, dove era divenuto membro molto attivo del Drama Club. Una passione, quella per la recitazione, che lo spinse a tornare in patria e iscriversi al Los Angeles City College, scegliendo il corso di recitazione.

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Una volta diplomato, Mark Hamill decide di tentare la carriera di attore. I suoi primi ruoli sono legati al mondo delle soap opera, come General Hospital, in cui ottiene un ruolo ricorrente. Il suo primo ingaggio come protagonista è nella sit-com The Texas Wheeler, che non ebbe successo e venne chiusa prematuramente. Hamill non si scoraggiò, e dopo aver fallito il provino per il ruolo di David in La Famiglia Bradford, rimane nell’ambiente facendo alcune apparizioni in numerose sitcom e in alcuni film per la Tv.

La sua fortuna, in questo periodo, si rivelò un’amicizia che gli cambiò completamente la vita: quella con Robert Englund, il futuro interprete di Freddy Kruger.

Essere Luke Skywalker

Nel 1977, Englud sta cercando di farsi un nome come attore, prendendo parte a quanti più casting possibili. Un giorno, dopo aver tentato di entrare nel cast di Apocalypse Now, passa di fronte a un teatro in cui stanno facendo provini ad attori per un nuovo film di fantascienza. Englund decide di entrare e tentare la sorte, presentandosi per il ruolo di un certo Han Solo, ma quando vede la parte del protagonista, tale Luke Skywalker, capisce come il suo amico Mark Hamill sarebbe perfetto per interpretarlo. Englud suggerisce quindi all’amico di fare un provino per il ruolo, e la Forza sembra essere dalla sua parte, visto che anche il suo agente è dello stesso avviso e gli procura un’audizione. Come ricorda spesso Englund:

“In quel periodo, Mark stava sempre sul mio divano, visto che stava girando una serie TV dall’altro lato della strada. Ormai sapevo quando era in casa perché vedevo i suoi stivali da cowboy sullo zerbino, così, quando torno dal provino per Star Wars, lo trovo che sta guardano il Mary Tyler Moore Show in tv bevendo birra e gli mostro il copione: ‘Guarda questo, secondo me sei nato per questo ruolo, amico: è una specie di principe spaziale ed è un film di George Lucas!’”

Hamill diventa quindi il volto di Luke Skywalker, il protagonista di Star Wars, film di fantascienza scritto e girato da George Lucas, giovane regista che assieme a nomi come Steven Spielberg, Brian de Palma e Francis Ford Coppola intende rivoluzionare il modo di fare cinema a Hollywood. E pare che Lucas abbia tutte le carte in tavola per riuscirci, visto che il suo Guerre Stellari è un vero e proprio successo, un trionfo che consacra anche Hamill, da tutti identificato con il suo ruolo di Luke Skywalker.

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Essere Luke Skywalker cambiò la vita di Hamill. Star Wars divenne immediatamente un cult, tanto che furono messi subito in cantiere due seguiti, L’impero colpisce ancora e Il ritorno dello Jedi. Tra il primo e il secondo film, Hamill fu vittima di un brutto incidente stradale, che lo segnò con la frattura del naso e di uno zigomo. Subito comparvero i primi rumor su una sua plastica facciale per tornare a interpretare il ruolo di Luke Skywalker, ma tutto venne rapidamente smentito. L’unica conseguenza di questo incidente fu l’inserimento in L’impero colpisce ancora della scena con il wompa nella grotta, in cui Luke viene colpito al volto, stratagemma usato per spiegare i segni sul volto di Hamill.

Non pago di interpretare il ruolo di Luke Skywalker sul grande schermo, Mark Hamill riprese il ruolo nella versione radiofonica di Una nuova speranza e L’impero colpisce ancora.

