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Control Ultimate Edition | Recensione, Oldest House rimodernata

Tornare su Control è sempre una gioia per diversi motivi, molti dei quali evidenti nella nostra recensione della versione di lancio del titolo. Visionario e stendardo del new weird come pochi videogiochi riescono a essere, il lavoro di Remedy Entertainment e 505 Games ha catturato il cuore di molti e ottenuto consensi da parte di chi ne ha apprezzato la direzione artistica e la trama alla sua base. Nel corso della sua vita sono poi usciti due DLC, di cui uno legato ad Alan Wake, e alcuni aggiornamenti più che graditi, i quali andavano a colpire quello che è stato un grosso problema alla sua uscita: una scarsa ottimizzazione su console, specie sulle versioni base delle rispettive console.

Insieme a tanti altri titoli, Control è pronto a mostrarsi nuovamente in una veste più che migliorata con la sua Ultimate Edition: la collezione del gioco base, i due DLC e migliorie dal punto di vista tecnico come la possibilità di giocare a 60 fps a 1440p con risoluzione fino a 4K, o 30 fps con Ray Tracing attivo e stesso obiettivo in termini di risoluzione, nonché una nuova versione del Northlight Engine rispetto a quella che il titolo montava al suo lancio originale.

Sebbene l’upgrade non sia gratuito per i vecchi possessori di Control, in una recente notizia inaspettata la Ultimate Edition sarà disponibile come gioco nell’offerta PlayStation Plus nel mese di febbraio 2021 sia per gli utenti PlayStation 4 che per quelli PlayStation 5, il che è una ghiotta occasione per qualsiasi tipologia di utente, compresi quelli insigniti del ruolo di Direttore. Quest’ultimi però dovranno tenere in considerazione alcuni fattori non di poco conto: i salvataggi della versione PlayStation 4 e Xbox One non saranno compatibili con la versione next-gen del titolo, così come i vostri trofei su PlayStation. Se, come chi vi scrive, avete finito e platinato Control, vi aspetta un viaggio da vivere interamente da zero, dovuto purtroppo all’incompatibilità con i precedenti salvataggi.

Il livello di dettagli della versione aggiornata è super realistico, insieme alla possibilità d'interazione.
Control Ultimate Edition

Le basi del Federal Bureau of Control

Partiamo prima facendo gli onori di casa: siete dei nuovi giocatori di Control e volete approfittare di questa nuova versione per giocare al titolo? Questo paragrafo è dedicato a voi, da accoppiare alla nostra recensione di qualche tempo fa. Impostato come un third person shooter, Control è uno dei titoli più particolari della scorsa generazione e tipico esempio di quella che è la filosofia dietro Remedy Entertainment, la quale ha iniziato a chiamare le proprie serie come un grande universo condiviso – il “Remedyverse”- in cui tutte le storie hanno un filo comune. Nel caso di Control il giocatore esplora quella che è un’organizzazione governativa legata ai fenomeni paranormali o provenienti da altre dimensioni.

Come intuibile, Control è quindi il dietro le quinte dei mondi Remedy e al tempo stesso ne diventa il palcoscenico tramite l’esposizione della storia di Jesse Faden: una persona coinvolta in un Evento del Mondo Alterato (EMA abbreviato in italiano) che ha visto portarsi via suo fratello dall’organizzazione e che è in cerca di risposte dopo anni di silenzio. Quella che doveva essere una visita di vendetta si trasforma ben presto in qualcosa di più quando Jesse è costretta ad aiutare lo stesso Bureau nel tentativo di liberarsi di una strana forza che ne ha colpito le stesse fondamenta.

Un chiaro esempio del dettaglio dietro il Ray Tracing
Control Ultimate Edition

La banalità della premessa di trama non rende affatto giustizia a quella che è un’esperienza narrativa dall’alto impatto in cui diventeremo dei deus ex machina sfruttando molte influenze del paranormale e della storia dietro il Federal Bureau of Control. La ricetta parte dal weird degli anni ’80 e ’90 con un pizzico di fantascienza e burocrazia aggiunta, si trasforma in un elogio al brutalismo delle forme e ne esce come un titolo dal gameplay frenetico, strano e ricco di novità a ogni angolo. Le attività migliori che potrete fare in Control sono andare a caccia di tutti i fenomeni al limite della realtà dentro la Oldest House, combattere mostri umanoidi usando la psicocinesi e una pistola mutaforma, leggere i migliori racconti su insabbiamenti ufficiali di strane apparizioni finora oggetto solo di voci e complotti, oppure meravigliarvi di fronte alla direzione artistica eccezionale di ogni stanza del gioco.

