La polizia olandese ha messo a segno un'operazione contro presunti autori di un furto di criptovalute che dimostra ancora una volta come il settore degli asset digitali rimanga terreno fertile per attività criminali su larga scala. Quattro sospettati sono stati arrestati nella regione della Zelanda dopo che le autorità hanno ricevuto una segnalazione relativa al furto di 169 NFT per un valore stimato di 1,4 milioni di euro (circa 1,65 milioni di dollari).
Secondo quanto riportato dal quotidiano olandese Politie, i quattro individui arrestati provengono dalle località di Axel e dalla vicina Terneuzen. Gli interrogatori condotti dagli investigatori non hanno però portato a trattenimenti prolungati: tutti i sospettati sono stati rilasciati dopo le prime indagini. Tuttavia, l'azione delle forze dell'ordine non si è limitata ai soli arresti temporanei.
Durante le perquisizioni, la polizia ha sequestrato diversi supporti di archiviazione dati, somme di denaro, tre veicoli e persino l'abitazione stessa dove è stata condotta l'irruzione. Questo materiale dovrebbe fornire agli investigatori elementi cruciali per ricostruire la dinamica del furto e identificare con certezza i responsabili. Il rilascio dei sospettati suggerisce infatti che le prove raccolte finora non siano ancora sufficienti per formulare accuse definitive.
La modalità operativa del furto riflette le metodologie più diffuse nel crimine crypto: niente armi o rapine fisiche, ma attacchi informatici sofisticati condotti dietro monitor e tastiere. I malintenzionati avrebbero probabilmente preso di mira le vittime utilizzando siti web di phishing, applicazioni wallet false o estensioni browser compromesse. Questi vettori di attacco permettono di sottrarre le chiavi private necessarie per accedere ai portafogli digitali dove sono conservati NFT e criptovalute.
Vale la pena ricordare che gli NFT (token non fungibili) differiscono tecnicamente dalle criptovalute tradizionali come Bitcoin ed Ethereum, sebbene condividano la stessa infrastruttura blockchain. Entrambi possono essere archiviati negli stessi portafogli digitali, il che li rende bersagli equivalenti per i criminali informatici. La tecnologia blockchain, pur offrendo vantaggi in termini di tracciabilità delle transazioni, presenta anche vulnerabilità sfruttabili quando gli utenti non adottano adeguate misure di sicurezza.
Il caso olandese, per quanto significativo nei numeri assoluti, rappresenta una frazione minuscola del fenomeno globale. Le stime indicano che nel solo 2026 i furti di Bitcoin e altre criptovalute potrebbero raggiungere un valore complessivo di 17 miliardi di dollari. Questo dato posiziona il crimine crypto tra le principali minacce della sicurezza informatica contemporanea, richiedendo un continuo adeguamento delle strategie investigative e delle normative di settore.