Anche Hamill, infatti, sembra segnato dalla maledizione degli attori di Star Wars. Tolto Harrison Ford, divenuto celebre anche grazie a successivi film come Blade Runner e Indiana Jones, quasi tutti i protagonisti di Guerre Stellari non sono riusciti a diventare figure di primo piano del panorama cinematografico. Il ruolo di maggior successo di Hamill, infatti, rimane ancora oggi Luke Skywalker, personaggio nuovamente interpretato nell’ultima trilogia di Star Wars.

Ma il fantasma di Luke Skywalker divenne una figura ingombrante per la carriera di Hamill.

Oltre Luke Skywalker

Dopo il successo di Star Wars, trovare nuovi ruoli per Hamill fu sempre più difficile. Il grande pubblico oramai lo associava inconsciamente a Luke Skywalker, e non riusciva a vederlo in altre vesti. Pur apparendo in alcune produzioni minori, Hamill continuava ad esser invitato in programmi televisivi in cui gli veniva richiesto di ironizzare sul suo personaggio di Star Wars, come in una storica puntata del The Muppet Show del 1980.

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Hamill decise quindi di darsi al teatro, prendendo parte a diverse produzioni di Broadway. Una scelta che lo portò ad essere molto apprezzato e a vincere ambiti riconoscimenti, tanto che decise di provare nuovamente a rientrare nel mondo cinema. Quando nel 1984 venne messo in cantiere Amadeus, tratto dalla piece teatrale dove aveva recitato anche Hamill, l’attore fece il provino sicuro di ottenere il ruolo, ma la produzione non lo considerò nemmeno perché un dirigente disse:

“Non voglio Luke Skywalker in questo film”

Era la riconferma che Hamill era ormai condannato a rimanere Luke Skywalker per il grande pubblico. La carriera come attore di Hamill sembrava ormai ridotta a piccole apparizioni in serie TV e film minori. Dopo aver dato il volto all’eccentrico Trickster in Flash, serie ispirata al velocista scarlatto di DC Comics, Mark Hamill era divenuto il classico attore da guest appearance, come dimostrano le numerose comparsate in vari serie TV. Non mancavano, inoltre, inviti a riprendere in chiave ironica il ruolo di Luke Skywalker, come nel programma comico Saturday Night Live.

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A Hamill, però, venne offerto un ruolo da protagonista in un settore che mai ci si sarebbe attesi: quello dei videogiochi.

Nei primi anni ’90 il mondo dei videogiochi stava avviandosi verso una nuova vita, attingendo a nuove tecnologie che consentivano di realizzare esperienze videoludiche mai sperimentate prima. Le intro, ossia i filmati introduttivi dei giochi, vennero intese come dei cortometraggi che dessero spessore alla trama dei giochi. A queste, vennero affiancate le prime cutscenes girate con attori professionisti, che recitando davanti a un green screen aprirono la strada anche all’introduzione della CGI nel mondo del cinema.

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Nel 1994, una delle serie di simulazioni spaziali più amate, Wing Commander, fece questo passo evolutivo, assumendo degli attori professionisti per realizzare questi intermezzi cinematografici. La Origin Systems, software house creatrice della serie, vide in Mark Hamill il volto perfetto per il protagonista della saga, il Colonello Christopher Blair. Affianco a Mark Hamill recitarono altri grandi nomi, come Ian McDowell (Arancia Meccanica), John Rhys-Davies (Indiana Jones, Il Signore degli Anelli) e Tom Wilson (Ritorno al futuro). Hamill interpretò Blair in Wing Commander III: The Heart of the Tiger, Wing Commander IV:The Price of Freedom e Wing Commander: Prophecy, ottenendo anche un cameo vocale nella trasposizione cinematografica del videogioco.

Mille voci per un attore

Il doppiaggio, come abbiamo visto, divenne presto una presenza importante per la carriera di Hamill. Le sue prime esperienze di doppiaggio, in realtà, risalgono ai primi anni ’70, quando doppiò uno dei protagonisti di Jeannie, un cartone animata della Hanna & Barbera.

