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Call of Duty Modern Warfare, dubbi e conferme dalla Beta

Call of Duty: Modern Warfare, soft reboot della serie che ha consacrato Infinity Ward, è in arrivo il 25 ottobre, ma prima di quella data lo studio di sviluppo californiano ha attivato una serie di periodi di beta per testare le reazioni della community e risolvere bug e problemi prima del lancio. La prima sessione di beta si è conclusa qualche giorno fa confermando quanto già abbiamo potuto provare nel corso dei vari appuntamenti esclusivi col titolo: Modern Warfare si vuole scrollare di dosso l’immagine parzialmente negativa acquisita dopo Ghosts e Infinite Warfare per tornare a regalare un’esperienza concreta, piedi a terra e feeling delle armi soddisfacente.

Tagliamo subito la testa al toro partendo da ciò che non ha funzionato, consapevoli che Infinity Ward è già al corrente della situazione e provvederà a sistemare questi difetti nel gioco completo, se non già nelle prossime fasi di test a partire dal 19 settembre. Tralasciando bug e stabilità della rete che sono difetti all’ordine del giorno in una beta, ciò che vorremmo davvero venisse sistemato per il lancio è la rotazione dello spawn. È sempre frustrante morire a pochi secondi dall’entrata in campo perché lo abbiamo fatto dietro le linee nemiche. A seconda della grandezza della mappa e della capacità del team avversario di coprire distanze abbiamo notato una certa inconsistenza nella scelta dei punti di rientro.

Argomento focale di questa beta è stata però la presenza – o assenza – della mini-mappa. Per anni la presenza di un indicatore di posizione standardizzato, come la mini-mappa nell’angolo sinistro dello schermo, è stata la caratteristica chiave delle varie iterazioni di Call of Duty. Il radar in grado di dare un’idea sulla posizione del nemico, si è spesso tradotto nella caccia forsennata al puntino rosso lampeggiante. Su mappe principalmente a tre corsie era abbastanza prevedibile anticipare l’avversario. Il nuovo Modern Warfare però dal canto suo vuole rappresentare, più che in passato, una nuova direzione per il franchise, indirizzandosi maggiormente verso il realismo ed eliminando quindi la costante presenza della mini-mappa.

Diversi sono i problemi sollevati, primo fra tutti l’aumento dei camper e la difficoltà a individuarli. Da ciò che abbiamo potuto osservare giocando partite sia con mini-mappa che senza, la presenza dei camper non era certamente inferiore nel caso di radar attivo, anzi sono emerse ancora di più alcune storture perpetrate dai giocatori nel corso degli anni. Ad esempio il posizionarsi negli angoli col fucile a pompa in attesa del passaggio di un giocatore rilevato nella mappa, sparare in pre-fire continuo mentre qualcuno sta entrando in una stanza o lancio di equipaggiamento letale alla cieca. Ognuno è libero di giocare come considera più consono, ma per quella che è stata la nostra esperienza, l’azione della partita è stata più ragionata e soddisfacente in modalità come realismo che eliminano l’interfaccia e aumentano l’immersione, o su mappe in notturna con il visore dove è facile confondere i nemici se non si presta attenzione all’ambiente circostante.

Un’ulteriore difficoltà a giocare senza mini-mappa sarebbe emersa come conseguenza del design delle nuove mappe. Infinity Ward ha più volte dichiarato che le mappe di Modern Warfare volevano abbandonare la tipica struttura a tre corsie, dove spesso l’azione si congestionava negli stessi punti. A differenza delle mappe di ridotte dimensioni provate la scorsa volta in Gunfight, c’è da dire che mappe più grandi, con molta verticalità ed edifici connessi tra loro che permettono di spostarsi coprendo una consistente area di gioco, possono creare un po’ di confusione se si  è abituati a giocare su terreni di scontro più semplici. Non sapere dove si trova il nemico però, è in parte frutto della poca conoscenza della mappa stessa che richiede di essere almeno studiata nelle sue zone di maggior traffico. Dopo qualche partita si inizia a delineare un quadro ben preciso di quelli che sono gli edifici e le posizioni preferite dai camper. Un errore che spesso si fa giocando senza una squadra è guardare solo al posizionamento nemico – a quel pallino rosso lampeggiante su un radar – mentre è importantissimo avere una comprensione più chiara del posizionamento alleato. Nella beta gli alleati erano evidenziati da un contorno azzurro, una soluzione non esattamente di facile lettura come forse invece dovrebbe essere.

