Intel si prepara a rinnovare la sua gamma desktop di processori Arrow Lake con un approccio mirato: alzare le frequenze operative senza stravolgere l'architettura. Un nuovo benchmark apparso nel database di Geekbench rivela l'esistenza del Core Ultra 9 290K Plus, un chip che sembrerebbe destinato a offrire un incremento prestazionale a due cifre rispetto all'attuale generazione, mantenendo invariata la configurazione dei core e il socket LGA 1851. La strategia è chiara: Intel punta su ottimizzazioni di clock e affinamenti firmware per contrastare la concorrenza AMD senza richiedere agli utenti una sostituzione completa della piattaforma.
Il sistema testato montava una scheda madre ASUS ROG Strix Z890-E Gaming Wi-Fi abbinata a 64 GB di memoria DDR5-6800, configurazione che ha restituito un punteggio di 3.535 punti in single-core e 25.106 in multi-core. Si tratta di valori superiori di circa il 10-11% rispetto ai risultati tipici del Core Ultra 9 285K, che si attesta generalmente attorno ai 3.200 punti single-thread e 22.560 multi-thread. L'incremento è significativo, soprattutto considerando che non deriva da un aumento del numero di core.
Secondo le indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, il 290K Plus mantiene la stessa architettura a 24 core della serie 285K: 8 core prestazionali e 16 core efficienti. Anche i parametri di consumo resterebbero invariati, con PL1 di 125 W e PL2 di 250 W. La chiave del guadagno prestazionale risiederebbe quindi nelle frequenze operative: i core efficienti potrebbero raggiungere i 4,8 GHz in boost, con un incremento di circa 200 MHz, mentre i core prestazionali beneficerebbero di circa 100 MHz extra sui limiti turbo e thermal velocity boost.
La compatibilità con le schede madri Z890 esistenti rappresenta un elemento cruciale per il mercato. Se Intel manterrà il socket LGA 1851 anche per Arrow Lake Refresh, gli utenti che hanno investito nella piattaforma Z890 negli ultimi mesi potrebbero effettuare un upgrade senza dover sostituire motherboard, memoria RAM e sistema di raffreddamento. Questo scenario metterebbe pressione sui produttori di schede madri per rilasciare aggiornamenti BIOS tempestivi, ma renderebbe l'operazione decisamente più economica rispetto a un cambio completo di piattaforma.
Va sottolineato che benchmark isolati come questo vanno interpretati con cautela. I punteggi di Geekbench sono sensibili a numerosi fattori: versione del BIOS, profili XMP della memoria, carico di sistema in background e impostazioni di gestione energetica di Windows. Un altro benchmark trapelato in precedenza su hardware differente aveva mostrato risultati leggermente inferiori, probabilmente a causa di firmware meno maturo o configurazioni non ottimali. Le prestazioni reali andranno valutate attraverso recensioni indipendenti, con particolare attenzione ai carichi di lavoro prolungati come rendering video, compilazione di codice e naturalmente al gaming, dove l'efficienza della cache e la latenza memoria giocano un ruolo determinante.