Vent'anni fa esatti, al CES di Las Vegas, veniva presentato ufficialmente il formato Blu-ray, destinato a rivoluzionare la fruizione dei contenuti video in alta definizione. Era il gennaio del 2006 quando questo supporto ottico, frutto di anni di sviluppo tecnologico, faceva il suo debutto con il sostegno di sette degli otto principali studi cinematografici dell'epoca.
La vera innovazione del Blu-ray risiedeva nella sua capacità di immagazzinare dati: ben 25GB su un singolo strato, contro i 4,7GB dei DVD tradizionali. Questo salto quantico era reso possibile dall'utilizzo di diodi laser blu-violetto con lunghezza d'onda di 405nm, da cui deriva il nome stesso del formato. La lunghezza d'onda più corta permetteva una densità di dati molto maggiore per millimetro quadrato, grazie a una distanza ridotta tra le tracce e uno strato protettivo più sottile ma paradossalmente più resistente.
Sul fronte della velocità di trasferimento, il progresso era altrettanto impressionante. Mentre i DVD si fermavano a 11 Mbps, i Blu-ray partivano da una velocità base di 36 Mbps, triplicando le prestazioni. L'adozione del codec AVC (H.264) rappresentava un ulteriore passo avanti qualitativo, mantenendo la compatibilità con lo standard MPEG-2 ma offrendo una compressione molto più efficiente per i video in alta definizione.
Tuttavia, il percorso verso il successo non fu privo di ostacoli. Come negli anni Ottanta si era combattuta la guerra tra VHS e Betamax, anche a metà degli anni Duemila si accese uno scontro tecnologico e commerciale: da una parte il Blu-ray sostenuto da Sony e altri colossi, dall'altra l'HD DVD promosso da Toshiba e alleati. Per i videogiocatori dell'epoca, questa rivalità assumeva contorni ancora più concreti, dividendo le community di PlayStation e Xbox.
La superiorità tecnica del Blu-ray in termini di capacità, la sua integrazione nelle console Sony, sistemi di protezione anticopia più robusti e soprattutto l'appoggio di un maggior numero di case cinematografiche decretarono rapidamente le sorti della contesa. Nel 2008, Toshiba alzava bandiera bianca, sancendo la vittoria definitiva del formato sostenuto da Sony, che così si prendeva una rivincita storica dopo la sconfitta del Betamax.
Circa dieci anni dopo il lancio iniziale, il formato si è evoluto nella versione 4K Blu-ray, incorporando il codec HEVC, il supporto HDR e altre funzionalità avanzate. Ancora oggi, i bitrate offerti dai dischi fisici superano ampiamente quelli delle migliori piattaforme di streaming disponibili sul mercato, motivo per cui gli appassionati di home cinema continuano a preferire questo formato per ottenere la massima qualità possibile.
Nel 2026, il Blu-ray mantiene una nicchia di mercato grazie ai collezionisti e agli utenti che vivono in aree con connessioni internet limitate. Alcuni produttori di console continuano inoltre a offrire lettori Blu-ray nei loro dispositivi. Tuttavia, i segnali di un lento declino sono evidenti: Sony ha cessato la produzione di dischi Blu-ray registrabili, per il mercato consumer, lo scorso anno, mentre LG ha abbandonato la fabbricazione di lettori alla fine del 2024 e i produttori di console stanno progressivamente orientandosi verso modelli privi di supporto per media fisici.
Un dato curioso riguarda il mercato giapponese, dove recentemente si è registrata un'impennata nella domanda di lettori ottici per PC, inclusi quelli compatibili con Blu-ray, in coincidenza con la fine del supporto per Windows 10. Si tratta però di un'eccezione: in Occidente è ormai raro trovare computer con lettori ottici integrati, una caratteristica che sembrava standard fino a pochi anni fa.
Mentre l'industria tecnologica continua a sviluppare nuove soluzioni per l'archiviazione dati, alcune delle quali basate proprio su tecnologia ottica, rimane aperta la questione se assisteremo mai a una nuova ondata di dispositivi ottici destinati al mercato consumer. Per ora, limitiamoci a celebrare il ventesimo compleanno del Blu-ray.