Pur avendo fatto svolto la professione di doppiatore per anni, Mark Hamill ha però legato la propria voce specialmente al comparto dei cartoni animati dei supereroi, sempre nel ruolo del villain. Da Klaw in Avengers: Earth’s Mighiest Heroes, a Hobgoblin nella serie animata di Spider-Man degli anni ’90, ma il suo ruolo più riuscito rimane legato alla nemesi per eccellenza di Batman: Joker.

Nel 1992 Bruce Tim e Eric Radomski diedero vita a quello che divenne per anni il migliore cartone animato di Batman, Batman: The Animated Series. Per doppiare il Joker, fu scelto Mark Hamill, la cui performance fu così suggestiva che divenne la voce ufficiale del Clown del Crimine. In ogni cartone animato in cui compare il Joker, Mark Hamill è stato chiamato a ripetere la sua incredibile risata, tanto che l’attore ha cominciato a nutrire una certa passione per il personaggio.

Si è affezionato al punto di dargli voce anche in giocattoli e parchi di divertimento, confessando una certa gelosia verso altri potenziali doppiatori, cui non voleva cedere il ruolo, anche se erano previste paghe ben al di sotto del suo solito compenso. Un’emozione che lo ha spinto a doppiare Joker anche nel mondo dei videogames, a partire da Batman Vengeance (2001) sino alla serie di Batman: Arkham di Rocksteady.

Ripensando al suo rapporto con Joker, Hamill è solito raccontare che non si sarebbe mai aspettato di poter dare la voce alla nemesi del Cavaliere Oscuro:

“Non mi sarei mai aspettato che dessero questo ruolo all’interprete di Luke Skywalker, sono due personaggi esattamente all’opposto. Quindi mi sono presentato all’audizione senza alcuna aspettativa. All’epoca stavo recitando in Amadeus a Broadway e stavo studiando una nuova risata inquietante per il mio personaggio, così quando feci il provino per il Joker la utilizzai, e fu considerata davvero buona. Finita l’audizione mi sentii un po’ arrogante e pensai ‘Non sentiranno mai una risata migliore di questa!’. Quando poi due settimane dopo mi confermarono per il ruolo, inizialmente ebbi un po’ di timore, ma un amico mi disse ‘Sei coraggioso, io non vorrei mai interpretare quel ruolo dopo Jack Nicholson!’. E mi è venuta ancora più paura, ma per me è una grande motivatrice!”

Una motivazione che lo ha portato a dare vita ad alcune memorabili pagine della vita a cartoni animati del Joker, come una versione totalmente a cappella di Only You, conscio del fatto che quando si interpreta così folle non ci può mai annoiare.

Mark Hamill, impossibile non amarlo

L’affetto dei fan verso Mark Hamill non è solo frutto del suo esser protagonista di ruoli chiave della pop culture, ma anche della sua personalità aperta e divertente. In numerose interviste, Hamill si lascia andare a divertenti aneddoti o imitazioni di colleghi (imperdibile quella di Harrison Ford al Graham Norton Show di qualche anno fa), mentre sui social è particolarmente attivo, specie su Twitter, con post divertenti ed ironici.

Tra l’altro, da anni Hamill ha intavolato su Twitter un rito con i sui fan: l’autentificazione dei suoi fotografi. Dopo avere visto emergere un gran numero di falsi, l’attore ha promesso di dare la propria certificazione a tutti coloro che sul suo profilo Twitter posteranno un’immagine con il suo autografo. Hamill ha anche svelato un trucco per riconoscere a prima vista un suo autografo originale: se la firma non è seguita da una battuta stupida, è sicuramente falsa.

La sua aria quasi fanciullesca, il suo sorriso e la battuta pronta hanno reso Hamill uno dei volti più amati della pop culture, mostrando come ci fosse una persona incredibilmente divertente dietro il timido ragazzino che da un remoto pianeta desertico divenne un cavaliere Jedi.

Potete festeggiare a dovere il compleanno di Mark Hamill rivendendo in azione il suo Luke Skywalker grazie al cofanetto Star Wars: The Skywalker Saga