Giochi di ruolo

Pathfinder – Domani brucerà, la recensione


Pathfinder – Domani brucerà
Editore
Giochi Uniti
Autori
Ron e Stephanie Lundeen
Ambientazione
Pathfinder
Genere
Fantasy
N. Pagine
92

I giocatori che hanno deciso di imbarcarsi nel primo Adventure Path della nuova edizione di Pathfinder stanno per raggiungere il proverbiale giro di boa. Pathfinder – Domani brucerà rappresenta infatti il terzo capitolo di sei in quella che è la saga nota come l’Era delle ceneri, un’epopea che, giunta a questa pietra miliare, inciampa in una coppia di autori che faticano a tenere il passo con gli alti standard delle prime due uscite, cosa che potrebbe amareggiare alcuni gamer.

Domani brucerà – l’ambientazione

Volendo spezzare una lancia in favore di Ron e Stephanie Lundeen, bisogna ammettere che non abbiano sicuramente avuto vita facile, nel trovare un aggancio con cui far decollare la loro trama. Nel primo volume i personaggi erano dei neofiti di belle speranze alla disperata ricerca di un ingaggio, uno strepitoso escamotage con cui incatenarli ad una pericolosa vicenda di culti demoniaci e di pericoli imminenti. Nel secondo tomo, gli eroi si sono quindi occupati di risolvere la faccenda, tranciando la linea gerarchica che teneva in piedi la setta che ormai si erano irrimediabilmente inimicati.

Da qui dove andare? La macrotrama di fondo doveva essere salvata per l’epilogo della saga, quindi non restava che l’aggancio offerto dalla Triade Scarlatta, un’oscura organizzazione mercantile la cui ombra si era già intravista su alcuni disordini che avevano martoriato la cittadina che è sotto la protezione dei giocatori. Tuttavia i coniugi Lundeen sono evidentemente giocatori della “vecchia scuola” e intavolano l’aggancio in una maniera tutt’altro che organica.

La Triade decide infatti di rapire il carraio del paese per attirare l’attenzione degli eroi, dunque uno scagnozzo offre loro delle posizioni nel redditizio mestiere del reclutamento di schiavi. L’avventura non prevede la possibilità di un feedback positivo, solo uno scontro che culmina con l’improbabile decisione di andare a distruggere questa mala fatta di schiavisti che ha torto un capello al costruttore di carri più amato dal vicinato.

Attraversato il Portale del Sogno, gli eroi si trovano nelle vicinanze della città di Kintargo, invischiati in un crescendo di battaglie e duelli che sembra non aver mai fine. Si tratta di un’esperienza cappa e spada che potrebbe far concorrenza a 7th Sea, ma dopo tutte le stranezze vissute dai protagonisti l’atmosfera finisce quasi con l’apparire straordinariamente normale. Ovvia, a tratti. Un ritorno a climi più sobri che comunque non si fa mancare la sua buona dose di fattucchiere e demoni iracondi.

Il manuale

Questo terzo manuale de l’Era delle ceneri si presenta al pari dei suoi predecessori, in un format brossurato dotato di pagine a colori piene zeppe di illustrazioni e mappe. L’influenza degli autori investe tuttavia anche le appendici del tomo. Sezione solitamente dedicata a interessanti e utili approfondimenti, l’appendice qui veste un ruolo più superficiale e di intrattenimento. Tanto l’atlante quanto l’enciclopedia dedicata ai draghi, per quanto interessanti da sfogliare, non si agganciano in alcun modo all’avventura, né offrono spunti su cui poter lavorare. Sono piccoli saggi con cui passare il tempo, ma poco altro.

La città di Kintargo, nata originariamente in occasione di un adventure path del Pathfinder originale, risulta inoltre “falsa”, quasi fosse un set cinematografico imbastito alla bene e meglio. Non si tratta di un vero e proprio riciclo – è evidente che vi siano dietro degli sforzi per renderla unica -, tuttavia è chiaro che Ron abbia avuto modo di sperimentare la metropoli come giocatore e che non vedesse l’ora di rievocare le sue vie, dimenticandosi che molti lettori non hanno avuto occasione di accumulare le sue stesse esperienze.  Sia chiaro, l’avventura preparata dai coniugi Lundeen è piacevole e ben caratterizzata, tuttavia trasuda quella sensazione per cui gli autori si sono innamorati tanto della propria trama da imporla con forza ai giocatori. Questi non hanno infatti possibilità di alterarla significativamente e devono solamente seguire il flusso degli eventi, evitando di porsi qualsivoglia domanda.

