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Senzanima: Assedio, il sapore amaro del fallimento

In un mese in cui il mito di Ian Aranill viene impreziosito da una ricca presenza in edicola, capace di affrontare diversi momenti della sua avventurosa esistenza, non poteva esserci occasione migliore per tornare nei suoi trascorsi di mercenario nella compagnia dei Senzanima durante la guerra con Merovia. Giusto il tempi di mettere nella nostra collezione il numero della serie regolare, Le Gazze Ladre, e assistere al nuovo incontro con Zagor raccontato nello speciale uscito in questi giorni, che la nostra meta diventa la fumetteria, dove possiamo trovare dal 22 luglio il nuovo volume di Senzanima: Assedio. Pubblicato all’interno della collana Audace, etichetta bonelliana con cui state presentate produzioni di spessore come Il Confine e K-11, Senzanima è la serie bellica in cui Vietti ed Enoch ci raccontano la prima esperienza con il mondo reale di Ian, lontano dagli agi e le sicurezze della dimora di famiglia.

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Rimanendo fedeli all’animo di Audace, che consente agli autori di utilizzare registri narrativi più adulti, Senzanima ha saputo sfruttare al meglio questa possibilità, dando libero sfogo alla verve di Vietti che Enoch, che hanno ritratto in modo crudo e realistico questa parentesi violenta della vita di Ian. Una caratterizzazione non solamente grafica, ma anche linguistica ed emotiva, che ci ha offerto letture strazianti e ciniche come Vittime e Redenzione. Pur affidandosi a chiavi di lettura differenti dal tradizionale impianto narrativo della serie, Dragonero: Senzanima ha mantenuto l’identità del personaggio, diventando un tassello fondamentale della continuity della saga.

Senzanima: Assedio, Ian assapora la sconfitta

In casa Bonelli, questa dimensione poliedrica di sviluppo di un personaggio è una rarità, che si può ritrovare solamente in Nathan Never, che con i suoi numerosi spin-off e serie parallele ha creato un universo narrativo particolarmente ricco. Dragonero, memore di questa lezione, ha scelto di ripetere questo slancio, ma con una propria dinamica, dividendo la vita del protagonista secondo le stagioni della vita: l’infanzia con la sua spensieratezza (Dragonero Adventures), il duro passaggio all’età adulta (Dragonero: Senzanima) e la responsabilità dell’uomo maturo (Dragonero e Dragonero: Il Ribelle). Una meccanica che ha trovato una felice realizzazione nella capacità degli autori di cogliere le giuste sfumature di ogni età di Ian, mostrandone la crescita, soprattutto emotiva, attraverso le ferite dell’anima e le esperienze maturate. Compreso il sanguinoso assalto alle mure di Merovia raccontato in Senzanima: Assedio.

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È proprio in questo fondamentale passaggio della campagna militare che fa da sfondo alle vicende raccontate in Senzanima che ritroviamo Ian, che assieme ai suoi compagni d’armi si trova a dover dare l’assalto finale alla capitale nemica. A rendere complicata questa missione è la presenza di un tecnocrate rinnegato che ha scelto di schierarsi con i nemici dell’Impero Erondariano, dando non poco filo da torcere alle truppe mercenarie. Situazione disperata, che Ian poter risolvere proponendo un ardito piano: infiltrarsi attraverso una serie di cunicoli sotto le mura. Approfittando della sua abilità nello scassinare le serrature dei tecnocrati, grazie all’addestramento della sorella minore, Ian si propone di guidare una squadra ridotta di combattenti dentro la fortezza nemica, aprendo la strada al resto dell’armata.

Piano ambizioso e temerario, che ben si concilia con lo spirito di un giovane sicuro di sé, forse troppo. Tornando al discorso di poco, anche in Senzanima: Assedio Vietti coglie l’occasione per ritrarre un istante della crescita morale e intima di Ian. La brutalità di questa logorante guerra è stata più volte una maestra spietata per il giovane Aranill, un ruolo che viene nuovamente egregiamente svolto ponendolo di fronte a un’esperienza traumatica: il fallimento. Memori del ruolo futuro che attende Ian, è in Assedio che possiamo vederlo affrontare per la prima volta il peso della responsabilità, il farsi carico di scelte che possono condannare altri. In particolare, è il modo in cui le conseguenze di abbattono su di lui a rendere Senzanima: Assedio centrale nella crescita emotiva di Ian come uomo.