Call of Duty Modern Warfare dovrebbe quindi eliminare del tutto la mappa con radar o mantenerla sempre fissa in un punto dello schermo? La risposta è “dipende”. Considerata l’offerta di modalità di gioco a obiettivi e non, con numeri di giocatori per squadra anche più numerosi rispetto a 6, la scelta è contestuale alla tipologia di gioco che si sceglie. Le partite della playlist classica, come ormai è divenuta abitudine, potrebbero continuare a mantenere la mini-mappa attiva, mentre chi cerca un’esperienza più hardcore può rivolgersi alle modalità realismo e alle playlist veterano. In una modalità a obiettivi come può esserlo quartier generale o la nuova cyber attack però, dovrebbe essere incentivata la strategia. Non ci sembra quindi insensato introdurre la mini-mappa come ricompensa per le azioni svolte, magari chiamando un UAV o una ricompensa punti che può facilitare la comprensione del campo di battaglia al proprio team. A ogni nuovo Call of Duty ci si lamenta spesso che le novità introdotte sono poche, ma quando si cerca di dare al gioco una fisionomia diversa, non sembra riuscire mai a lasciarsi alle spalle l’eredità dei vecchi capitoli senza indispettire qualcuno.

Gioco da tanti anni a Call of Duty. Ho passato ore e ore su Modern Warfare 2 a completare sfide e prestigi, ma non ho avvertito l’assenza della mini-mappa nel nuovo Modern Warfare come un grande problema. La bussola in alto sullo schermo è stata un indicatore sufficiente per individuare almeno la direzione del conflitto a fuoco, mentre il riconoscimento dei segnali acustici come passi – forse ancora da migliorare per marcare di più i nemici rispetto ai compagni – e spari è ormai una prassi quando gioco a un qualsiasi FPS. Trovo le mini-mappe una distrazione in più di qualche occasione. Basta spostare lo sguardo un secondo per perdere visione sul campo di gioco e, nonostante il personaggio sembra avere una fisicità maggiore, CoD è sempre un gioco dove i riflessi contano molto. Considerato l’ottimo lavoro che Infinity Ward sta svolgendo sul comparto audio per dare a ogni arma una sua caratterizzazione, per rendere più evidente quando si sta facendo fuoco e quando ricaricando, sviluppare una percezione maggiore dell’ambiente con i propri sensi è in grado di farvi diventare anche dei giocatori migliori. Se poi giocate in gruppo, il dialogo è il miglior indicatore su cui potete fare affidamento.

Probabilmente si arriverà a un compromesso per non scontentare nessuno, del resto siamo ancora in fase di beta con la prossima prevista dal 19 al 23 settembre. Quella sarà l’occasione per provare finalmente una battaglia terrestre a 64 giocatori, 32 per parte. Se Modern Warfare vuole davvero dare un’impronta più tattica al gioco, War Ground è l’occasione perfetta per dimostrarlo. Più ci avviciniamo all’uscita del gioco, più Infinity Ward sembra voler puntare su tanti contenuti e mappe articolate, un’ampia personalizzazione delle bocche di fuoco e una resa tecnica di qualità. La modalità multigiocatore sembra, al netto di quanto già discusso, essere sulla buona strada per un’esperienza completa che ridefinisca la guerra moderna di casa Activision senza eccedere in abilità specialisti, movimenti iperveloci e attività accessorie fini a sé stesse. Mancano ancora da scoprire la campagna e le Operazioni Speciali, che non mancheremo di approfondire a tempo debito e in fase di recensione.

Call of Duty: Modern Warfare arriva il 25 ottobre. Assicurati una copia per giocare il nuovo promettente titolo di Infinity Ward.