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Topolino: 90 anni e non sentirli affatto!

90 anni di storie, di avventure, di sconfinati viaggi nella fantaia: Topolino compie 90 anni ed a pochissimi passi dal suo primo secolo, abbiamo deciso di celebrarlo come si deve, complici le tantissime iniziative che lo stanno vedendo protagonista in giro per il mondo!

90 anni e “non sentirli affatto”, o almeno così si dice quando ricorrono anniversari di un certo livello. Che poi sia vero che quegli anni non pesino sulle spalle di chi li porta, è tutta un’altra storia. L’età è qualcosa che, per quanto ci si senta giovani, non può non pesare sulla nostra vita, e se in giro per il mondo c’è chi combatte per il diritto di poter dimostrare l’età anagrafica che vuole (sul serio), c’è chi i suoi anni se li porta senza sentirli affatto.

Topolino compie 90 anni, in questo 2018 che si è addensato di attività dedicate al topo più famoso della storia del fumetto, del cinema e dell’animazione tutta. A guardarlo oggi, quei 90 anni Topolino se li porta con uno stile invidiabile, configurandosi non solo come uno dei personaggi di fantasia più longevi di sempre, ma anche come uno dei pochi ad essere riuscito, nel corso del tempo, a rinnovarsi, innovarsi e stare al passo con i tempi.

Il Maestro Giorgio Cavazzano, autentico punto di riferimento per il disegno disneyano nel nostro paese (e non solo), recentemente ha detto di trovare difficile considerare Topolino un personaggio “attuale”, perché Topolino è più che altro un personaggio in costante mutamento, aggiornato e ammodernato di continuo dai numerosi sceneggiatori e artisti che con lui si cimentano praticamente tutti i giorni.

Certo, la capacità di seguire i tempi è una prerogativa dell’intero campionario di personaggi Disney, e della società tutta, così sveglia e attenta nel saper seguire l’evoluzione della società circostante e le modifiche dei gusti del pubblico, ma a conti fatti nessuno è stato ed è come Topolino, che per la Disney è sempre stato il personaggio più sperimentale e poliedrico, pur mantenendo dei tratti di fondo che, a partire dal 1930, sono sostanzialmente rimasti immutati: grande coraggio, naturale curiosità, e un indomabile spirito di avventura.

La storia di Topolino comincia nel 1928, quando fa il suo debutto nel cortometraggio “Mickey Mouse in Plane Crazy”, da noi poi arrivato con il titolo “L’aereo impazzito”. Proiettato in versione muta il 15 maggio 1928 a Hollywood, e solo l’anno successivo con l’aggiunta del sonoro, il corto segnò anche l’esordio del personaggio di Minni che, come Topolino, spegne quest’anno 90 candeline.

Né L’Aereo impazzito, né il secondo corto, “Topolino Gaucho”, riuscirono tuttavia ad impressionare il pubblico, tanto che Walt Disney non riuscì a trovare alcun distributore per i due corti animati, segnando il debutto di Topolino con un fiasco che, probabilmente, al buon Walt bruciava ancor di più considerato invece il successo che aveva riscosso un altro personaggio, ovvero il precursore del topo: Oswald il coniglio fortunato.

Oswald nasceva infatti dalla matita di Disney e da quella del leggendario Ub Iwerks, che assieme a Disney delineò lo stile e il linguaggio dei primi corti animati del Topo e dei suoi primi comprimari. I due, tuttavia, avevano già lavorato insieme per la creazione di un emulo di Felix il gatto, Oswald per l’appunto, che nato sotto l’ala della Universal Pictures, fu da questa poi letteralmente “rubato” al duo di animatori che si videro così sottratti del loro personaggi, la cui popolarità fu in ascesa per buona parte degli anni ’30.

Topolino, che Disney concepì, vuole il mito, durante un viaggio da New York a Hollywood, nacque quindi come “sostituto” di Oswald, personaggio che per altro fu riacquistato da Disney solo nel più recente 2006, segnando il suo ritorno a casa con una accoppiata di videogame di successo alle cui spalle c’era, per altro, il genio di Warren Spector (Deus Ex), ovvero i bellissimi e apprezzati Epic Mickey e Epic Mickey 2: Le avventure di Topolino e Oswald.

