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Nothing ear (1) recensione, una storia di piccoli dettagli

Siamo stati abbastanza fortunati da poter provare sin da prima dell’evento di lancio ufficiale un esemplare di test dei nuovi auricolari TWS Nothing ear (1) per potervi raccontare prima dell’apertura delle vendite le nostre impressioni a riguardo.

Il nuovo brand capitanato da Carl Pei ha presentato il suo primo prodotto al pubblico solamente qualche giorno fa e i primi modelli saranno nelle mani degli utenti molto presto grazie alle vendite a tiratura limitata dal sito ufficiale.

Vale la pena prendere in considerazione i Nothing ear (1) come vostri prossimi auricolari? Scopritelo nella nostra recensione completa!

Nothing - ear (1)

Un design inconfondibile

Uno dei principali aspetti che differenzia i Nothing ear (1) dalla concorrenza è il design. L’azienda ha optato per l’utilizzo di materiali plastici trasparenti che donano sia agli auricolari che al case un’immagine che è impossibile confondere con i moltissimi altri modello in commercio.

Si tratta di uno degli aspetti su cui il brand ha puntato di più, con un risultato che personalmente trovo molto piacevole e originale.

Nothing - ear (1)

Il case per il trasporto e la ricarica ha un design quadrato con gli angoli arrotondati che, per quanto relativamente sottile, ha delle dimensioni non troppo contenute anche se nemmeno tanto esagerate. Le moltissime aree vuote, attraverso la quale si può vedere grazie ai materiali traslucidi, svelano come forse rinunciando a questa idea di trasparenza sarebbe stato possibile comprimere tutte le componenti più vicine tra loro risparmiando un po’ di volume.

Le misure sono dunque leggermente più grandi di quelle di AirPods o Pixel Buds 2, ci sono però anche tanti altri modelli di auricolari true wireless che hanno dei case decisamente più ingombranti.

Nothing - ear (1)

Il coperchio della custodia di Nothing ear (1) è caratterizzato da una rientranza semisferica che ho trovato molto comoda per fare presa quando si va ad infilare o estrarre gli auricolari dalla tasca. Il magnete che tiene chiuso questo coperchio è sufficientemente forte da renderne difficile l’apertura accidentale ma, di conseguenza, anche l’apertura ad una sola mano.

Nothing - ear (1)

La cerniera che collega le due metà del case non sembra troppo resistente, anche se non ho notato alcun movimento sospetto per il momento. Come il resto del case potrebbe non sopravvivere a cadute o maltrattamenti. Il materiale trasparente di cui è composta la custodia ricorda molto quelle sfere con sorpresa che si possono acquistare con una moneta da alcuni distributori meccanici, non è per nulla una sensazione premium.

Esteticamente le ear (1) sono stupende ma i materiali non sono di prim’ordine.

Aprendo il coperchio si trovano due piccole sporgenze corredate di calamite e pin di ricarica per gli auricolari. Altri due magneti sono posizionati in bella vista sul fondo delle cavità e aiutano ad agganciare le ear (1) alla propria custodia in modo sufficientemente saldo. Non mi avvicinerei troppo a degli hard disk contenenti dati importanti con queste ear (1) fossi in voi.

Il posizionamento con gli steli entrambi rivolti verso l’interno della custodia è un po’ strano ma ci si fa l’abitudine, rende però abbastanza facile l’estrazione degli auricolari per indossarli. Un pallino rosso e un pallino bianco distinguono la cuffietta destra da quella sinistra e l’indicatore è posto sia sugli auricolari stessi che nel loro rispettivo alloggiamento nel case.

Nothing - ear (1)

Un LED RGB indica lo stato delle cuffiette: rosso (in carica), verde (accensione o spegnimento) e bianco (accoppiamento). Sul lato destro è presente una porta di ricarica e il pulsante per il pairing Bluetooth.

La comodità di averle sempre cariche

Oltre a poter ricaricare le Nothing ear (1) tramite la porta USB Tipo-C, si può sfruttare la bobina nascosta sul fondo del care per la ricarica wireless secondo lo standard Qi. Se avete uno smartphone abilitato alla ricarica wireless inversa non avrete mai problemi di batteria scarica.

La ricarica rapida tramite porta USB permette di recuperare in soli 10 minuti fino a 8 ore di autonomia sulle 34 ore totali (24 ore con ANC) dichiarate da Nothing. Gli auricolari sono in grado di recuperare in 10 minuti 1,2 ore di autonomia su 5,7 totali (4 ore con ANC) una volte riposte nel case.

Ascoltando musica, video e podcast a volume medio alto con ANC attivo, in questi giorni sono quasi sempre riuscito ad arrivare oltre le 5 ore con una singola ricarica, non male.

