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Murder Ballads: Solo un giorno come le rose

Un amore proibito, finito in tragedia. Bambini spariti nel buio di un fitto bosco. Una famiglia vittima di un attimo di follia. A veder quello che ci attende in Murder Ballads – Solo un giorno come le rose, ci si potrebbe aspettare che le storie contenute nel nuovo volume di Oscar Ink siano state partorite da un libro horror, ma ogni momento cristallizzato nelle stupende tavole di Daniele Serra scaturisce da un evento reale, rielaborato dalla fervida immaginazione di Micol Beltramini, seguendo i dettami delle murder ballads.

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Qualcuno, a sentire questo nome, potrebbe ripensare a Where the Wild Roses Grow o Henry Lee, brandi di Nick Cave contenuti nell’album Murder Ballads. L’attinenza al volume di Mondadori è palese, considerato che entrambe le opere si rifanno a una tradizione narrativa popolare che vede in eventi delittuosi e dai tratti inquietanti l’origine di un folklore dai toni dark, in cui la tragedia personale diventa patrimonio comune. In un’epoca in cui la televisione del dolore e della spettacolarizzazione dell’altrui sofferenza era ancora lontana, erano le murder ballads a raccontare al popolo eventi delittuosi, spesso accompagnati da segreti scabrosi, che portavano alla nascita di canti e ballate, per l’appunto, che consegnavano queste tragedie alla memoria collettiva.

Murder Ballads, dalla cronaca al folklore

Una fascinazione che ha coinvolto cantanti e scrittori, arrivando sino a Micol Beltramini, che è stata solleticata da una richiesta, apparentemente semplice, di Serra: “scrivimi una storia che sia dark, romantica e possibilmente ambientata in un bosco”. Richiesta apparentemente strana, ma come racconta la stessa Beltramini nell’introduzione a Murder Ballads – Solo un giorno come le rose, i due autori avevano già lavorato assieme, ironicamente su una storia che possiamo considerare come una moderna murder ballads. E Serra non poteva trovare miglior compagna di viaggio a cui rivolgere questo invito, considerato quanto confessa la Beltramini, accogliendoci in questa inquietante, morbosamente affascinante lettura:

A mia discolpa posso dire che era parecchio che volevo scrivere qualcosa sulle murder ballads.

Un desiderio che traspare nella ricerca che si percepisce dietro ognuna delle storie che compongono questo mosaico di tragedie. Murder Ballads – Solo un giorno come le rose, infatti, non è una semplice antologia di storie inquietanti, ma offre al lettore una visione più intima e ricca di ogni singolo racconto, di cui la Beltramini fornisce un’origine. Trattandosi di murder ballads, quindi di un patrimonio folkloristico e pubblico, ripercorre la vita di questi grotteschi e sanguinari racconti, predisponendo il lettore al giusto stato emotivo per vivere in pieno le suggestioni di ogni singolo racconto.

Sarebbe facile, infatti, puntare all’aspetto violento e sanguinoso di questi tragici eventi, ma le murder ballads sono animate dalla voglia di raccontare la drammaticità di queste vicende, con un misto di compassione e pruriginosa curiosità che contribuiscono a rendere immortali queste storie. Con maestria, dopo averci svelato il retroscena storico, Micol Beltramini pianifica un’attenta costruzione narrativa in cui emerge un’attenta valorizzazione dell’emotività dei personaggi coinvolti, con particolare attenzione alle vittime. Che si tratti dei due piccoli fratellini di Bambini nel bosco o delle sfortunate donne di Giù al fiume, l’aspetto di oscura fiaba viene mitigato con una narrazione semplice, in cui trapelano le complesse dinamiche emotive dei personaggi.

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Ma non solo dall’estero arrivano questi macabri racconti. Se è vero che le prime storie sono figlie della tradizione anglosassone, anche il nostro Paese può sfoggiare le sue ballate della morte. Murder Ballads – Solo un giorno come le rose omaggia questo lato oscuro della nostra tradizione con Brigantesse si muore e Solo un giorno come le rose. Quest’ultima, nuovamente, crea un legame con la musica, rifacendosi alla figura della prostituta che ispirò a De Andrè la sua La canzone di Marinella.

Micol Beltramini, come mostrato dalla cura con cui presenta ogni murder ballads, non ha solamente identificato la natura storica di questa forma di narrazione, ma ne ha assimilato lo spirito emotivo, dando vita a storie che sono scandite come  un racconto di paese, con la costruzione di piccole leggende e di tradizioni oscure che appartengono al retaggio locale, tra sussurri e pensieri di paese che trovano spazio in didascalie che quasi impersonalmente vogliono svelare queste storie, accompagnando i magnifici disegni di Daniele Serra.

Da ammirare come ognuno dei racconti contenuti in Murder Ballads – Solo un giorno come le rose mostri un proprio stile, merito della vena artistica di Serra. Per Bambini nel bosco si sceglie una visione che si avvicina alle incisioni di fine ‘800, epoca in cui si vuole ambientata la storia, con una delicata contrapposizione bicromatica, che consente al disegnatore di creare scenari onirici in cui la vicenda dei tuoi sventurati fratelli assume un tono di delicata compassione, persino nei momenti più truci.

Tragedie che diventano poesia

È però in Giù al fiume che si ritrova la miglior interpretazione visiva di Murder Ballads – Solo un giorno come le rose. Tre storie di donne tragicamente morte, che si intrecciano in un racconto in cui il loro fato comune viene ritratto con l’espressività degli acquerelli, che consente a Serra di creare dei virtuosismi cromatici che concorre in modo sottile alla narrazione emotiva. Tinte pacate che accolgono esplosioni di colori, con un meraviglioso contrasto tra la predominanza di sfumature fredde striate dal rosso foriero di tragedia.

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Ogni storia di Murder Ballads – Solo un giorno come le rose contribuisce alla costruzione di un mosaico di tragedie ed eventi violenti, che per quanto unite in questo volume mantengono una propria identità. Beltramini e Serra si sono impossessati dello spirito delle murder ballads, ne hanno assorbito i tratti essenziali e li hanno adattati magnificamente alla narrazione fumettistica, dando vita a una lettura travolgente, in cui si passa dalla compassione all’odio, dalla pietà alla rabbia.

Mondadori confezione Murder Ballads – Solo un giorno come le rose in un volume di ottima fattura, la cui copertina già mostra tutte le sfumature emotive che troveremo nei racconti contenuti. L’idea stessa di fare precedere da una contestualizzazione storica i racconti è un preziosismo che amplifica il piacere della lettura, con un progetto editoriale ricco di dettagli e cura che non può che rendere ancor più appassionante questo inquietante, magnifico mosaico di tragedie umane.

Murder Ballads – Solo un giorno come le rose


Beltramini e Serra si sono impossessati dello spirito delle murder ballads, ne hanno assorbito i tratti essenziali e li hanno adattati magnificamente alla narrazione fumettistica, dando vita a una lettura travolgente, in cui si passa dalla compassione all’odio, dalla pietà alla rabbia.

Pro

  • Concept narrativo suggestivo
  • Ottima cura editoriale
  • Micol Beltramini e Daniele Serra colgono in pieno lo spirito delle murder ballads

Contro

  • Non pervenuti