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Final Fantasy, non si è esaurita la forza dei cristalli?

Che fosse “l’ultima fantasia” a poter salvare l’allora Square, e che si sia invece rivelata la prima di una serie di miracoli, è ormai chiaro a tutti, dal 1987. Dopo 33 anni, in questa annata altrettanto singolare, si stanno ancora dipanando e irrobustendo le radici di un franchise che riesce a regalarci frutti sempre maturi, o quasi. Final Fantasy, l’universo videoludico dall’interminabile magia riverberata dai cristalli su cui si basa l’intero asset della saga, continua ancora oggi a stupirci, letteralmente, a farci attendere con il fiato sospeso quali saranno le future sorti di questa trama che Hironobu Sakaguci e Shigeru Miyamoto hanno cominciato a tessere quasi per disperazione.

Tra un miracolo riuscito al meglio, qualcuno un po’ meno, tante lacrime versate e talvolta un po’ di disappunto, decidiamo di tirare le somme in questo periodo circa “le puntate precedenti” di questa saga non solo in attesa di eventuali rivelazioni al prossimo Tokio Game Show, anche per via della recente notizia che vede protagonista il potenziale, futuro, sedicesimo capitolo del filone principale della storia. Giusto in questi giorni è arrivata sulle nostre console la versione rimasterizzata del capitolo Crystal Chronicles, oltre che aver festeggiato un anno dall’uscita di un’altra versione remastered, quella di Final Fantasy VIII. e aver assistito agli eventi dedicati ai 7 anni di Final Fantasy XIV Online. L’occasione è ghiotta: approfittiamone allora come farebbe Zell Dincht con un panino alla mensa del Garden, o come Gladiolus e i suoi (apparentemente) amati Cup Noodles.

Da dove arriviamo?

Le domande esistenziali che ci possiamo porre in questo preciso momento sono le classiche “chi siamo?”, “dove andiamo?” e “da dove veniamo?”. Domande a cui possiamo rispondere, almeno in parte, con certezza. Arriviamo da un momento di rivoluzione evidente, in casa Square Enix, un fenomeno dettato dalle scelte che sono state compiute per imbastire un progetto enorme e diluito nel tempo come quello di Final Fantasy VII Remake, un titolo che non è stato condensato in un unico capitolo, come nella versione originale, ma in diverse parti, di cui abbiamo già alcuni ragguagli sulla seconda. Non è chiaramente l’unica differenza con il gioco originale, figlio degli anni Novanta del secolo scorso e non solo per la grafica chiaramente ben distante da quella con cui possiamo lustrarci gli occhi oggi.

Le differenze ampiamente discusse riguardano anche il portato culturale di un gioco che è stato censurato in ottica di quella filosofia di pensiero meglio nota come politically correct, che ha però fatto storcere il naso a buona parte degli utenti che conoscono il gioco del 1997. Esemplare è la sequenza delle allusioni a sfondo erotico e omosessuale nella sequenza ambientata nel bagno dell’Honeybee Inn, dove Cloud viene messo in difficoltà da Mukki, bodybuilder omosessuale, e di cui oggi rimangono solo le linee di dialogo alludenti, ma non i riferimenti legati all’omosessualità violenta e abusiva, rimpiazzando inoltre Mukki con Madame M.

Final Fantasy VII

Non stiamo certamente a fare una disamina precisa e puntuale su questo titolo, ma ulteriori esempi di divergenze sono fornite anche dalla diversa enfasi posta sul passato conflitto tra Midgar e Wutai tra la versione del 1997 e quella del 2020, così come oltre vent’anni or sono Yuffie è un personaggio secondario che non ha un deciso valore aggiunto rispetto alla trama della storia, ma che potrebbe rivendicare il suo ruolo in questa nuova versione della storia. 

Se il finale al cardiopalma si è rivelato un campanello d’allarme e ha cominciato a far girare le rotelle dei fan per capire quale direzione possa prendere il sequel, probabilmente con un approccio ben diverso rispetto a uno dei momenti cruciali della storia, ossia l’incidente di Nibelheim, altre sono le questioni “calde” di questo franchise.

Dove andiamo?

Parliamo del destino che ci attende, ancora così incerto, ma sul quale possiamo fare qualche speculazione, alla luce delle variazioni apportate a un titolo come quello sopra descritto, che ci possono dare indicazioni di massima su cosa vedremo (e soprattutto, su cosa non vedremo) prossimamente, ma anche guardando a un progetto rimasto costantemente aggiornato da ormai diversi anni. Parliamo proprio di Final Fantasy XIV, il capitolo online che è stato teatro di diversi episodi interessanti anche da un punto di vista socio-psicologico, come l’organizzazione tra utenti di una celebrazione funebre virtuale in memoria di un loro compagno di giochi, per citare uno dei tanti esempi legati a questo ampio mondo online, l’unico della saga.