Nothing - ear (1)

La velocità di ricarica via cavo, la possibilità di sfruttare i mille caricatori USB Tipo-C che abbiamo in giro per casa e ufficio, la presenza della ricarica wireless compatibile con la condivisione dell’energia dallo smartphone permette potenzialmente di non doversi mai preoccupare del livello di carica della batteria delle Nothing ear (1), un grosso punto a loro favore.

La leggerezza è un vero punto di forza

I veri e propri auricolari in-ear hanno un design molto piacevole. Lo stelo che incluse l’area sensibile al touch per il controllo tramite gesture è trasparente e ne rivela le componenti interne. La parte più in alto, a forma di piccolo fagiolo, è di colore bianco lucido.

Uno dei veri punti di forza di queste ear (1) è la loro leggerezza, con soli 4,7g per cuffietta e la loro forma ergonomica si possono tranquillamente indossare per lunghissimi periodi di tempo senza affaticamento. Si arriva al punto in cui ci si dimentica proprio di averle addosso.

Nothing - ear (1)

La certificazione IPX4 contro gli schizzi d’acqua permette di utilizzarle tranquillamente anche per fare esercizio, tuttavia se non si scelgono dei gommini dalle dimensioni adatte che ancorano fermamente le ear (1) all’orecchio è possibile che con movimenti troppo bruschi si sfilino dall’orecchio e caschino a terra. Esattamente per il case credo sia una cosa assolutamente da evitare in quanto i danni estetici, e nel peggiore dei casi strutturali, sono inevitabili.

Nothing - ear (1)

La dimensione e la forma dell’ugello non è standard e come per altri modelli di cuffie true wireless trovarne di sostitutivi adatti ad agganciarsi nel modo migliore mentre non si sforano le dimensioni dell’alloggiamento nel case non è scontato. Oltre ai gommini di dimensione medium montati sulle cuffie, Nothing include altre due diverse misure nella confezione di vendita.

Non ho apprezzato la scelta di usare dei gommini bianchi, acerrimi nemici delle cuffie di tipo in-ear.

L’applicazione ha molto potenziale

Per sfruttare al meglio gli auricolari Nothing è necessario scaricare sullo smartphone l’applicazione ufficiale, disponibile purtroppo solamente in lingua inglese sia per Android che per iOS e chiamata ear (1).

Nothing ear (1) applicazione

La procedura guidata vi accompagnerà nella configurazione iniziare degli auricolari chiedendovi come prima cosa se desiderate partecipare al programma di raccolta dati per il miglioramento dei prodotti del brand e se volete concedere l’accesso ai servizi di localizzazione, utili per un più rapido accoppiamento.

Al termine del pairing una schermata riassume le gesture che sono preimpostate sugli auricolari per il controllo tramite i sensori capacitivi posti sul lato esterno.

Nothing ear (1) applicazione

Tramite l’app è possibile controllare lo stato della batteria delle ear (1) quando collegate (a step del 10%) e del case di ricarica.

Il pulsante menu in alto a destra permette l’accesso al sistema di aggiornamento OTA del firmware, alla funzione Find my earbud (disponibile solamente nel raggio del Bluetooth) e all’interruttore dedicato al sensore di prossimità.

Nothing ear (1) applicazione

Un altro pannello posto sul lato sinistro vi darà accesso ad un’area riservata al vostro profilo personale, al momento non molto utile, ad una lista di dispositivi connessi all’applicazione, al selettore del tema chiaro/scuro/automatico e ad ulteriori informazioni riguardanti l’azienda e l’app stessa.

Nothing ear (1) applicazione

Le funzionalità più utili sono però facilmente accessibili dalla schermata principale, subito sotto l’immagine delle ear (1). Il pulsante Hear vi darà accesso alle impostazioni riguardanti l’ANC e l’equalizzatore, quest’ultimo regolabile al momento su soli 4 preset.

Ci aspettavamo per lo meno un equalizzatore a sei bande, anche perché a parte il profilo base gli altri non sono per nulla piacevoli. Il profilo Voice è l’unico davvero utilizzabile, in quanto migliora la chiarezza delle frequenze medie, particolarmente indicato in caso di telefonate e videochiamate.

Nothing ear (1) applicazione

Il secondo pulsante, Touch, permette invece di modificare il comportamento delle gesture. Anche in questo caso la scelta è davvero ristretta e speriamo vivamente che con un aggiornamento successivo possa essere lasciata più libertà d’azione.

Nothing ear (1) applicazione

Come suonano?

Venendo finalmente alla parte pratica, come suonano le Nothing ear (1)?