Nello spazio della sua storia principale potrete godervi quello che è il punto forte di Remedy, ovvero la narrazione e il world building del gioco, la quale in Control durerà all’incirca 20 ore. Se aggiungiamo i DLC, arriviamo intorno alle 30-35 a seconda di quanto a fondo andrete nelle attività secondarie. È importante considerare che Control presenta anche alcune leggere meccaniche da RPG per potenziare le caratteristiche di Jesse, qualcosa che per esempio può sembrarvi strano se avete amato Alan Wake e che alle volte risulta un meccanismo piazzato lì più per aumentare la longevità del gioco piuttosto che essere effettivamente utile alla storia della Oldest House.

Control Ultimate Edition

Per fortuna però numerose quest secondarie vi porteranno in aree inedite, alcune delle quali hanno sfide e design ben più valevoli di alcuni livello della campagna. In un modo o nell’altro, Control ha tutto ciò che vi serve se amate i titoli dalla forte narrativa, il weird di Annientamento (e non a caso il secondo libro della trilogia dell’Area X ha come protagonista Controllo) o i precedenti lavori di Remedy e finora ne siete rimasti alla larga per aspettare tempi migliori.

Prestazioni vs Grafica

Veniamo quindi al nocciolo per la recensione alla mano: le migliorie del lato tecnico di Control Ultimate Edition. Come detto in apertura, l’engine è stato migliorato e quindi possiamo rassicurarvi sul fatto che la qualità generale del gioco, a prescindere dalle impostazioni, è superiore alla versione base che ricordavate sulle console precedenti. Osservando le immagini nella recensione, su cui vi invitiamo a soffermarvi con attenzione, potrete notare un maggiore dettaglio e cura negli effetti ambientali, tra cui spicca una migliore gestione della fisica degli oggetti e che abbiamo potuto constatare nella nostra analisi avvenuta su PlayStation 5. Un altro beneficio che si può notare a prescindere dalla modalità scelta sono i tempi di caricamento estremamente ridotti sia all’avvio che durante il viaggio rapido tra le aree. Parliamo quindi di meri secondi, non più di 10, in perfetta linea con quelle che sono le potenzialità permesse da PlayStation 5.

I dettagli dei metalli e delle superfici lucide sono più nitidi
Control Ultimate Edition

Partiamo però dalla modalità Prestazioni, ovvero quella che permette a Control di girare a 60 fps con risoluzione fino a 1440p con output fino a 4K. La resa dei dettagli, come visibile dalle immagini di comparazione, non scende a troppi compromessi e anzi in alcuni momenti faticherete davvero a notare la differenza qualitativa tra una e l’altra opzione. Quello che ci preme sottolineare per la modalità Prestazioni, più della resa estetica eccellente, è la solidità del frame rate per il gioco, qui conservata anche nelle situazioni più caotiche e che molti ricorderanno come traumatiche nelle versioni base delle console precedenti. Su PlayStation 5, in modalità Prestazioni, abbiamo quindi giocato fluidamente senza nessun tipo di intoppo o fluttuazione nel frame, se non per la breve presenza di stutter quando si preme pausa e si ritorna al gioco, un problema ancora presente nella versione Ultimate Edition ma in minima parte. Con le modifiche sostanziali al motore e le migliorie generali alla stabilità del titolo, la modalità Prestazioni è quindi perfetta per godersi il titolo a 60fps e avere un’esperienza visiva più che ottimale.

