Il mercato delle schede grafiche di fascia altissima potrebbe vedere un nuovo arrivo già nel terzo trimestre del 2026, secondo quanto riportato da fonti vicine all'industria. Si tratterebbe di una GPU NVIDIA basata su architettura Blackwell, posizionata tra l'attuale GeForce RTX 5090 e le soluzioni professionali RTX Pro 6000, con un prezzo stimato che potrebbe superare i 5.000 dollari. La notizia, diffusa dal sito francese Overclocking e ripresa da Videocardz, arriva in un momento particolare per il settore, caratterizzato da prezzi in crescita e scelte produttive sempre più orientate verso i segmenti premium.
Le fonti citate dal portale francese, descritte come "dirette, credibili e affidabili" e distribuite tra diverse aziende in vari paesi, parlano di un lancio previsto per settembre 2026. Il prodotto in questione potrebbe essere commercializzato come RTX Blackwell Titan AI oppure come GeForce RTX 5090 Ti, riportando in vita nomenclature storiche che Nvidia non utilizza da diverse generazioni. L'ipotesi più accreditata è che si tratti di una versione depotenziata della RTX Pro 6000 professionale, con memoria dimezzata ma compatibilità estesa ai driver sia Gaming che Creator.
La tempistica del lancio appare tuttavia sorprendente, soprattutto se confrontata con altri rumor recenti che indicano un rinvio indefinito della gamma Super per la serie RTX 50 e uno slittamento al 2028 per l'architettura Rubin di prossima generazione. Una commercializzazione a settembre sembrerebbe puntare al periodo "Back to School", tradizionalmente associato a prodotti consumer più accessibili, il che rende la strategia ancora più inusuale per un componente dal prezzo proibitivo.
Dal punto di vista tecnico, non sono emerse specifiche dettagliate, ma l'ipotesi più ragionevole prevede l'utilizzo del chip GB202 Pro già impiegato sulla RTX Pro 6000, che monta attualmente 96 GB di memoria GDDR7 con correzione degli errori ECC. Una variante consumer potrebbe dimezzare questa dotazione, attestandosi sui 48 GB di GDDR7 standard, mantenendo comunque una configurazione enormemente superiore ai 32 GB della RTX 5090 attuale, venduta a circa 4.000 dollari.
Il contesto di mercato del 2026 conferisce una certa plausibilità a questa mossa commerciale. L'industria sta affrontando costi elevati per la memoria, fattore che ha portato alla proliferazione di modelli da 8 GB nelle fasce basse e alla sostanziale eliminazione delle varianti da 16 GB di fascia media. La RTX 5070 Ti, ad esempio, risulta praticamente introvabile ai prezzi consigliati nonostante le smentite ufficiali sullo status di fine produzione da parte di NVIDIA e dei partner AIB. Situazione analoga si prospetta per la versione da 16 GB della RTX 5060 Ti, mentre NVIDIA concentra gli sforzi sulla RTX 5080, anch'essa con 16 GB ma a un prezzo considerato eccessivo dalla comunità degli appassionati.
L'eventuale introduzione di una GPU ancora più costosa in questo scenario potrebbe sembrare controintuitiva, ma in realtà colmerebbe un gap di prezzo significativo tra la RTX 5090 consumer e la RTX Pro 6000 professionale da oltre 9.000 dollari. Per NVIDIA e i suoi partner, rappresenterebbe un'opportunità di massimizzare i margini utilizzando lo stesso silicio della versione Pro, riducendo però i costi attraverso una dotazione di memoria dimezzata e l'eliminazione delle funzionalità ECC, mantenendo al contempo un prezzo molto elevato giustificato dalla quantità di VRAM e dalle prestazioni assolute.
Per gli utenti PC, tuttavia, questa prospettiva offre ben poco entusiasmo. Il segmento gaming continua a essere penalizzato da prezzi in costante crescita e da configurazioni di memoria sempre più restrittive nelle fasce accessibili, mentre le risorse produttive vengono concentrate su prodotti destinati a una nicchia estremamente ristretta di professionisti, content creator di alto livello e appassionati disposti a investire cifre paragonabili a quelle di un'automobile usata.