YouTube Music stringe il cerchio attorno a una delle funzionalità più apprezzate dagli utenti: dopo mesi di test limitati, Google ha avviato il rilascio globale di un paywall che limita l'accesso ai testi delle canzoni ai soli abbonati Premium. Una mossa che segna un punto di svolta nella strategia di monetizzazione del servizio di streaming musicale di Mountain View, trasformando quella che era una funzione accessibile a tutti in un'esclusiva per chi paga.
Il meccanismo implementato dalla piattaforma prevede un sistema a quote: ogni utente non abbonato dispone di cinque visualizzazioni gratuite dei testi, dopo le quali viene bloccato da un paywall che offusca il contenuto oltre le prime righe. La scheda centrale della schermata Now Playing mostra ora un avviso esplicito che indica il numero di visualizzazioni rimanenti e invita a sottoscrivere un abbonamento Premium per sbloccare l'accesso completo ai lyrics.
La fase di test, avviata diversi mesi fa su un numero ristretto di utenti, aveva già fatto emergere le prime reazioni della community tech, spesso critiche verso questa limitazione di una funzionalità tradizionalmente gratuita nella maggior parte dei servizi di streaming. Con il rollout su scala mondiale, Google conferma la propria intenzione di rafforzare il valore percepito degli abbonamenti a pagamento, spostando sempre più feature dall'area free a quella premium.
Sul fronte economico, YouTube Music Premium costa attualmente 9,99 euro al mese e include riproduzione senza pubblicità, ascolto in background, download offline e funzionalità basate sull'intelligenza artificiale come Ask Music. L'abbonamento più completo, YouTube Premium, estende questi benefici anche all'app principale di YouTube.
La strategia di Google si inserisce in un contesto di crescita significativa del segmento abbonamenti: secondo i dati riportati questa settimana dall'azienda, il gruppo conta oltre 325 milioni di abbonamenti a pagamento distribuiti tra i vari servizi consumer, con una forte adozione di Google One e YouTube Premium. Nel 2025, le entrate combinate da pubblicità e abbonamenti su YouTube hanno superato i 60 miliardi di dollari, confermando il peso strategico della piattaforma nell'ecosistema economico di Alphabet.
Questa mossa riflette una tendenza più ampia nel settore dello streaming, dove i margini di profitto vengono costantemente ottimizzati attraverso la segmentazione delle funzionalità. Mentre competitor come Spotify continuano a offrire i testi gratuitamente anche agli utenti free (seppur con pubblicità), YouTube Music scommette sulla capacità di convertire gli utilizzatori occasionali in abbonati attraverso la limitazione di feature considerate ormai essenziali nell'esperienza d'ascolto moderna.
Il paywall sui testi si affianca ad altre novità recenti della piattaforma, tra cui la sincronizzazione della coda di riproduzione tra Android, iOS e web, la condivisione dei testi con sfondi generati tramite AI e il ridisegno dell'interfaccia Now Playing. L'integrazione crescente di funzionalità basate sull'intelligenza artificiale rappresenta un ulteriore elemento di differenziazione che Google sta utilizzando per giustificare il costo dell'abbonamento Premium, puntando su un'esperienza utente sempre più personalizzata e tecnologicamente avanzata.