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Elgato 4K X: la migliore scheda d'acquisizione esterna sul mercato | Test & Recensione

La nuova linea 4K di Elgato è, a mani basse, un centro perfetto. La 4K X è una scheda d'acquisizione esterna tanto versatile quanto performante.

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a cura di Andrea Maiellano

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Elgato è un nome decisamente noto fra i content creator di tutto il globo. Le iconiche schede di acquisizione della celebre azienda tedesca, la cui divisione gaming fu acquisita da Corsair nel 2018, sono da sempre un punto di riferimento per streamer, YouTuber e video maker, al punto che il nome Elgato viene, molto spesso, usato per definire le “schede di acquisizione”, quasi come non esistessero altri competitor sul mercato.

Una fama indubbiamente meritata vista l’attenzione dell’azienda nel rinnovare costantemente i suoi prodotti, proponendo costantemente una varietà di schede di acquisizione tale da rispondere a ogni singola esigenza di un mercato in costante evoluzione.

Qualcosa, però, cambiò nel Novembre del 2022, quando numerose schede dell’azienda divennero “Legacy” (un termine che sta a indicare un prodotto non più in produzione ma ancora completamente supportato dal produttore) ed Elgato ridusse il suo catalogo a soli due prodotti: la scheda di acquisizione interna 4K60 Pro MK.2 e la variante esterna HD60 X.

Un cambiamento radicale, pensato per abbracciare la nuova visione dell’azienda, interamente votata al semplificare la vita degli utenti offrendo un catalogo meno ricco di varianti ma sempre orientato al soddisfare, seppur con meno opzioni, tutte le esigenze degli utenti.

Un cambiamento che raggiunge il suo culmine con l’uscita di due nuovi prodotti: la scheda di acquisizione esterna 4K X, da noi presa in esame in questa recensione, e la variante interna 4K X Pro. Entrambe concepite per essere le “flagship” della nuova gamma di schede di acquisizione Elgato.

Benvenuta Current Gen

Come indicato da Elgato stessa, le console di ultima generazione permettono di registrare internamente le partite dei giocatori, seppur con pesanti limitazioni. In alcuni casi sono presenti limiti di tempo ben precisi, in altri il frame rate non può essere deciso, in altri ancora i formati dei file risultano eccessivamente compressi o incompatibili con alcuni software di video editing, richiedendo all’utente di convertire ulteriormente i propri file per poterci lavorare con il proprio software di video editing.

Allo stesso tempo, nel settore dello streaming, l’assenza di un controllo individuale delle sorgenti audio, così come una latenza non sempre impeccabile e l’impossibilità di gestire a dovere molteplici parametri, possono rendere l’esperienza più complessa e frustrante.

A tutto questo si aggiunge il recente rinascimento dei sistemi da gioco portatili, i quali nella maggior parte dei casi non permettono di registrare con semplicità, e praticità, le proprie sessioni di gioco. 

Per tutti questi motivi, Elgato ha deciso di realizzare delle schede di acquisizione compatte, pratiche, facili da usare e che permettano di coprire un ampio spettro di necessità, rispondendo alle esigenze di tutti i giocatori.

Come è fatta la Elgato 4K X

La Elgato 4K X rappresenta il top di gamma dell’azienda per quanto riguarda le schede di acquisizione esterne. Uno chassis compatto (112 x 72 x 18 mm per 91gr di peso) che nella parte posteriore presenta due porte HDMI 2.1 separate da una porta USB-C 3.2 gen 2 da 10Gbps.

La parte frontale della scheda presenta un led che cambia colore in base a come viene utilizzata la Elgato 4K X, la canonica serigrafia con il nome del prodotto e un’entrata jack da 3.5mm compatibile con la tecnologia Chat Link Pro di Elgato. 

All’interno della confezione, oltre alla Elgato 4K X e alla classica manualistica per la prima configurazione, si trovano un cavo HDMI 2.1 e un cavo USB (Type-C to Type-C) 3.2 Gen 2 da 10Gbps.

Entrambi sono telati, robusti al tatto e presentano una serigrafia sugli spinotti che ne indica la velocità e la tipologia. Indubbiamente sarebbe stato preferibile avere in dotazione anche un cavo USB "Type-C to Type-A", considerando la penuria di entrate Type-C su alcuni case, ma più che considerarlo un vero e proprio difetto, riteniamo maggiormente corretto segnalare questa assenza per chi fosse interessato all’acquisto.

