Windows

MateBook X Pro 2020 recensione: Huawei ha fatto nuovamente centro


Huawei MateBook X Pro 2020
Schermo
13,9 pollici - 3000 x 2000
Processore
Intel Core decima generazione
RAM
8/16 GB
SSD/Disco fisso
512 GB/ 1 Terabyte - No
Spessore/Peso
14.6 mm - 1,33 Kg

MateBook X Pro 2020 conferma le capacità di Huawei anche nel settore notebook. È la naturale evoluzione del modello 2018, tanto apprezzato e, a modo suo, innovativo. L’azienda cinese non stravolge dunque quel progetto, bensì lo migliora soprattutto in termini di piattaforma hardware. Arrivano infatti i processori Intel Core di decima generazione, che offrono uno spunto in più in termini di performance, senza però compromettere l’ottima autonomia del modello precedente. Insomma, il degno completamento di un percorso.

In Italia si parte da 1.699 euro per la versione con Core i5, 512 Gigabyte di SSD e 16 Gigabyte di RAM. Noi invece abbiamo testato la variante top di gamma, con processore Intel Core i7, 1 Terabyte di SSD e 32 Gigabyte di RAM, per la quale sono necessari 1.999 euro. Tanta potenza dunque a un prezzo certamente importante, con qualche sbavatura su cui l’azienda cinese dovrebbe lavorare. Su tutte, la poca precisione del TouchPad che, in alcuni frangenti, compromette l’esperienza con l’ottima tastiera.

Parola d’ordine: leggerezza

La portabilità è certamente uno dei punti di forza del MateBook X Pro 2020. Pesa 1,33 chilogrammi, ha uno spessore di soli 14,6 mm (nella parte più spessa) ed è realizzato completamente in metallo. Comodo da portare in spalla dunque, ma anche a mano in una borsa. Ideale dunque per chi necessità di potenza anche in mobilità, potrebbe facilmente diventare il compagno ideale di chi, come noi, è costantemente in viaggio e deve montare un video o effettuare foto-ritocco nelle situazioni più disparate.

Complessivamente il design non è dei più originali comunque. Una volta aperto, il richiamo ai MacBook di Apple è evidente nella parte dove è collocata la tastiera. Quest’ultima, con tasti a isola, è affiancata da due griglie che ospitano gli altoparlanti stereo che, grazie a una particolare configurazione, offrono un volume molto alto: due infatti sono rivolti verso l’altro, mentre due sono rivolti verso il basso e sfruttano il piano su cui è poggiato il notebook come cassa di risonanza. La qualità complessiva dell’audio è buona anche se mancano un po’ le tonalità basse.

Subito sotto la tastiera c’è il TouchPad, particolarmente grande considerando le dimensioni della scocca. Il pulsante di accensione è posizionato in alto a destra, tra lo schermo e la tastiera. Integra al suo interno un sensore per il riconoscimento delle impronte digitali, che consente di accedere a Windows in maniera sempre veloce e immediata. E poi, anche quest’anno la webcam è nascosta in un pulsante funzione della tastiera.

Una scelta come sempre apprezzabile lato privacy, scomoda però in termini d’inquadratura: la ripresa dal basso non è il massimo, la qualità è nella media (ha un sensore da 1 Megapixel). C’è però un motivo che spiega il posizionamento della webcam al solito posto e sta tutto nelle cornici dello schermo di appena 5 mm, estremamente sottili. Una peculiarità costruttiva che, esattamente come per il modello dello scorso anno, è stata decisiva per contenere le dimensioni complessive.

Dimensioni che hanno spinto a un secondo compromesso, ovvero quello relativo ai connettori, ridotti al minimo: a destra c’è un’unica USB-A 3.0, a sinistra due USB-C, una Thunderbolt e una usata dal connettore di alimentazione. Sempre in questa zona c’è il jack audio da 3.5 mm, una presenza sempre gradita. Di contro però, nella confezione di vendita, il MateBook X Pro 2020 include un apposito adattatore che, sfruttando la porta Thunderbolt, aggiunge una seconda porta USB-A 3.0, una terza porta USB-C, un connettore VGA e un connettore HDMI. Un accessorio che altri brand (vedi Apple) costringono ad acquistare separatamente, anche se avrei gradito anche un lettore SD.

Meravigliosa comunque l’esperienza con la tastiera, una delle migliori testate. La corsa dei keycaps è tarata al punto giusto, così come la retroilluminazione, decisamente omogenea. Scrivere lunghi documenti con questo notebook è un vero piacere, anche perché la percentuale d’errore è praticamente ridotta al minimo. Di contro, come scritto in apertura, il TrackPad mostra qualche imprecisione di troppo, in alcuni casi non rispondendo adeguatamente alla gesture. Sono però abbastanza convinto che si tratti di un’immaturità software, per cui ci riserviamo di tornare su questo punto tra qualche settimana.

Prestazioni e autonomia solide

Come gira questo MateBook X Pro 2020? Molto bene, in praticamente qualsiasi contesto. Il processore Intel Core i7 10510U con cui è equipaggiato il modello oggetto della nostra recensione è uno Sky Lake a 14 nm, caratterizzato da 4 core e 8 thread. La parte grafica è invece alla scheda grafica dedicata Nvidia GeForce MX250. Superfluo parlare di come si comporta questa macchina con operazioni come la navigazione web (utilizziamo Chrome) o la gestione delle mail, mentre è decisamente rilevante ciò che abbiamo riscontrato con applicativi come Photosop, Premier o Lightroom.

