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Recensione Xiaomi Mi A2, un sequel riuscito a metà

Pagina 1: Recensione Xiaomi Mi A2, un sequel riuscito a metà

Xiaomi Mi A2

 

Xiaomi Mi A2 raccoglie l'eredità del best-seller Mi A1, puntando soprattutto sul miglioramento del comparto fotografico e su una piattaforma hardware appartenente a un segmento superiore.

Xiaomi Mi A2


Xiaomi Mi A1 è stato un successo commerciale, oltre che lo smartphone ad aver segnato l'esordio in Europa dell'azienda cinese. Ecco spiegato il perchè della grande attesa attorno al successore Mi A2, un dispositivo chiamato a raccogliere una pesante eredità. Come vedremo nella recensione, ci riesce in parte, con alcune punte d'eccellenza (considerando la fascia di prezzo) e alcuni aspetti meno convincenti.

Un punto è certo: Xiaomi è riuscita nuovamente a realizzare uno smartphone caratterizzato da un ottimo rapporto qualità/prezzo. Difficile, in questo segmento, riuscire a trovare un dispositivo in grado di garantire specifiche tecniche, prestazioni e qualità fotografica migliore del Mi A2. L'azienda cinese è intervenuta sulle criticità del Mi A1, riuscendo in buona parte a eliminarle, tralasciando però per strada qualche dettaglio.

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Costruzione ed ergonomia

Il Mi A2 è caratterizzato da una scocca realizzata interamente in metallo. Le varie antenne sono nascoste in piccole bande in policarbonato che seguono le linee del corpo, perfettamente integrate nel design (almeno nella colorazione nera oggetto della nostra recensione). I bordi arrotondati aiutano la presa, lo smartphone non è particolarmente scivoloso e si riesce a tenere bene tra le mani, nonostante l'ampio schermo da 5,99 pollici.

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Come spesso accade in questi casi, la scelta di optare per il rapporto di forma in 18:9 è risultata vincente. Rispetto al Mi A1 (display da 5,5 pollici), il Mi A2 risulta essere leggermente meno largo (75.4 mm contro 75.8 mm) e più lungo (158.7 mm rispetto ai 155.4 mm), con un peso praticamente identico (166 grammi il secondo, 165 grammi il primo). I pulsanti fisici, volume e accensione, sono perfettamente raggiungibili con le dita, così come il sensore biometrico posizionato sul retro (che funziona molto bene).

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Rispetto al Mi A1 però, il modulo fotografico posteriore del Mi A2 è nettamente più sporgente. Questo crea qualche problema di stabilità quando lo si poggia su di un piano, anche perchè lo "scalino" non viene totalmente eliminato neanche con la cover in silicone inclusa in confezione. In generale, non siamo di fronte a un design particolarmente originale. Xiaomi ha comunque realizzato uno smartphone che restituisce una buona sensazione di solidità.

Schermo e audio

Sulla parte frontale del Mi A2 è stato integrato un display IPS LCD da 5,99 pollici, caratterizzato da una risoluzione Full-HD+ (1.080 x 2.160 pixel). Si tratta di un pannello visto tante volte a bordo degli smartphone Xiaomi, non fa gridare al miracolo ma restituisce un'esperienza d'uso quotidiano assolutamente convincente. La resa cromatica è buona così come gli angoli di visuale, senza dimenticare la funzionalità che consente di visualizzare le notifiche sul pannello con lo smartphone in stanby (davvero molto comoda).

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La luminosità, unitamente al buon trattamento oleofobico del vetro, consentono al display del Mi A2 di essere ben visualizzato anche all'aperto. In tal senso, Xiaomi ha decisamente migliorato il funzionamento dell'apposito sensore di luminosità, che non mi aveva convinto appieno nel Mi A1. In ogni caso, siamo in presenza di uno smartphone che, nella versione base da 4 GB di RAM e 32 GB di storage, è stato posizionato a 279 euro. In quest'ottica, lo schermo appare più che adeguato.

