L'era dello "spatial computing", inaugurata da Apple con il suo visore Vision Pro, potrebbe presto arricchirsi di un nuovo, fondamentale tassello. Lo U.S. Patent and Trademark Office ha recentemente concesso ad Apple il brevetto numero 12.353.649, un documento che delinea il futuro della Apple Pencil ben oltre i confini del display di un iPad. L'idea, tanto semplice quanto rivoluzionaria, è quella di trasformare la celebre stilo digitale in uno strumento di input universale, capace di funzionare su qualsiasi superficie – dal legno alla carta – o addirittura di disegnare e scrivere nel vuoto, nello spazio tridimensionale.
Il brevetto, intitolato "DISPOSITIVO DI INPUT CON SENSORI OTTICI", descrive una stilo equipaggiata con una serie di sensori ottici avanzati, progettati per tracciare con precisione il movimento, l'orientamento e la posizione nello spazio 3D senza la necessità di un contatto fisico con uno schermo. Questo segnerebbe un passo da gigante rispetto alla tecnologia attuale. Sebbene le versioni correnti della Apple Pencil siano già in grado di rilevare inclinazione e pressione con grande accuratezza, la loro funzionalità è intrinsecamente legata a un display compatibile. Il nuovo concetto spezza questa catena, emancipando la stilo e trasformandola in un vero e proprio puntatore spaziale.
Il documento esplora principalmente due metodologie per raggiungere questo obiettivo, entrambe basate su sensori ottici integrati nel corpo della Pencil:
- Sensori optical flow: In modo del tutto simile a come funziona un comune mouse ottico, questi sensori analizzerebbero le variazioni di luce fotogramma per fotogramma sulla superficie sottostante per rilevarne il movimento relativo.
- Sensori laser speckle flow: Questa tecnologia, più sofisticata, proietta un pattern di luce laser sulla superficie e ne traccia gli spostamenti granulari (lo "speckle") mentre la stilo si muove.
Entrambi i sistemi, come descritto nel brevetto, sarebbero in grado non solo di operare su materiali non sensibili al tocco, ma anche di rilevare il movimento quando la punta della stilo è sollevata dalla superficie, fino a una distanza di 10cm. Questa capacità di "hovering" è fondamentale per l'interazione in ambienti di realtà mista o virtuale.
Interessante notare come il brevetto non si limiti a una sola implementazione, ma ne proponga una seconda, quasi nostalgica nella sua concezione ma avveniristica nella sua esecuzione. Una delle versioni descritte prevede una punta dotata di una piccola trackball che rotola con il movimento. A differenza dei vecchi mouse a sfera, che utilizzavano codificatori meccanici, Apple immagina di tracciare il movimento della sfera tramite sensori ottici interni.
Come spiega il paragrafo 64 del documento, questa soluzione offre vantaggi pratici notevoli: è meno incline a graffiare le superfici, fornisce un rapporto segnale/rumore migliore per i sensori ed è agnostica alle proprietà ottiche del materiale su cui si scrive. Tuttavia, presenta un compromesso: sarebbe meno precisa nel misurare l'altezza sull'asse Z, l'inclinazione e la rotazione assiale della stilo.
L'ambizione di Apple non si ferma qui. Il brevetto suggerisce di combinare queste nuove tecnologie ottiche con un arsenale di sensori già noti: unità di misura inerziale (IMU), rilevatori di forza e persino sistemi di visione artificiale (machine vision). Questa fusione potrebbe sbloccare un ventaglio di funzionalità avanzate come il riconoscimento di gesture complesse, una trascrizione della scrittura manuale ancora più accurata e, soprattutto, il disegno e la modellazione in ambienti 3D.
Sebbene l'idea di una stilo spaziale non sia del tutto nuova – alla recente WWDC25 Apple ha mostrato la Logitech Muse, una stilo per Vision Pro capace di disegnare in aria – questo brevetto è la prova che l'azienda di Cupertino sta lavorando a una propria soluzione nativa e profondamente integrata.
Come per ogni brevetto, non vi è alcuna garanzia che questa tecnologia vedrà la luce in un prodotto commerciale a breve. Tuttavia, il documento offre uno sguardo inequivocabile sulla direzione strategica di Apple: costruire un ecosistema per lo "spatial computing" che sia completo, intuitivo e coerente, dove gli strumenti di input superano i limiti fisici dello schermo per fondere il mondo digitale con quello reale. La Apple Pencil, da accessorio per artisti digitali, potrebbe davvero diventare la "Biro" del futuro.