La NASA segna una svolta storica nella documentazione delle missioni spaziali: per la prima volta nella storia dell'agenzia americana, gli astronauti potranno portare con sé i propri smartphone durante le missioni, una decisione che trasformerà radicalmente il modo in cui vengono catturati e condivisi i momenti nello spazio. La novità entrerà in vigore già con le missioni Crew-12, prevista per la settimana prossima verso la Stazione Spaziale Internazionale, e Artemis II, il cui lancio è stato rinviato a marzo 2026. Quest'ultima rappresenta un evento epocale: riporterà esseri umani nell'orbita lunare per la prima volta dagli anni Sessanta.
L'amministratore della NASA Jared Isaacman ha annunciato la decisione attraverso i social media, sottolineando come l'iniziativa miri a fornire agli equipaggi strumenti moderni per immortalare momenti significativi destinati alle loro famiglie e condividere contenuti ispiratori con il pubblico globale. La presenza a bordo dei più recenti dispositivi iPhone e Android permetterà una spontaneità senza precedenti nella raccolta di immagini e video, trasformando potenzialmente queste missioni nelle spedizioni spaziali più documentate nella storia dell'agenzia.
Fino ad oggi, l'equipaggiamento fotografico standard delle missioni NASA si limitava a reflex digitali Nikon risalenti a oltre dieci anni fa e action camera GoPro, secondo quanto riporta Ars Technica. Sebbene si tratti di tecnologia ancora valida e affidabile, l'adozione degli smartphone introduce un livello di immediatezza e versatilità completamente nuovo. La possibilità di scattare selfie ultra-grandangolari dall'interno delle navicelle o di creare contenuti video in assenza di gravità apre scenari inediti, con la prospettiva che gli astronauti possano diventare veri e propri creatori di contenuti per piattaforme come TikTok direttamente dall'orbita terrestre o lunare.
L'approvazione rapida di questa modifica normativa rappresenta un segnale importante dal punto di vista operativo. Isaacman ha evidenziato come la NASA abbia deliberatamente accelerato i processi burocratici tradizionalmente lunghi, qualificando hardware moderno per il volo spaziale su una timeline estremamente compressa. Questa urgenza operativa, secondo l'amministratore, sarà fondamentale per perseguire ricerca scientifica ad alto valore aggiunto sia in orbita che sulla superficie lunare.
La cautela abituale della NASA nell'introdurre nuove tecnologie a bordo è comprensibile: nello spazio, anche il malfunzionamento più insignificante può avere conseguenze catastrofiche. Ogni dispositivo deve essere sottoposto a test rigorosi per verificare che non interferisca con i sistemi critici della navicella, che resista alle radiazioni cosmiche, alle variazioni termiche estreme e all'ambiente in microgravità. L'accelerazione di queste procedure di certificazione rappresenta quindi un cambiamento culturale significativo nell'approccio dell'agenzia.
Vale la pena notare che questa non è la prima volta assoluta che dispositivi smartphone viaggiano oltre l'atmosfera terrestre. SpaceX aveva già autorizzato l'uso di smartphone durante le sue missioni private con astronauti civili, precorrendo quindi la decisione della NASA. La differenza sostanziale risiede nel fatto che ora anche le missioni governative ufficiali dell'agenzia spaziale americana adottano questa pratica, legittimandola definitivamente come standard operativo.