Final Fantasy XIV

Già lo scorso anno, era stato annunciato un potenziale progetto legato proprio a questo capitolo, in quanto Naoki Yoshida è stato promosso all’interno del consiglio di amministrazione, una delle ragioni per cui si potrebbe attribuire questo upgrade relativo al coinvolgimento nel prossimo Final Fantasy. Già firma di diversi titoli di Dragon Quest, ma anche di capitoli della saga in questione come Dissidia NT, le espansioni Shadowbringers e Kingslaive di FF XIV o ancora Brave Exvius e FF XV, il suo successo nella capacità di aver ridato lucentezza al quattordicesimo capitolo è un ulteriore plus per pensarlo al timone di FF XVI.

Siamo portati a escludere Tetsuya Nomura alle prese con questo nuovo prodotto, in quanto sarà probabilmente occupato per qualche tempo con i lavori al sequel di Final Fantasy 7 Remake e ai prossimi sviluppi di Kingdom Hearts. Dunque, alla luce di queste considerazioni, è plausibile che venga seguito un percorso del genere, in quanto ci sono già dei precedenti a favore dell’ipotesi che vedrebbe il prossimo capitolo come una sorta di prosieguo di FF XIV: ad esempio, il mondo di Final Fantasy XII ha ampiamente ripreso la lore del mondo descritto nei Tactics, dunque questa logica di “recupero” e rilettura di quanto già prodotto potrebbe essere riutilizzata per il nuovo progetto.

Ci attende in alternativa il ritorno sulle scene di qualche vecchia conoscenza? Lo escludiamo,considerando che finora non è mai successo e che le uniche reiterazioni di personaggi hanno riguardato la trilogia di Lightning e Final Fantasy XIII, dove però è il nome stesso di questo capitolo a ripetersi per indicare il fil rouge che lega la storia. E’ anche vero che di recente si è espresso il game director Yoshinori Kitase circa alcuni aspetti dell’uscita della versione originale per PlayStation di Final Fantasy VIII, in particolare nei confronti di uno dei personaggi più amati: Laguna Loire.

In origine, la storia di Laguna non doveva essere solo una serie di flashback e tuffi nel passato, pur sempre come playable character,  ma avrebbe dovuto presentarsi sotto le spoglie di un vero e proprio filone narrativo, i cui eventi si sarebbero dovuti intrecciare a quelli di Squall. Gran parte della storia sarebbe dovuta essere occupata anche da Laguna e dal suo team, ma la storia ci racconta altro; la storia di Squall è diventata quella principale, ma erano previsti dei paralleli con quella di Laguna, un cambiamento che ha portato al taglio di diverse scene. Forse un motivo che ha determinato anche il repentino cambiamento a partire dalla fine del “vecchio” disco 1, dopo la parata a Deling City della strega Edea, portando una cospicua moltitudine di fan a pensare che Squall fosse morto, una delle tante che ancora oggi si affastellano nella lore di FF VIII.

Foto generiche

Cosa sappiamo

Che ci sia un ritorno in qualche modo di Laguna? Di fatto, se volessimo imbastire una debole, seppur oggettivamente vera, teoria “numerica”, il prossimo capitolo sarebbe il numero 16, il doppio di 8, quindi perché non ipotizzare un incredibile (quanto improbabile) ritorno di fiamma di un mondo “avveniristico”, rispetto a tanti altri che abbiamo visto nella saga? Dobbiamo inoltre aspettarci un ritorno alla tradizione, tra giudici impassibili, schermidori, maghi rossi, bianchi e blu come impone la tradizione, o qualcosa che presti più il fianco al genere steampunk? Il prossimo capitolo sarà inoltre ricco di product placement, come è avvenuto in massicce modalità nel quindicesimo titolo, o c’è speranza che non si vedano più quelle imbarazzanti e stridenti “marchette”, come i sopracitati Cup Noodles in FF XV?

La cosa certa è che al momento sono spuntati questi due profili Twitter, che ci auguriamo non siano fake, quello giapponese istituito lo scorso agosto e quello inglese addirittura risalente a dicembre 2019. Inoltre, con l’arrivo sempre più imminente di PS5, non è da escludersi che ci possa quanto meno essere un annuncio legato a una nuova EP della software house nipponica. A conti fatti, le possibilità sono diverse, ma osservando gli ultimi capitoli lanciati nel filone principale della storia, potremmo osservare un proseguimento delle orme lasciate da nuovi mondi piuttosto avveniristici, lasciando magari a titoli meno patinati e blasonati la tradizione dei cristalli, come il recente ritorno di Crystal Chronicles. Vedremo dunque in azione i cristalli, tornando sullo schermo per farci dimenticare la mako e il celeberrimo “one-winged angel“?

Se siete curiosi di conoscere meglio la questione del product placement in Final Fantasy, vi consigliamo il libro Cristalli di sogni e realtà. La cultura di Final Fantasy , oppure recuperiamo la storia di Cloud e Sephiroth in FF VII Remake e quella di Final Fantasy XV Royal Edition.