Nessun problema con il montaggio video in 4K, con l’anteprima di Premier Pro che viene gestita senza particolari difficoltà. Discorso analogo per il foto-ritocco, anche di file RAW particolarmente pesanti. Abbiamo invece riscontrato qualche tentennamento di troppo nel rendering 3D con Autocad, segno evidente di come si tratti di un notebook non concepito per questa tipologia di utilizzo. Complessivamente però, le prestazioni sono solide nel 90% dei contesti.

Discorso analogo per quanto riguarda l’autonomia. Con un classico utilizzo da ufficio, abbinato magari a Netflix e a una spinta navigazione web, abbiamo rilevato un consumo di circa il 10% di carica ogni ora, per un totale di poco meno di 10 ore di utilizzo. Un buon risultato considerando la potenza a disposizione, che scende a circa 2,5/3 ore con render video in 4K continuo. Insomma, una batteria da 54Wh che difficilmente vi lascerà a piedi, anche perché si ricarica da 0% al 100% in poco più di un’ora, grazie al caricabatterie da 65W fornito in dotazione.

Tirata d’orecchie a Huawei per quanto riguarda il partizionamento dell’SSD da 1 Terabyte, davvero poco sensato. Da una parte infatti c’è la partizione C: da 80 Gigabyte, nella quale installare tutti i programmi e che, naturalmente, si esaurisce rapidamente. Dall’altra parte c’è invece una partizione D: con tutti il resto dello spazio. Personalmente, la prima operazione effettuata è stata proprio quella di ri-partizionare l’SSD, cosa che comunque non è alla portata di tutti.

Buon display e tante funzioni smart nel software

Lo schermo del MateBook X Pro 2020 è un pannello touch-screen da 13,9 pollici LTPS, con risoluzione di 3.000 x 2.000 pixel. Mi è piaciuto molto, soprattutto perché è evidentemente calibrato in fabbrica, tanto da offrire un’ottima fedeltà cromatica e una copertura dello spazio colore sRGB praticamente del 100%. C’è però qualche piccolo problema di visibilità all’aperto, dovuto a una particolare riflettanza del vetro che protegge il display (è un Gorilla Glass): nelle giornate particolarmente assolate, può essere un problema lavorare al parco o sul terrazzo di casa.

Ho apprezzato tantissimo il rapporto di forma in 3:2, comodissimo in termini di produttività. Lo sappiamo, Windows 10 (presente in versione Home) si esalta con questo form-factor, e poi Huawei ha integrato tutta una serie di funzionalità smart a livello software, mutuate dall’esperienza in ambito smartphone. Ad esempio, grazie alla funzionalità denominata Share One Hop, è possibile effettuare il mirroring del display del proprio smartphone direttamente sullo schermo del MateBook X Pro, davvero molto comodo.

L’azienda cinese ha inoltre mutuato la funzionalità AirDrop di Apple. In questo caso si chiama Huawei Share e, attraverso il Wi-Fi Direct, consente di passare in maniera istantanea fotografie e documenti dallo smartphone al notebook, semplicemente poggiando il telefono sull’apposito sticker presenta sulla scocca del MateBook X Pro 2020. Anche questa funzionalità è ben realizzata e risulta estremamente comoda in ambito produttivo.

Conclusioni: chi dovrebbe acquistarlo?

MateBook X Pro 2020 è senza dubbio uno dei notebook più interessanti del momento. La qualità costruttiva è impeccabile così come la maneggevolezza, l’esperienza in scrittura tocca vette d’eccellenza e la piattaforma hardware permette di utilizzarlo in ambito produttivo anche a un livello superiore alla media. Se state cercando una macchina per giocare o per il rendering 3D, dovrete guardare altrove, ma per tutti gli altri utilizzi lo consigliamo ad occhi chiusi.

L’ottima autonomia ci ha spinti ad assegnare il nostro award a questo prodotto che, seppur venduto a 1.999 euro nella nostra configurazione, è già stato oggetto di diverse offerte e sarà molto semplice riuscire ad acquistarlo tra i 1.500 e i 1.700 euro. Cifre, queste ultime, che restituiscono certamente un senso maggiormente compiuto a un notebook che merita certamente una chance.

Huawei MateBook X Pro 2020

Huawei MateBook X Pro 2020 è la naturale evoluzione del modello 2018. L’azienda cinese ha integrato i processori Intel Core di decima generazione, conservando però l’iconico design. Rimane dunque lo schermo con cornici ridotte all’osso (appena 5 mm) e la webcam è stata nuovamente nascosta in un pulsante della tastiera. Sale il prezzo di listino: per portarsi a casa la versione top (i7, 16 Gigabyte di RAM, 1 Terabyte di SSD) sono necessari 1.999 euro.

8.7
8.7

Verdetto

MateBook X Pro 2020 è senza dubbio uno dei notebook più interessanti del momento. La qualità costruttiva è impeccabile così come la maneggevolezza, l'esperienza in scrittura tocca vette d'eccellenza e la piattaforma hardware permette di utilizzarlo in ambito produttivo anche a un livello superiore alla media. Se state cercando una macchina per giocare o per il rendering 3D, dovrete guardare altrove, ma per tutti gli altri utilizzi lo consigliamo ad occhi chiusi.

Pro

Prestazioni, trasportabilità, qualità costruttiva, display, tastiera, autonomia

Contro

Poche porte, posizionamento della webcam, trackpad non sempre preciso