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E’ il modo in cui gli viene ricordato dai suoi commilitoni il prezzo della sua avventatezza a far crescere Ian, sia come soldato che come uomo. Un insegnamento che passa anche dalle parole dei suoi compagni di ventura, capaci di instradare il suo senso di colpo con cinismo o di renderlo un momento di crescita, in base al proprio animo. Ancora una volta, quindi, questa famiglia atipica, apparentemente rude e disillusa, si rivela fondamentale per Ian, diventa il modo con cui il giovane viziato affronta il mondo reale.

Ferite che fanno crescere

Non solo militarmente, ma anche sul piano sentimentale. Quel palpabile interesse che abbiamo visto crescere tra Ian e Siran comincia a manifestarsi, sempre nell’ottica di una vita fatta di violenza e disperato attaccamento alla vita. Una concezione che non può che lasciar segni nell’anima di chi ci convive quotidianamente, segni profondi che Vietti interpreta alla perfezione nel creare un rapporto unico tra i due.

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Un modo di cercarsi che trova un’interpretazione perfetta nel tratto di Giancarlo Olivares. Il disegnatore ha la capacità di guidare l’occhio del lettore sulle labbra dischiuse, riesce a interpretare l’emotività di Ian nonostante un volto tumefatto e riveste Siran di una femminilità che pur lasciando emergere un aspetto inatteso della mercenaria non ne tradisce mai lo spirito. Un’interpretazione impeccabile di un momento intenso, che si colloca all’interno di una vicenda ad altro contenuto di spettacolarità, magnificamente resa dalla visione di Olivares. Che si tratti di strabiliare con una stupenda pagina doppia che ritrae l’assordante brutalità dell’assedio alle mura o di cogliere lati incredibilmente umani dei protagonisti, Olivares non delude, mai. Su tutto, è la gestione degli spazi che merita una particolare attenzione, specialmente nella lotta nei cunicoli di inizio volume, dove l’ambiente claustrofobico diviene una prova autoriale per il disegnatore, che coglie le giuste prospettive per enfatizzare questa sensazione di oppressione e ritrae i personaggi in pose contenute e tese, nei limiti della ristrettezza in cui si muovono.

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A completare questa meraviglia visiva sono i colori di Paolo Francescutto. Una cromaticità impeccabile come suo solito, fatta di contrasti che fanno emergere dettagli specifici, ma con una naturalezza invidiabile. Con la stessa intensità, Francescutto impreziosisce le trincee che esplodono o le amorevoli cure di Ian per la piccola trovatella di cui si preoccupa, grazie alla delicatezza con cui il colorista riveste gli ambienti di tonalità che incarnino la sensibilità dei protagonisti.

Senzanima: Assedio, come da tradizione, conta sull’apporto delle copertine di Mario Alberti, che per questo volume coglie Ian in uno degli attimi più temuti di un’assalto alle mura, dandoci una prospettiva mozzafiato esaltata dall’espressione del giovane mercenario. All’interno, ritroviamo l’impostazione grafico di Matteo Brembilla, il lettering ad hoc di Marina Sanfelice e il contributo editoriale di Luca Barbieri, che ci guida in una disanima dell’assalto alle mura di una fortezza.

Senzanima: Assedio


Senzanima: Assedio è il nuovo capitolo del passato mercenario di Ian Aranill, con cui Vietti ci mostra una delle prime sconfitte vissute dal futuro scout imperiale. Una storia violenta e cinica, magnificamente resa dai disegni di Olivares, impeccabile interprete della trama di Vietti.

Pro

  • Trama avvincente
  • Perfettamente inserita nella continutiy della saga
  • Olivares realizza tavole spettacolari
  • Fracnescutto coglie le sfumature ideali per valorizzare le tavole di Olivares
  • Contenuti extra perfetti per contestualizzare la storia

Contro

  • Non pervenuti