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Si è spento il leggendario Max Von Sydow

È giunta poche ore fa la notizia di un grave lutto che colpisce il mondo del cinema mondiale. E’ morto a 90 anni il leggendario attore svedese, ma naturalizzato francese, Max Von Sydow. A comunicarlo è stata la stessa moglie Catherine Von Sydow, produttrice e sua compagna dal 1997, al quotidiano francese ParisMatch. Non sono state rese note le cause della morte, per questo si ipotizza una morte naturale data anche l’età dell’attore.

Foto generiche

Con una impostazione teatrale importante, Max Von Sydow si fece notare al cinema nel 1975 con Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, capolavoro dove interpreta un cavaliere crociato impegnato in una fatale partita a scacchi con la Morte. Sarà Bergman il regista con cui l’attore instaurerà uno strettissimo rapporto tanto da partecipare a ben 14 delle sue pellicole nell’arco dei decenni.

Quella di Max Von Sydow è una carriera che abbraccia più di 5 decenni con una filmografia sterminata.

Ricordiamo i suoi ruoli più iconici non solo in relazione all’immaginario pop e geek: fu Padre Lankester Merrin ne L’Esorcista (1973); Joubert l’assassino in I Tre Giorni del Condor (1975); Ming in Flash Gordon (1980); il cattivo Ernst Stavro Blofeld in Mai dire Mai (1983) della saga con protagonista l’agente 007 James Bond; il Maggiore Karl von Steiner in Fuga per la Vittoria (1981); Re Osric in Conan Il Barbaro (1982); Liet-Kynes in Dune (1984); il Giudice Fargo in Dredd – La Legge sono Io (1995); Lamar Burgess in Minority Report (2002); Josiah Kane in Salomone Kane (2009) e Lor San Tekka in Star Wars: The Force Awakens (2015).

Il suo ruolo più suggestivo sicuramente quello di Gesù Cristo in La più grande storia mai raccontata (1965) per la regia di George Stevens.

Fugaci anche le sue apparizioni televisive, con molte miniserie firmate fra gli altri dai registi italiani come Nanni Loy e Lamberto Bava nella prima metà degli anni ’80, anche se i suoi ruoli più importanti in epoca recente rimangono quelli ne The Tudors e soprattutto ne Il Trono di Spade dove interpreterà il Corvo a Tre Occhi ricevendo anche una nomination al Primetime Emmy Award.

In Italia restano memorabili le sue apparizioni sotto la regia di Francesco Rosi in Cadaveri eccellenti e di Valerio Zurlini ne Il deserto dei Tartari, entrambi girati nel 1976.

Suggestiva anche la sua apparizione speciale nel film di Dario Argento Non ho sonno (2001), in cui interpreta un detective ormai in pensione che risolverà a distanza di molti anni un caso fino ad allora apparentemente chiuso.

È stato nominato due volte agli Oscar. Nel 1989 come miglior attore protagonista per Pelle alla conquista del mondo e nel 2012 sempre come miglior attore non protagonista per Molto forte, incredibilmente vicino. Ha vinto nel 1982 il premio come Miglior Attore al Festival di Venezia nel 1982 per il film Flight of the Eagle.

Fra gli altri premi riconosciutigli il Royal Foundation of Sweden’s Cultural Award nel 1954 ed era stato nominato Commandeur des Arts et des Lettres nel 2005. Nel 2012 la nomina a Chevalier de la Légion d’Honneur.

La sua ultima apparizione sarà purtroppo a questo punto postuma nel film Echoes of the Past, una drama a sfondo bellico.