Alcuni problemi arrivano però quando si passa alla modalità Grafica, la quale mira a mantenere i 30 fps con il Ray Tracing attivo e una risoluzione a 1440p con output a 4K. Analizzando l’effetto del Ray Tracing nello specifico, l’apporto della nuova tecnologia è evidente nei molti angoli e ambienti della Oldest House, piena di zone con elementi lucidi o con superfici specchianti: l’ideale campo di prova quindi per questa particolare funzione. Come d’altronde è possibile osservare dagli screenshot che abbiamo catturato, i riflessi sono per lo più presenti solo in modalità Grafica e danno quindi quella marcia in più al titolo di Remedy nella fotografia e nel realismo delle sue architetture, andando a incidere perfino negli oggetti più piccoli dell’ambiente. Ne giovano anche le fonti di luce, le particelle e numerosi altri dettagli per l’occhio che in modalità Prestazioni sono sì presenti, ma comunque meno “definiti” rispetto a quella Grafica. Purtroppo i possessori di Xbox Series S non godranno di una possibile scelta, in quanto potranno giocare solo in modalità Prestazioni fino a 900p con output a 1080p.

Control Ultimate Edition è dotato di una modalità Foto
Control Ultimate Edition

Se da un lato le immagini statiche possono darvi una sicurezza sulla resa visiva del Ray Tracing, anche la stabilità del frame rate è abbastanza valida nella maggior parte delle situazioni, sofferendo più negli ambienti grandi come il Centro di Ricerca e con diversi oggetti/nemici distruttibili. Sebbene alle volte il gioco fatichi un po’ a reggere le richieste della modalità Grafica, il compromesso ottenuto è più che soddisfacente. Facendo un bilancio tra le due offerte, la modalità Grafica – comunque eccezionale da un punto di vista estetico – è il modo che meno vi consigliato come ideale per vivere Control Ultimate Edition su console, il quale rende al meglio proprio grazie ai 60 fps della modalità Prestazioni.

Come ultimo elemento di novità, ma non per importanza, su PlayStation 5 sono presenti le nuove funzioni legate alla console e al DualSense, quest’ultimo forse l’elemento più influente in quanto le vibrazioni rispondono agli esatti passi di Jesse, i grilletti si adattano alla configurazione della Pistola di Servizio e il feeling tattile generale è davvero ben reso. Altresì arrivano in soccorso dei giocatori le funzioni del menù di PlayStation 5 tra cui Help per gli abbonati PlayStation Plus: un qualcosa di abbastanza utile per alcune sezioni del gioco un po’ oscure e la cui guida era un aiuto più che accettabile, in questo caso immessa direttamente a portata del tasto PlayStation.

8.5

Control Ultimate Edition – PlayStation 5


Per chi non ha mai vissuto Control, la Ultimate Edition è il modo migliore per riuscire a farlo e godersi il viaggio completo di uno dei titoli più originali degli ultimi anni, specie se avete amato Alan Wake e Quantum Break. I Direttori veterani della Oldest House si ritroveranno invece "costretti" a rivivere l'avventura da zero, con i suoi pregi e difetti, scegliendo tra Prestazioni e Grafica. La prima modalità funziona benissimo, garantendo sulle nuove console i 60 fps con risoluzione fino a 4K e senza rinunciare alla bellezza del titolo. La seconda, quella Grafica, introduce il Ray Tracing e migliora i corridoi del Federal Bureau of Control, inciampando solo in specifiche occasioni di particolare confusione su schermo, specie nelle zone più estese della Oldest House, perdendo quindi di poco i 30 fps promessi. Entrambe le versioni però sono valide alternative che funzionano al meglio nella maggior parte dei casi, migliorando quello che già era un videogioco indimenticabile.

Pro

  • La collezione comprende tutti i contenuti sviluppati per il titolo
  • La modalità Prestazioni garantisce un solido frame rate a 60 fps
  • In modalità Grafica il Ray Tracing cambia di molto l'ambiente di gioco
  • I caricamenti sono rapidissimi

Contro

  • Rimangono i problemi strutturali di un tempo, come il ruolo della parte più RPG
  • Alcune volte, seppur per piccoli istanti, possono apparire leggeri cali di frame e stutter dopo aver chiuso il menù di pausa
  • I salvataggi e i trofei sono, purtroppo, incompatibili con le vecchie versioni
8.5