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Samsung Galaxy Fold, la nostra anteprima

La commercializzazione del Galaxy Fold è stata rinviata da Samsung. La notizia ormai ha fatto il giro del mondo, facendo scatenare il dibattito in merito all’effettiva maturità degli smartphone pieghevoli. E ancora troppo presto per avere una risposta definitiva a questo interrogativo ma, avendo avuto modo di mettere le mani sulla creatura dell’azienda sudcoreana, una prima idea ce la siamo fatta.

Abbiamo passato qualche ora in compagnia del Galaxy Fold la scorsa settimana, quando alcune testate statunitensi avevano già segnalato i noti problemi allo schermo, ma prima che Samsung ne rinviasse ufficialmente l’arrivo sul mercato. Una scelta che, per certi versi, ci ha colti di sorpresa, perché l’approccio con il dispositivo è stato certamente positivo.

Ciò che convince maggiormente avendo tra le mani Galaxy Fold è la sensazione di come l’industria dello smartphone abbia tracciato una direzione netta per i prossimi anni, con la logica di controbattere alla saturazione del mercato: mettere a disposizione dell’utente uno schermo in stile tablet quando si ha necessità, il tutto condito dalla fruizione dei contenuti garantita dalla rete 5G.

Se questa direzione sia giusta o meno lo potremo sapere solo in futuro. Ad oggi quello che è certo è che il Galaxy Fold, come anche il Mate X di Huawei, rappresenti l’emblema del livello di ingegnerizzazione raggiunto nel settore smartphone. Un livello che, probabilmente, ha spinto a scendere a qualche compromesso.

Chiariamo subito un aspetto. A livello costruttivo il Galaxy Fold ci ha convinti a metà: il meccanismo con cui si ripiega su se stesso, incentrato su una cerniera centrale magnetica, ci è parso solido, senza alcun “gioco”, ma comunque con degli spazi che, potenzialmente, potrebbero lasciare spazio alla polvere. Tra le mani la sensazione è quella di un dispositivo premium, con un peso però di 263 grammi che si fa decisamente sentire, specie da richiuso.

Proprio nella modalità smartphone, quando si utilizza lo schermo esterno da 4,6 pollici, il Galaxy Fold stupisce di più in termini di portabilità. Nonostante infatti lo spessore di ben 15.5 mm (che diventano 6.9 mm quando viene aperto), può essere utilizzato con una sola mano, e il pannello risulta comodo da raggiungere con le dita, in tutta la sua superficie. Un plus non da poco, soprattutto rispetto al Mate X.

Tutto ciò non toglie però che, almeno come prima impressione, il Galaxy Fold appaia più fragile rispetto a un comune smartphone: cosa accadrebbe in caso di caduta o urto accidentale? In tal senso, attendiamo con ansia i primi drop test, che potrebbero fornire un’indicazione a riguardo. La sensazione comunque è che, in queste circostanze, lo schermo flessibile possa essere maggiormente soggetto a “rottura” rispetto a quanto avviene normalmente.

Sciogliamo inoltre un’altra questione attorno a questo dispositivo. La piega dello schermo è visibile quando il Galaxy Fold viene aperto, e si intravede anche quando si utilizza il pannello da 7.3 pollici all’ombra o semplicemente inclinandolo. Discorso analogo per quanto riguarda l’esperienza al tocco: la piega si percepisce sotto le dita. Intendiamoci, nulla che comprometta l’esperienza utente, ma è evidentemente uno dei compromessi da accettare, almeno allo stato attuale dello sviluppo degli smartphone pieghevoli.

Si intravedono grandi potenzialità nella parte software. Samsung ha collaborato direttamente con Google al fine di cucire addosso al Galaxy Fold il sistema operativo, che è ovviamente Android. Tra le varie funzionalità pensate ad hoc, c’è la possibilità di avviare contemporaneamente tre applicazioni, sfruttando dunque al meglio il dispositivo quand’è in modalità tablet.

Inoltre, il passaggio dal display da 4,6 pollici a quello da 7,3 pollici avviene in maniera immediata, senza alcun tipo di latenza: ad esempio, nel caso in cui venga avviato un video YouTube sul primo, basterà aprire il Galaxy Fold e proseguire la visione sul pannello più grande, senza interruzioni o incertezze. Una possibilità che tornerà estremamente utile nell’utilizzo quotidiano.

Difficile aggiungere altro, in questo momento. La qualità dei due pannelli ci è sembrata di alto livello, così come lo smartphone in generale. Il comparto fotografico è di diretta derivazione rispetto a quello visto sul Galaxy S10, ma ovviamente occorrerà testarlo sul campo per poter esprimere un’opinione. A questo punto resta da capire quelle che saranno le tempistiche per la commercializzazione.

In tal senso, molto dipenderà dalle indagini interne avviate da Samsung per comprendere le motivazioni che hanno portato ai problemi allo schermo su alcune unità fornite in anteprima alle testate statunitensi. Come chiarito dalla stessa azienda sudcoreana in una nota ufficiale, i primi dati raccolti sembrano individuare la criticità proprio nella parte alta e in quella bassa della cerniera, che potrebbero rappresentare dei punti di debolezza per lo schermo pieghevole.

Avendo avuto poco tempo a disposizione con il Galaxy Fold, è impossibile poter esprimere un giudizio a riguardo. Considerando il particolare form factor e la cerniera magnetica, appare evidente come sia necessario utilizzare nel tempo lo smartphone per poterne verificare la tenuta. Avremo modo di tornare su questi aspetti non appena potremo metterlo sotto torchio nella nostra recensione.

In Europa comunque saranno necessari 2.050 euro per acquistarlo, e nella confezione di vendita saranno incluse le Galaxy Buds. Trovate tutti i dettagli nella nostra video anteprima del Galaxy Fold inclusa in questo articolo.

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