Disney e Iwerks, tuttavia, non si scoraggiarono e con il loro terzo lavoro, Steamboat Willie (era il 1928), diedero al loro nuovo personaggio quella consacrazione che lo avrebbe poi eletto ad icona del mondo dell’animazione. Steamboat Willie, in effetti, fu importantissimo se non fondamentale per la costruzione dell’impero Disney, tanto da essere oggi – erroneamente – considerato il primo cartone animato con sonoro sincronizzato, primato che tuttavia non fu del topo, ma dei Van Beuren Studio che, poco prima, erano arrivati al cinema con il loro “Dinner Time”. Steamboat Willie, tuttavia, fu effettivamente il primo cartone animato con una colonna sonora, con effetti sonori e con dei dialoghi, il che unito all’animazione all’avanguardia, ed alla naturale spontaneità di Topolino, lo rese un successo tale da restare in proiezione per ben due settimane, divenendo il primo grande successo finanziario di Walt Disney. Ma questo fu solo l’inizio.

Il 13 gennaio 1930, reduce del successo che stava riscuotendo al cinema, Disney decise di trasporre il personaggio su carta, pubblicando sul New York Mirror, quella che fu la prima avventura a fumetti di Topolino: Le audaci imprese di Topolino nell’isola misteriosa, storia divisa in strisce, in cui Disney, su disegni prima di Iwerks e poi di Win Smith, serializzò quelle che erano le ispirazioni fondamentali che lo avevano portato alla creazione dei primi lungometraggi dedicati al personaggio.

Quello dell’epoca era però un personaggio sostanzialmente infantile, quanto meno nei modi, caratteristica che il personaggio aveva assunto negli anni ’30 per renderlo più “morbido e gentile” secondo i gusti del pubblico. La sua popolarità lo aveva infatti reso, in soli due anni, un simbolo americano, a cui il pubblico guardava con interesse, e come punto di riferimento per il pubblico dei più piccoli.

Le caratteristiche “sadiche”, che avevano portato Topolino a compiere azioni ingenue (ma deplorevoli secondo una attenta analisi), vennero pian piano smussate ed al cinema, in particolare, il personaggio assunse un atteggiamento sempre più giocoso e spensierato, che andava di pari passo alla silente evoluzione del suo tratto, che pian piano ne modificò le forme di gambe, pupille e lunghezza del muso, lasciando sostanzialmente inalterate nel tempo solo la forma delle sue iconiche orecchie.

Se il topo del cinema, dunque, subiva il primo sommesso aggiornamento, andandolo per altro a configurare come un personaggio amante dell’avventura, sui fumetti il contrappasso fu anche più veloce, grazie al fondamentale supporto di Floyd Gottfredson, che venne incaricato da Disney di occuparsi delle strisce di Topolino, sia per soggetti che per disegni, dando al personaggio la prima grande evoluzione psicologica e narrativa. Sotto Gottfredson, Topolino divenne complesso, sfaccettato, e venne calato in contesto squisitamente avventuroso, nelle cui ambientazioni, ora più realistiche e meno fanciullesche, si alternavano nuovi comprimari e tanti nuovi nemici.

Sono questi gli anni (ben 50 ininterrotti di strisce!) del Commissario Basettoni, ma anche di Macchia Nera, Eta Beta, il Professor Enigm e Orazio, che fu creato proprio nel tentativo di dare a Topolino una spalla ideale per le sue avventure, la qual cosa accadde però solo quando, dopo vari tentativi, si affiancò al topo il personaggio di Pippo, che Pinto Corving e Johnny Cannon avevano creato nel ’32 proprio come spalla di Topolino. Da quel momento, grazie al lungo lavoro di Gottfredson, Pippo divenne il miglior amico di Topolino, e le storie del fumettista fecero da apripista per una lunga e complessa evoluzione di buona parte del mondo Disney e dei personaggi dell’epoca, creando un universo narrativo comprimario, ma in effetti autonomo, di quello che intanto continuava ad arrivare sugli schermi dei cinema in forma di cortometraggi.

Nel 1932 Topolino e compagni si distaccano quindi dal quotidiano newyorkese, e cominciano ad avere una propria autonomia fumettistica. Nasce quindi il Mickey Mouse Magazine, una rivista contenitore su cui venivano pubblicate le storie dei vari personaggi la cui popolarità, intanto, cominciava a trascendere i confini nazionali per arrivare anche in Europa. È questo l’anno dell’arrivo di Topolino in Italia, che attraverso l’editore Nerbini, arrivò con il formato di un giornale di grandi dimensioni, al prezzo di 20 centisimi di lira. Era il 31 dicembre del 1932 quando Topolino, nel suo tratto ancora molto distante da quello moderno, ma riconoscibilissimo, arrivava in edicola con una storia in copertina da appena sei vignette, oggi nota come “Topolino e l’elefante” e oggi più ricercata che mai dai collezionisti in giro per il mondo.