La parte audio è affidata a un solo speaker mono, posizionato sul lato inferiore. La qualità è nella media così come il volume, mentre purtroppo manca il jack audio da 3.5 mm, presente invece nell'Mi A1 (c'è un adattatore apposito incluso in confezione). Quasi completa la connettività: c'è il Bluetooth 5.0, così come il Wi-Fi ac dual-band, il sensore a infrarossi, il GPS A-GLONASS BDS e il supporto Dual-SIM. Manca invece l'NFC.

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Buona l'esperienza in chiamata attraverso la capsula auricolare, mentre la ricezione non mi ha convinto appieno. Il Mi A2 è stato in grado di mantenere il segnale anche in zone particolarmente ostiche, ma ha mostrato qualche incertezza di troppo in movimento, nel cambio cella (diversi operatori testati in differenti zone d'Italia). Un aspetto su cui non è escluso che Xiaomi possa intervenire lato software, ma che comunque non compromette l'utilizzo quotidiano. C'è la banda 20.

Prestazioni e autonomia

La presenza dello Snapdragon 660, unito a 4 o 6 GB di RAM, faceva già ben sperare sulla carta. Un'aspettativa che viene assolutamente soddisfatta, con il Mi A2 che si mostra sempre scattante e fluido, anche nelle operazioni più complesse. Tutto questo pur avendo testato la versione da 4 GB di RAM, per cui è lecito attendersi prestazioni ancora superiori con la variante top.

Schermo 5,99 pollici IPS LCD, 1.080 x 2.160, 403 ppi
SoC Snapdragon 660
GPU Adreno 512
RAM 4/6 GB
Storage 32/64/128 GB non espandibile
Fotocamera posteriore Dual-camera, 12 MP f/1.75 + 20 MP f/1.75, flash LED dual-tone, registrazione video in 4K a 30 fps
Fotocamera anteriore 20 MP f/2.2
Connettività Bluetooth 5.0, Wi-Fi ac dual-band, GPS A-GLONASS BDS, sensore a infrarossi
Reti LTE fino a 600 Mbps in download, supporto Dual-SIM
Sicurezza Sensore biometrico sul retro
Batteria 3.010 mAh
Ricarica USB-C, ricarica rapida
Sistema operativo Android One 8.1 Oreo
Dimensioni 158.7 x 75.4 x 7.3 mm
Peso 166 grammi
Colori Black, Gold, Blue
Prezzo 279 euro 4/32 GB, 299 euro 4/64 GB, 349 euro 6/128 GB

Lo Snapdragon 660 non è certamente una sorpresa. Si tratta di uno dei migliori processori di fascia media presenti sul mercato, con prestazioni davvero molto vicine a quelle dei SoC premium. Lo scorso anno è stato scarsamente utilizzato, mentre nel 2018 sta trovando larga adozione, probabilmente complice una diminuzione dei costi produttivi.

Occorre inoltre sottolineare un aspetto importante. Il Mi A2, a differenza del Mi A1, non ha la memoria espandibile, per cui il quantitativo di storage assume un certo peso specifico. Accanto alla versione da 32 GB, Xiaomi ha realizzato altre due varianti: una da 64 GB e l'altra da 128 GB, con quest'ultima caratterizzata da 6 GB di RAM. Aspetti da tenere inevitabilmente in considerazione in fase d'acquisto.

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Discorso a parte per quanto riguarda l'autonomia. A bordo c'è una batteria da 3.010 mAh, un pò sottodimensionata rispetto alle specifiche tecniche del Mi A2. Con il mio solito utilizzo (misto tra LTE e Wi-Fi, 2 account mail in push, centinaia di notifiche dai social ed app di messaggistica istantanea, circa 1 ora di telefonate), sono riuscito a superare le 3 ore di schermo acceso. Un risultato che mi ha sempre consentito di chiudere la giornata, ma Xiaomi ci ha certamente abituati a qualcosa in più da questo punto di vista.

Anche questo aspetto però andrà valutato nel tempo. Xiaomi spesso è riuscita a migliorare l'autonomia dei propri smartphone con successive ottimizzazioni software. Vedremo quello che accadrà con il Mi A2 che comunque, come già detto, vi permetterà di arrivare agevolmente a sera. Da segnalare infine la presenza del supporto alla ricarica rapida secondo lo standard Quick Charge 3.0.