Il volume è forte, più alto a volume massimo di quello delle mie Pixel Buds 2, ed il suono prodotto dai driver dinamici da 11,6mm è abbastanza ben bilanciato. Nothing ha affermato di aver puntato ad un profilo audio neutro per questi auricolari e possiamo dire ci siano riusciti.

Purtroppo il soundstage è molto ridotto e non è sempre chiaro distinguere la direzione dei suoni, cosa cosa in cui le AirPods Pro ad esempio eccellono. I bassi non sono esageratamente profondi mentre le frequenze più alte tendono ad affaticare l’udito sul lungo periodo.

Non fraintendetemi: suonano molto bene per degli auricolari TWS e, a meno che non siate degli audiofili con esperienza pregressa utilizzando prodotti di qualità superiore al normale, non vi accorgerete di queste piccole finezze in alcun modo. La neutralità del suono sarebbe stata ideale accompagnata da un vero equalizzatore in quanto avrebbe permesso ai singoli utenti di gestire le cuffie nel modo da loro preferito. I preset inclusi nell’applicazione, come menzionato precedentemente, rovinano l’esperienza e personalmente vi consiglio di starci alla larga.

Nothing - ear (1)

La cancellazione attiva del rumore di 40dB è buona, funziona però meglio con i rumori di fondo costanti (ad esempio il chiacchiericcio della folla, il traffico e il tagliaerba del vicino). Le frequenze alte, come ad esempio il click dei tasti di una tastiera meccanica che avete di fronte quando state al computer, riescono comunque a farsi un minimo riconoscere a musica spenta. Mentre le cuffie sono in riproduzione, però, anche quel genere di rumore viene facilmente coperto.

L’ANC è regolabile su due diversi livelli, può essere spento oppure le Nothing ear (1) possono amplificare i rumori esterni in modalità trasparenza.

I tre microfoni vengono utilizzati anche per isolare la vostra voce riducendo il rumore ambientare che vi circonda, ciò consente ai vostri interlocutori durante le chiamate di sentirvi in modo più chiaro.

Conclusioni

Le Nothing ear (1) vogliono scuotere il mercato delle cuffie true wireless e intendono raggiungere il proprio obiettivo puntando su tre elementi principali: un marketing aggressivo (che ci può stare trattandosi di un brand nuovo che deve farsi conoscere), un design unico e un prezzo competitivo.

Per 99 euro a cui vengono proposte sono sicuramente da consigliare. Nothing si è posizionata intelligentemente in una fascia di mercato ben precisa: hanno più funzioni, tra cui l’ANC, e una migliore qualità audio della maggioranza delle TWS dallo stesso costo o inferiore, mentre allo stesso tempo competono con un cartellino del prezzo che può interessare un gran numero di utenti se paragonate alla concorrenza premium dotata di cancellazione del rumore attiva e una qualità audio molto simile.

Nothing - ear (1)

Non sono auricolari da audiofilo, non hanno la miglior cancellazione del rumore o la migliore autonomia sul mercato, non sono realizzate nei migliori materiali che si possano trovare. Nonostante ciò le Nothing ear (1) rappresentano un pacchetto completo proposto ad un prezzo allettante e siamo sicuri riusciranno a convincere moltissime persone a lanciarsi all’acquisto. E queste persone non rimarranno deluse.

Sono stati fatti i giusti compromessi per offrire al pubblico un prodotto che vale assolutamente ogni singolo penny investito. I piccoli dettagli a cui Nothing ha pensato durante la fase di progettazione, soprattutto in ambito praticità e design, sono ciò che fa la differenza e rende le ear (1) uniche.

Se siete alla ricerca di ottimi auricolari tuttofare, dalla buona autonomia ma allo stesso tempo leggere e che possono essere comodamente indossate per lunghe sessioni non cercate oltre!

Nothing ear (1)


Le Nothing ear (1) sono un ottimo prodotto per essere il primo della nuova azienda di Carl Pei. Sono degli auricolari TWS che offrono ad un prezzo competitivo un pacchetto completo e sono stati fatti i giusti compromessi per offrire un prodotto di qualità a prezzo contenuto. Il brand ha puntato molto sulla completezza, sulla praticità e sul design, surclassando molti altri auricolari dal prezzo uguale o minore, tenendo allo stesso tempo testa a prodotti più costosi. Si tratta dell'ottima via di mezzo che riuscirà a convincere molti utenti ma se avete l'orecchio fino non aspettatevi dei miracoli.

Pro

  • Design iconico
  • Leggere ed ergonomiche
  • Batteria di buona durata
  • ANC
  • Prezzo competitivo
  • Ricarica rapida
  • Ricarica wireless Qi

Contro

  • Soundstage ristretto
  • Manca un vero equalizzatore
  • Gesture non configurabili a piacere (poche scelte e predefinite)
  • Materiali non di prim'ordine