La pubblicazione fu un successo, e il nome del personaggio, per noi, divenne quello di “Topolino”, italianizzato da quel Micky Mouse secondo il costume dell’epoca che avrebbe poi rimosso ogni anglicismo anche ad altri popolarissimi personaggi del fumetto americano, in primis Superman, che vuoi per i diritti, vuoi per altro, fu portato nel ’39 in Italia con il nome di Nembo Kid anche se questa, come si suol dire, è un’altra storia.

Nel 1949, per far fronte ai costi della carta in rincaro, Nerbini restringe il formato della sua uscita, e rilancia Topolino in edicola nel suo formato “tascabile”, con misure abbastanza simili a quelle del settimanale che ancora arriva oggi in edicola, ed arrivato ormai ben oltre il numero 3000. Da quel Topolino numero 1, di acqua sotto ai ponti ne è passata un bel po’, e consci che è impossibile riassumere per filo e per segno 90 anni di sviluppo, evoluzione e successi, abbiamo pensato di offrivi quella che è fondamentalmente un’infarinatura sul personaggio, figlio di una tradizione che ormai prossima al secolo non smette di rinnovarsi e di far parlare di sé.

Di Topolino, in effetti, si potrebbe scrivere (e si è scritto) all’infinito, e forse la miglior cosa che potrete fare per sviluppare questa odierna “infarinatura” è informarvi autonomamente tramite alcuni dei tantissimi saggi che sono stati pubblicati nel corso degli anni. Notevoli, in tal senso “La Filosofia di Topolino”, di Giulio Giorello e Ilaria Cozzaglio, ma anche Mickey. Uomini e Topo di Tito Faraci, per altro amatissimo autore disneyano e non solo.

Ma non solo, perché Panini e Disney hanno creato una corposa lista di attività editoriali per festeggiare Topolino che, per altro, è stato recentemente anche protagonista di un Guinness World record in quel di Lucca Comics. Novembre, in particolare, vedrà l’uscita di diversi albi atti a festeggiare il topo, complice quello che è l’anniversario del suo corto più amato, il già citato Steamboat Willie.

Si parte con il numero 3284, che già resosi disponibile a Lucca, sarà offerto anche in edizione da collezione con una bellissima copertina celebrativa ad opera di Massimo De Vita, Maestro italiano dell’arte disneyana e padre di alcuni amatissimi personaggi del settimanale tra cui i professori Zapotec e Merlin, nonché il più amato cugino di Pippo, ovvero Indiana Pipps che proprio su matite di De Vita e sceneggiatura di Sio, torna con una nuova storia proprio in questo numero.

Il numero 3284 tuttavia, oltre ad essere un bellissimo appuntamento per i collezionisti, segna anche la pubblicazione della storia “Tutto questo accadrà domani”, sequel di “Tutto questo accadrà ieri”, storia in cui il Topolino del passato e quello del presente si sono incontrati grazie al lavoro congiunto di Casty e Massimo Bonfatti. Questa nuova avventura fa da sequel a quella storia, in cui le due versioni del personaggio, coerentemente riportante anche dal punto di vista grafico, uniscono le forze per contrastare un quanto mai malvagio Gambadilegno, qui dotato di un guanto magico che pare fare il verso, bonariamente, a quello del personaggio Marvel di Thanos.

Da segnalare, inoltre, anche il numero 3286 (il 14 novembre in edicola), altro albo da collezione che vedrà il lancio di una mini-saga in otto parti, su testi di Francesco Artibani, in cui si alterneranno grandissimi nomi del fumetto disneyano del nostro Paese: Giorgio Cavazzano, Marco Gervasio, Andrea Freccero, Marco Mazzarello, Claudio Sciarrone, Stefano Intini, Corrado Mastantuono e Lorenzo Pastrovicchio, riuniti insieme per esplorare quelle che sono le 8 caratteristiche fondamentali del personaggio. Lo stesso numero, inoltre, sarà in vendita anche in un’edizione da collezione con una statuetta dorata dedicata a Topolino, e farà da apripista ad una bellissima collezione di francobolli laminati, illustrati dall’arte di Giorgio Cavazzano, che si susseguiranno per i quattro numeri successivi con una lieve maggiorazione di prezzo (appena 4,90 euro, in virtù dei canonici 2,70 euro).

