Nintendo Switch

Bravely Default 2, il provato della versione final demo

Le voci di corridoio erano in circolazione sin dagli scorsi Game Awards 2019, più di un anno fa dunque, ma che si stesse spianando la strada in questa direzione era ormai chiaro e assodato. Non è ancora realtà sulle nostre console, e lo sarà verso la fine di Febbraio 2021, precisamente il 26 febbraio, per Nintendo Switch, ma il prosieguo della saga dal chiaro sapore fantasy e dai classici tratti distintivi di Square Enix si sta facendo largo man mano già da ora. Parliamo di Bravely Default 2, il nuovo titolo ora disponibile in versione final demo e che abbiamo provato per voi, cercando di capire come si stia presentando in sole cinque ore di gioco. Le nostre impressioni? Ve le raccontiamo subito.

Bravely Default 2, quattro eroi per quattro cristalli

L’azione in questa prova ci lancia nel bel mezzo dell’azione, con un prologo piuttosto scarno e che ci invita a unirci agli agli Eroi della Luce in questa nuova missione, con l’obiettivo di ristabilire l’equilibrio del mondo composto da cinque regni. Il nostro obiettivo ultimo è quello di restituire i cristalli alla loro legittima sede. Uno dei quali ha decisamente allagato la città di Savalon, quella che incontriamo in questo primo e unico capitolo a cui abbiamo accesso nella demo.

Come anticipato, la versione di gioco ci indica nelle prime schermate che abbiamo a disposizione solo cinque ore di gioco, al termine delle quali avremo potuto testare solo buona parte del primo capitolo di questa nuova IP di Square Enix. Siamo introdotti al gameplay nel classico mood della software house nipponica: musiche trionfali, dinamicità e freschezza, colori vivaci ed energici, senza mai dimenticare la chiara impronta fantasy e che dona alla narrazione un sapore leggendario, anche grazie ai tipici filtri grafici apposti alle schermate di gioco.

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Cominciamo il primo capitolo, dal titolo A caccia di miraggi, con quattro protagonisti, tutti personaggi del roster attivi sin dalle primissime battaglie casuali: il protagonista Seth e i suoi amici Gloria, Elvis e Adelle ci tengono compagnia in questo viaggio, talvolta con ulteriori compagnie, come quella del Principe Castor. Proseguiamo attraverso la regione di Excillant, arrivando subito a Savalon, con l’obiettivo di visitarne il Palazzo Reale e parlare con il Re di quanto sta accadendo. Il tutto condito dalla classica alternanza di esplorazione, dialoghi e battaglie in una classica composizione che, nel suo totale, ci restituisce il tipico risultato che solo il genere JRPG sa darci.

Comparti grafici traballanti, dialoghi infiniti…

Considerando che questa versione, stando a quanto dichiarato dagli sviluppatori stessi, è identica al gameplay che ci attende nel gioco definitivo, non ne siamo usciti troppo entusiasti guardando a un mero lato tecnico. A prescindere dal fatto che i salvataggi di gioco nella demo non verranno traslati nella versione finale (purtroppo), abbiamo notato alcuni glitch nella resa grafica dei fondali all’interno dei quali ci muoviamo o mentre esploriamo l’interno di alcune abitazioni, un difetto abbastanza evidente e fastidioso, a testimonianza di un comparto grafico poco robusto.

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Non mancano nemmeno alcune imperfezioni durante i dialoghi: nonostante possiamo decidere di far avanzare velocemente la lettura dei dialoghi nei balloon, talvolta questi scorrono automaticamente, non consentendoci di leggere con le nostre tempistiche tutte le linee dialogiche (sempre doppiate in inglese o giapponese, a scelta del giocatore). Nel dubbio, essendo piuttosto numerose e lunghe, possiamo anche saltarle, se vogliamo dare la precedenza all’azione, ma questo comporta chiaramente la perdita di parecchie informazioni, oltre alla scoperta del piacere di come sono state scritte queste linee.

Inoltre, un tasto dolente riguarda i nemici, ma non per la loro difficoltà in battaglia, quanto per la loro autonoma volontà di scappare durante gli scontri, ancora una volta a turni, se la nostra forza è superiore alla loro. Una facilitazione? Dipende, se siete alla ricerca di scontri all’ultimo sangue, questa opzione potrebbe non piacervi. E ancora una volta, molte delle meccaniche di combattimento riprendono quelle del predecessore :il sistema di combattimento esalta le decisioni strategiche che prenderemo: attacco (Brave) o attesa del momento più adatto (Default).

…e il caldo abbraccio di un classico JRPG

Se questi sono alcuni nei che ci sono balzati all’occhio, non mancano di certo favorevoli e graditi aspetti di questo titolo, a partire dai colori e dalla vivacità briosa con cui veniamo accompagnati per mano attraverso questi primi momenti di gioco, decisamente frizzanti e lontani da qualsiasi rischio di annoiarci. Il gioco ci viene incontro con una serie di suggerimenti, aiuti e tutorial compresi all’interno del menu, come accennato poc’anzi, oltre a darci parecchie indicazioni con icone e puntatori sullo schermo per indicarci le diverse tipologie di dialogo che possiamo vivere con i personaggi incontrati, o semplicemente la direzione da seguire.

Inoltre non mancano i diversi punti di vista sugli scenari di gioco, grazie a una serie di inquadrature spesso diverse e originali, ma non sempre efficaci per darci una corretta visione di dove ci stiamo muovendo, per quanto le panoramiche siano davvero di impatto e gradevolissime.

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Se Square Enix ha mantenuto il suo classico imprinting ancora una volta, riprendendo le orme di giochi come lo scorso World Of Final Fantasy per Switch o lo stesso capitolo precedente di Bravely Default, sia da un punto di vista grafico che del comparto sonoro, non mancano interessanti approfondimenti del gioco forniti da un menu ampio e ben dettagliato.

Proprio circa la composizione della colonna sonora, avevamo parlato qualche tempo fa di come il compositore Revo abbia lavorato alle musiche di questo titolo, nel tentativo di rendere onore alle atmosfere comprese in esso. In Bravely Default 2 possiamo ascoltare (almeno in parte finora) tutta una serie di tracce che spazia in vari generi: dallo stile arabeggiante, ai classici temi fantasy, restituendo un suono nostalgico ma al contempo anche decisamente innovativo.

In conclusione

Un lavoro ancora una volta realizzato secondo tutti i crismi di Square Enix e della sua tradizione, ancora una volta con gli immancabili Cristalli che costellano buona parte della produzione della software house, come ben sappiamo. Per quanto si tratti chiaramente di una prova davvero minima e soprattutto ricca di dialoghi e pressoché poca azione, Bravely Default 2 parte un po’ in sordina, con un ritmo abbastanza buono ma spesso rotto e frammentato dai dialoghi. Certamente non possiamo che dichiarare questo giudizio dato con fin troppo anticipo per poter essere un po’ più completo e attendibile. Augurandoci soprattutto che le imperfezioni incontrate vengano risolte nel migliore dei modi.

Nell’attesa di poter mettere le mani su questo nuovo titolo, possiamo sfogliare il libro The Art of Bravely Default dedicato alle immagini e alla realizzazione del primo titolo della saga!