La fuga di cervelli che sta colpendo il settore dell'intelligenza artificiale di Apple ha raggiunto proporzioni allarmanti, con l'azienda di Cupertino che si trova ora a dover fronteggiare una delle crisi più gravi della sua storia recente. Quello che sembrava inizialmente un normale turnover del personale si è trasformato in un vero e proprio esodo di massa, che sta mettendo a nudo le profonde fragilità interne della società californiana nel campo dell'AI. La situazione è particolarmente critica se si considera che questi addii stanno avvenendo proprio nel momento in cui la competizione tecnologica globale si gioca principalmente sul terreno dell'intelligenza artificiale.
L'ultimo colpo: Meta conquista il responsabile della robotica AI
Il caso più recente e significativo riguarda Jian Zhang, ricercatore di punta per l'intelligenza artificiale applicata alla robotica, che ha deciso di abbandonare Apple per unirsi al Meta Robotics Studio. La conferma è arrivata direttamente dalla società di Mark Zuckerberg, segnando un altro punto a favore della concorrenza in una battaglia che Apple sembra stare perdendo su tutti i fronti.
Ma Zhang non è un caso isolato. Il suo team di lavoro ha visto circa una dozzina di professionisti lasciare l'azienda nelle ultime settimane, creando un vuoto di competenze che sarà difficile da colmare. Questa emorragia di talenti sta interessando anche altre divisioni cruciali per il futuro tecnologico di Apple.
OpenAI e Anthropic si spartiscono i gioielli di Apple
Negli ultimi sette giorni, tre ingegneri del team Apple Foundation Models hanno rassegnato le dimissioni. John Peebles e Nan Du hanno scelto di trasferirsi presso OpenAI, mentre Zhao Meng ha optato per Anthropic, dimostrando come le startup dell'intelligenza artificiale stiano esercitando un fascino irresistibile sui migliori talenti del settore.
Il team Apple Foundation Models rappresentava il cuore pulsante dello sviluppo di Apple Intelligence, la piattaforma lanciata lo scorso anno con grandi aspettative ma che finora ha deluso le previsioni. Questo insuccesso ha esposto le lacune strutturali dell'azienda nel settore AI, creando uno degli episodi più imbarazzanti della storia recente di Apple.
Quando il gigante considera di affidarsi agli esterni
La gravità della situazione ha spinto Apple a valutare soluzioni drastiche, incluso l'utilizzo di tecnologie esterne per recuperare il terreno perduto. Tra le opzioni sul tavolo figura l'adozione di Gemini AI di Google per migliorare finalmente Siri, l'assistente vocale che da anni promette rivoluzioni mai concretizzate.
Secondo indiscrezioni interne, l'azienda ha anche discusso la possibilità di ricorrere ad acquisizioni strategiche. Nel mirino sarebbero finite realtà come Mistral AI, startup parigina specializzata in intelligenza artificiale, e Perplexity, che gestisce uno dei motori di ricerca basati su AI più apprezzati al mondo.
Samsung e Google corrono, Apple arranca
Mentre Apple perde i suoi migliori elementi, la concorrenza non sta a guardare. Samsung e Google stanno implementando integrazioni AI sempre più sofisticate sui loro dispositivi, con il Pixel 10 e il Galaxy S25 che beneficiano già delle funzionalità più avanzate di Gemini.
Il contrasto è stridente: l'iPhone 16, pubblicizzato come "progettato per Apple Intelligence", si trova ora a rincorrere dispositivi che offrono esperienze AI più mature e funzionali. Questa situazione rappresenta un paradosso per un'azienda che ha sempre fatto dell'innovazione il suo cavallo di battaglia.
L'appuntamento del 9 settembre con la presentazione dell'iPhone 17 non toccherà certamente questi drammi interni, ma sarà interessante capire quale direzione intenderà prendere Apple. Non sarebbe sorprendente assistere ad annunci clamorosi, anche se la capacità di mantenerli potrebbe essere compromessa dalla situazione attuale.