Quello che, invece, non ci è piaciuto particolarmente (pur trattandosi di un aspetto completamente soggettivo) è che la notevole leggerezza della Elgato 4K X, fa si che, se collegata a cavi poco malleabili, porti la scheda a sollevarsi nella parte posteriore, in maniera analoga a quanto accadeva con la HD60+, non rimanendo perfettamente aderente alla superficie sulla quale la si installa. Niente di drammatico, sia chiaro, ma potrebbe rivelarsi un aspetto da tenere in considerazione per quegli utenti che apprezzano un setup "pulito e ordinato" nella loro postazione. 

Specifiche Tecniche e Software

La Elgato 4K X presenta delle specifiche tecniche di tutto rispetto. Innanzitutto supporta l’HDMI 2.1 con una banda di 40Gbps per garantire le combinazioni di risoluzione, e frame rate, più utilizzate dai content creator odierni. A questo si aggiunge la piena compatibilità con il VRR, l’HDR10 e l’ALLM (Auto Low Latency Mode). 

Inoltre, a titolo puramente informativo, visto che non era ancora presente in fase di recensione, Elgato ha comunicato che stanno, nuovamente, collaborando con Nvidia per ottenere, in tempi brevi, la certificazione G-Sync per la 4K X, in maniera analoga a quanto fatto con la precedente HD60 X.

La porta USB-C 3.2 gen 2 da 10Gbps, permette un flusso dati rapido sia in per quanto concerne la registrazione che per quanto riguarda lo streaming di una sorgente video.

La Elgato 4K X, infatti, permette di realizzare catture video fino a una risoluzione di 4K e con un refresh rate massimo di 144Hz. Per quanto riguarda il Pass-Through, invece, la sorgente video potrà essere trasmessa a 4K 144Hz con HDR10, RGB non compresso, VRR e latenza al minimo grazie alla compatibilità con l'ALLM.

Venendo al lato software, non c’è molto da dire. La Elgato 4K X è pienamente compatibile con OBS e, ovviamente, con tutti i software realizzati da Elgato per la trasmissione, o la cattura, di sorgenti video. Inoltre, come da prassi, la scheda è pienamente compatibile con i software di video editing più utilizzati sul mercato.

Esperienza d’uso statica

La la Elgato 4K X, come da tradizione, è una scheda d’acquisizione plug & play, pensata per garantire un’esperienza d’uso il più semplice possibile. Basterà collegare la scheda a metà strada fra la sorgente video e il monitor, usando due cavi HDMI 2.1, e collegare il cavo USB-C al vostro computer.

La scheda si alimenta tramite USB ed è pienamente compatibile con MacOS (compreso il più recente Sonoma) Windows 11 e iPadOS 17 (ma di questo ve ne parleremo nel prossimo paragrafo), senza aver bisogno di installare alcun tipo di driver addizionale. 

Questo vuol dire che, una volta terminati i collegamenti, la scheda sarà riconosciuta immediatamente dal vostro sistema operativo e sarà pronta all’uso. A questo punto vi basterà aprire il vostro software preferito e cominciare a lavorare con la la Elgato 4K X.

Per quanto riguarda i software realizzati da Elgato, la 4K X è pienamente compatibile con Elgato 4K Capture Utility, il quale è stato aggiornato per offrire pieno supporto alle nuove schede d'acquisizione. 

Attraverso il software proprietario di Elgato, oltre ad avere a disposizione numerosi strumenti per gestire al meglio titoli, tag, tipologia di contenuto e tutto quello che concerne l'organizzazione delle vostre registrazioni video, si potrà scegliere, in base alla tipologia della sorgente video, come effettuare la vostra registrazione.

Se la vostra sorgente video è a 4k 120hz HDR, avrete a disposizione le seguenti opzioni di cattura:

  • 4K 120hz SDR 
  • 4k 30Hz HDR
  • 1440p 60hz HDR

Se la vostra sorgente video è a 4K 144Hz, avrete a disposizione le seguenti opzioni di cattura:

  • 4K 144Hz SDR (8bit)

Se, infine, la vostra sorgente video è a 1440p 240Hz HDR, avrete a disposizione le seguenti opzioni di cattura: 

  • 1440p 144Hz SDR 
  • 1440p 120Hz SDR
  • 1440p 60Hz HDR

Ovviamente, al netto di questi preset atti a realizzare in maniera automatica la migliore registrazione possibile in relazione alla sorgente video, si potranno gestire alcuni parametri (quali il Video Encoder, il formato del file, la tipologia di file, l'HDMI Color Range e così via) così come decidere se salvare la vostra libreria di registrazioni in locale, sul vostro computer, o su un disco esterno.

