Un giorno avranno dei segreti, un giorno avranno dei sogni
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Una pseudoAI è comoda quando è INFORMATIVA: mi serve sapere, la interrogo. Ma renderla DISPOSITIVA è una roba da deficienti ....
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E' curioso ed allo stesso tempo "interessante" il modo con cui il riassunto generato dall'ia definisce e si riferisce a questi "fantomatici" agenti come delle macchine, esseri, intelligenze artificiali dotate di coscienza in grado di compiere azioni che causano o potrebbero causare problemi molti seri.

E subito dopo tali affermazioni evidenziano l'altro problema ancor più grave rappresentato dal delegare decisioni importanti a queste macchine. A più riprese è stato dimostrato che questo delegare atrofizza appunto il cervello, ma sembra che pochi ci tengono a farlo presente.

Riflettendo su tutti questi timori e tanti altri presenti nell'articolo e che non sono da poco, per niente, come si fa tuttora a giudicare questo tipo di tecnologia come una innovazione rivoluzionaria?

Per non parlare della frase di chiusura dell'articolo stesso quando dice: "Nel 2025, forse, non siamo ancora pronti per questo livello di delega, non tanto per limiti tecnologici quanto per mancanza della necessaria maturità collettiva nell'uso di strumenti così potenti."

Sarebbe stato più corretto, più onesto e più saggio se le parole di chiusura fossero state le seguenti: "La delega di decisioni è una responsabilità esclusivamente umana che non può essere affidata ad un algoritmo perchè, semplicemente, potrebbe causare problemi molto seri. Inoltre, se noi in quanto esseri umani già causiamo seri problemi, perchè ricorrere a un algoritmo che potrebbe causarne di ancor più gravi?


Quindi il no alla delega deve essere un sonoro no e non perchè non pronti per la delega, ma perchè è una cosa da non prendere in considerazione, nè ora e nè mai.

E per quanto riguarda i limiti tecnologici, che ci siano o meno, vale lo stesso discorso, la delega non và considerata, fine della storia.

A maggior ragione per mancanza della necessaria maturità collettiva nell'uso di strumenti così potenti.
Quest'ultima frase dell'articolo è forse tra quelle che dovrebbero, spero, indurre alla prudenza.
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