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BlackBerry al buio, una class action anche in Italia

Le ripercussioni per il blocco dei BlackBerry non si sono fatte attendere: due associazioni italiane hanno chiesto rimborsi per gli utenti agli operatori telefonici, che a loro volta si rivarranno su RIM. Se riceveranno una risposta negativa partiranno le class action. In Inghilterra si stanno già muovendo gli avvocati, e una class action negli Stati Uniti è quasi cosa scontata. Alcuni operatori arabi e inglesi hanno già promesso rimborsi ai clienti danneggiati.

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Avatar di Elena Re Garbagnati

a cura di Elena Re Garbagnati

@Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 14/10/2011 alle 10:17 - Aggiornato il 15/03/2015 alle 01:35
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Il blocco dei BlackBerry non può restare impunito. Le associazioni dei consumatori di molti Paesi che sono stati coinvolti nel periodo di buio sono già sul piede di guerra e non mancano gli operatori telefonici che hanno già messo in preventivo una richiesta di rimborso da parte dei propri clienti per i danni subiti.

Insomma, per RIM la situazione non poteva essere peggiore, e i tre giorni di incubo passati nel cercare di rimettere in piedi le comunicazioni dei BlackBerry appaiono ora come il prologo di quello che si preannuncia come un possibile bagno di sangue, ai danni di un'azienda che era già sul filo del rasoio.

Risolto il blocco dei BlackBerry, si parte con le class action

Al momento ci sono solo le prime stime a caldo relative alla portata del problema: in tutto il mondo i clienti BlackBerry dovrebbero essere circa 70 milioni, e il blocco semi planetario ne avrebbe coinvolti 30-40 milioni.

Oggi il Codacons e l'Unione Nazionale Consumatori hanno pubblicato i comunicati ufficiali in cui esortano i clienti italiani di RIM a unirsi in quella che potrebbe essere una mega class action. Il punto comune di partenza è che, come scrive il Codacons, "gli utenti italiani coinvolti nei problemi tecnici che hanno riguardato il Blackberry devono essere rimborsati". Attenzione: l'associazione ha indetto la class action nei confronti dei gestori telefonici che commercializzano il BlackBerry, e non contro RIM.

Il motivo è molto semplice: i clienti (aziende e liberi professionisti) pagano una cifra forfetaria agli operatori telefonici per poter fruire del servizio di pushing mail. Nei giorni di blocco la tariffa è stata comunque pagata, a fronte di un servizio che non è stato erogato. 

Il Presidente Carlo Rienzi ha infatti sottolineato che "le compagnie telefoniche devono indennizzare gli utenti BlackBerry che, pur avendo pagato un canone o un abbonamento, non hanno potuto utilizzare i servizi mail, Internet e di messaggistica. Appare chiaro, infatti, che la mancata fornitura di un servizio già pagato produce un danno ai consumatori".

E' chiaro che poi "i gestori potranno rivalersi su Research in Motion per i danni causati'. Infine, "se le compagnie telefoniche non accoglieranno la richiesta del Codacons e non disporranno indennizzi verso i propri clienti sarà inevitabile una class action volta a tutelare i possessori di BlackBerry". Inoltre sarebbero da calcolare i costi di fermo produttivo, ossia quello che è costato alle aziende avere i dipendenti che non potevano lavorare fuori ufficio a causa dei malfunzionamenti degli strumenti di lavoro mobili.

Dello stesso avviso è anche Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), secondo il quale "ci aspettiamo il risarcimento per quanti hanno subito dei danni dal disservizio. In caso contrario, siamo pronti ad allestire un'azione di classe allegando le istantanee delle schermate del telefono in panne".

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Le class action non sono in fase di valutazione solo in Italia. Secondo alcune informazioni riportate dal Corriere della Sera molte aziende londinesi si starebbero preparando a un passo simile contro RIM. La sede londinese della società si sarebbe attivata già nella giornata di mercoledì per capire il rischio reale di una class action, che verosimilmente potrebbe prendere la forma di una procedura formale già entro questo fine settimana.

I rappresentanti legali di RIM si sarebbero incontrati per capire le reali intenzioni delle banche e delle aziende londinesi. Sembra inoltre quasi certa una class action negli Stati Uniti, dove questo tipo di azione legale è all'ordine del giorno.

Inoltre, sempre stando a quanto riportato dal Corriere della Sera, due operatori degli Emirati Arabi, Emirates Telecommunications e Emirates Integrated Telecommunications, avrebbero già promesso ai propri clienti un rimborso per le perdite subite, e c'è da contarci che poi presenteranno a loro volta il conto a RIM. Infine, questa opzione sarebbe in fase di valutazione anche presso Etisalat e altri operatori inglesi. Chissà se Vodafone, TIM e tutte le altre faranno lo stesso.

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