Per quanto riguarda l’audio, invece, la Elgato 4K X, oltre a catturare la sorgente audio presente nel segnale video trasmesso tramite HDMI 2.1, permette di registrare l’audio delle cuffie sfruttando la tecnologia Chat Link Pro.

Per utilizzare questa tecnologia servirà acquistare un cavo a tre vie proprietario realizzato da Elgato, che permette di collegare a un controller, quale il Dualsense di Sony, sia le cuffie da gioco che la Elgato 4K X, offrendo la possibilità di registrare le proprie partite acquisendo l’audio di gioco, il party di giocatori e l'audio del microfono presente nelle cuffie.

Per quanto comprendiamo le nature commerciali dietro a questa scelta, l'assenza di un cavo Chat Link Pro, nella dotazione della 4K X, ci ha fatto un po' storcere il naso, soprattutto considerando che questa scheda è orientata proprio verso l'utenza console. 

Esperienza d’uso in mobilità

Se anche voi fate parte di quella utenza che ha adorato la mobilità offerta dalla 4K60 S+, vi farà piacere sapere che anche la nuova 4K X permette di registrare in mobilità, seppur dovendo scendere a un importante compromesso.

Per farvela molto breve, la Elgato 4K X è compatibile con iPadOS 17 permettendo, tramite l’applicazione Elgato Capture, di sfruttare la 4K X in totale mobilità.

Basterà connettere la scheda via USB-C all’iPad e si potrà registrare la sorgente video in maniera analoga a quanto svolto su un computer. 

Il funzionamento è lo stesso della precedente 4K60 S+, con l’unica, e sostanziale, differenza che non sarà possibile registrare su una scheda SD, ma sarà necessario possedere un iPad.

In tutta onestà questo compromesso rappresenta, almeno per noi, l’unico punto realmente debole della 4K X. Avremmo compreso maggiormente se Elgato avesse esteso la compatibilità almeno agli iPhone, vista la base installata mondiale di smartphone Apple, ma limitare questa funzione ai soli iPad non ci ha restituito alcuna sensazione di praticità, considerando che registrare in mobilità, specialmente durante degli eventi molto affollati e con tempistiche molto strette, richiede una certa immediatezza che, purtroppo, manca con questa soluzione alternativa.

Comprendiamo perfettamente che inserire uno slot per le schede SD, e la relativa tecnologia per permettere di registrare senza software esterno, avrebbe compromesso le dimensioni della 4K X, oltre a farne lievitare il costo, ma per quanto Elgato abbia voluto proporre un’alternativa, l’assenza a catalogo di un modello “completamente portatile” si farà sentire per alcuni utenti.

Abbiamo apprezzato, invece, la possibilità di registrare, in maniera molto pratica, una sorgente video proveniente da un PC handheld (quale Steam Deck, Rog Ally o Legion Go), semplicemente collegando un cavo USB-C/HDMI alla Elgato e usando un iPad, o un laptop, senza bisogno di avere a disposizione un monitor esterno.

Una soluzione che, sia chiaro, va a coprire le esigenze di una nicchia molto piccola di utenti, ma che fa comunque piacere che sia stata presa in considerazione da Elgato.

Voto Finale

Il Verdetto di Tom's Hardware

Pro

  • Pieno supporto al 4K

  • Numerose opzioni di registrazione

  • Passthrough impeccabile

  • Compatibilità con VRR e ALLM

  • Compatta, leggera e facile da usare

Contro

  • La possibilità di registrare anche su SD l'avrebbe resa perfetta

  • La dotazione poteva essere più ricca.

Commento

La Elgato 4K X è, almeno per il momento, la migliore scheda di acquisizione che potete trovare sul mercato, specialmente se siete giocatori console. Le numerose opzioni di cattura, unite all’elevata compatibilità, alla compattezza delle dimensioni e alla facilità d’uso, la rendono una scelta obbligata per chiunque abbia bisogno una scheda performante e versatile. Al netto di una dotazione che poteva essere, leggermente più ricca, se l’unico “difetto” di una scheda d’acquisizione è la mancanza di una funzione che la renda “completamente portatile”, pensiamo non serva aggiungere altro.
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