Ci sono altresì delle perle di genio, attimi che entusiasmano e accendono la passione ludica. Sarà che il progetto è stato scritto a quattro mani, sarà che magari la casa editrice, Paizo, abbia deciso di imporre dei paletti, resta il fatto che alcune scene si elevino ben sopra la media del prodotto, offrendo attimi di pura delizia. Senza spoilerare troppo, basti sapere che il breve incontro all’interno del Portale del Sogno è di grandissimo intrattenimento e, per quanto non vitale ai fini della trama, gli eroi ne usciranno arricchiti da rinnovata curiosità e un profondo fascino verso i misteri del mondo di Pathfinder. Virtuosi sono anche i retroscena dell’antagonista principale, la schiavista Laslunn, nonché del suo braccio destro, Valshik. Anche il fatto che il nemico più pericoloso dell’intera avventura sia una fresa per il legno, è apprezzabile.

L’Era delle ceneri mostra quindi due anime: una brillante e originale che cerca di descrivere un mondo profondo e che i giocatori non potranno mai cogliere appieno, l’altra che invece vuole solo divertirsi e fare baldoria, imponendo ai giocatori un fatalismo che li incastra al centro dell’azione. A seconda di come sia formato il vostro gruppo, potreste decidere di sperimentare questa bizzarra combinazione o, in alternativa, di limare una delle due caratteristiche, riversando la vostra intera attenzione sull’altra.

Conclusioni

Alcuni giocatori stranieri hanno identificato ne Domani brucerà il loro punto d’uscita dalla saga dell’Era delle ceneri, un giudizio severo, ma che non è del tutto incomprensibile. Le scelte autoriali dell’opera si contrappongono fortemente alle alchimie vissute nei precedenti capitoli, creano una dissonanza in un crescendo in cui i giocatori si erano immersi e da cui ora vengono scaraventati via, in favore di un’esperienza più caciarona e adrenalinica, ma anche in cui gli eroi possono finire con il sentirsi vittima degli eventi. Fintanto che gli avventurieri hanno l’atteggiamento previsto dai Lundeen, la cosa non pesa, ma ogni deviazione rischia di tramutarsi in frustrazione.

Un buon game master può sicuramente imporre rimedio a questa criticità, tuttavia molti di coloro che finanziano questo genere di avventure non hanno le capacità o il tempo necessari a progettare le sessioni di gioco, pertanto un intervento del GM è comunque da considerarsi controintuitivo, a livello di marketing. Paradossalmente, i fragili collegamenti con il “mood” de l’Era delle ceneri fa sì che Domani brucerà possa essere velocemente adeguato in un’esperienza stand-alone, magari con personaggi pregenerati o pensati appositamente per una one-shot particolarmente lunga.

Un gioco rivolto a…

Pathfinder – Domani brucerà si dimostra essenziale a chiunque voglia portare avanti la saga, se non altro perché introduce finalmente qualche dettaglio sulla Triade Scarlatta, ovvero quello che promette di essere l’avversario principale di tutti i prossimi volumi. Allo stesso tempo è consolatorio sapere che nei prossimi due volumi – I fuochi della città infestata e Kovlar – il testimone passi a Linda Zayas-Palmer, autrice celebre per il suo tocco horror che confidiamo sia in grado di riaccompagnare la saga verso una sua coerenza interna, preparando il terreno per un epilogo coi controfiocchi.

Pathfinder – Domani brucerà


Terzo capitolo dell'Adventure Path de l'Era delle ceneri, Pathfinder - Domani brucerà finisce con l'inciampare in una coppia di autori poco in linea con il resto della saga, creando una certa dose di forzature e altrettante discrepanze tonali.  Non è esente da elementi interessanti, ma risulta più generico e stereotipato di quanto visto fino a oggi, con i game master che potrebbero dover intervenire per riplasmare alcuni contenuti del manuale.

Pro

  • NPC principali ben scritti
  • Alcune intuizioni veramente brillanti

Contro

  • Binari narrativi molto rigidi
  • Contesto generico