Da segnalare, inoltre, “La Guida di Topolinia”, ovvero la raccolta delle storie del ciclo omonimo, pubblicate sul settimanale tra il numero 3274 e il 3278, e qui raccolte in un pratico volume con tanto di inserti e approfondimenti così come comparsi sui numeri originali. Un volumetto dedicato ai collezionsiti del topo, ma anche a quanti non hanno seguito (e non seguono) regolarmente le uscite settimanali.

Anche “Il Grande Mickey” è un albo celebrativo, già disponibile, che val la pena tenere sott’occhio, perché allo stesso modo di quello che sarà il lavoro di Artibani, questo albo brossurato con copertina rigida presenta otto aspetti del personaggio, descritti in forma di aggettivo e associati ad altrettante storie tra cui “Topolino e il villino di sogno”, targata 1976 su testi e disegni del genio di Romano Scarpa, e la bellissima storia “Topolino e il surreale viaggio nel destino”di Roberto Gagnor e Giorgio Cavazzano, che hanno immaginato un’avventura per i Topolino, Paperino e Pippo dell’epoca di Walt Disney, alle prese con l’immaginario dell’artista Salvador Dalì.

In conclusione (anche se molte altre sono le uscite che Panini e Disney stanno dedicando al compleanno di Topolino), segnaliamo l’arrivo di un nuovo album di figurine dedicate al personaggio: “Topolino Sticker Story”, un album da 64 pagine composto da 130 figurine standard, 86 figurine sagomate, 36 metallizzate e 24 effetto glitter. La particolarità dell’album, tale da renderlo prezioso e molto collezionabile, è certamente quella di contenere all’interno dei suoi pacchetti, 100 sketch cards con disegni originali di Topolino. Queste card sono unite, numerate, altamente collezionabili e sono inserite randomicamente nei normali pacchetti di figurine. Ogni sketch card, per altro, è autografata dal relativo illustratore su sticker olografico di autenticazione, e tra gli artisti segnaliamo i nomi di Cavazzano, Celoni, Ziche, Pastrovicchio e molti altri. L’albo, per altro, contiene una storia inedita a fumetti di Casty, che va completata proprio attaccando alcune figurine alle varie tavole del racconto.

Che sia quello dell’epoca o quello moderno, o che sia animato o disegnato, Topolino resta un punto di riferimento nel mondo del fantastico e dell’immaginazione. Avventuroso, coraggioso e di buon cuore, il personaggio di Walt Disney compie 90 anni mantenendo alterato il suo stato di grazia, che tra evoluzione narrativa e delle sue linee, ha calamitato alcuni dei più straordinari talenti del mondo dell’arte animata e a fumetti, veicolando i sogni, le ambizioni e il talento di innumerevoli nomi noti e meno noti, ma anche e soprattutto di un numero esagerato di lettori, che a prescindere dall’età hanno affidato a Topolino e i suoi amici il timone di una barca che da quasi un secolo viaggia leggera sul fiume dell’immaginazione e della fantasia.

Topolino ci insegna a credere in noi stessi, a non scendere a compromessi, a non cercare per forza soluzioni facili ma ad agire anche con furbizia, nel nome del bene a prescindere dal successo a tutti i costi. Messaggi importanti, che mai come oggi richiedono il coraggio di applicarli alla vita di tutti i giorni ed alla sua complicata attualità. Aveva ragione il Maestro Cavazzano, Topolino è difficilmente definibile come “attuale” perché, come noi, vive il momento che passa, il tempo che scorre, mantenendosi attento a ciò che lo circonda, con il suo stile e la sua bonaria furbizia. Tanti auguri Topolino!

Sono tanti i fumetti che potresti leggere per riscoprire Topolino, noi però ti consigliamo caldamente di recuperarti qualche classico, sia per mezzo dell’ottima classic edition, che grazie ai vari volumetti che hanno raccolto le diverse storie di Topolino negli anni, come quelli dedicati al suo lato più “investigativo”. Non solo, anche i capolavori della letteratura riletti in chiave dinsneyana sono a dir poco eccezionali, così come val sicuramente una lettura il bellissimo adattamento del capolavoro del cinema “Metropolis” ad opera di Artibani e Mottura.