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Elden Ring: come potrebbe essere il primo open world di From Software?

Annunciato nel 2019, Elden Ring aveva fatto perdere le sue tracce; almeno fino all’E3 2021. Durante la fiera losangelina, infatti, il titolo è tornato a mostrarsi con un trailer decisamente meno enigmatico rispetto a quanto mostrato due anni addietro. La nuova opera di Hidetaka Miyazaki appare fin da subito come qualcosa di maestoso e che, si spera, possa offrirci tante ore di puro divertimento. In questo mio editoriale, scritto meno a caldo e, perciò, meno influenzato dall’entusiasmo, proverò ad analizzare in maniera oggettiva quanto visto. L’obiettivo è quello di provare a capire come potrà mai essere il primissimo open world di From!

Elden Ring

Elden Ring: come potrebbe essere il primo open-world di FromSoftware

Quanto mostrato, purtroppo, non ha svelato granché a livello di gameplay, in quanto non si tratta di un vero e proprio trailer dedicato alle meccaniche; bensì sembrerebbe introdurci la trama e le sfumature artistiche dell’opera. Insomma, un trailer di presentazione con immagini in game! In molti, però, hanno provato a esprimere un giudizio sulla parte ludica del titolo, senza nemmeno aver intravisto uno stralcio di gameplay effettivo: un vizio che stento a comprendere. Pertanto, quanto seguirà sarà solamente frutto delle mie ipotesi, basate su quanto visto nel trailer. Ma ripeto, è possibile trarne soltanto ipotesi; non giudizi e verità assolute.

Elden Ring

L’arte di Elden Ring

Se c’è qualcosa dei titoli di casa FromSoftware che cattura da subito l’occhio, quella è la direzione artistica: evocativa, tetra, con una palette di colori combinata a regola d’arte. Un medioevo dark fantasy dalle tinte lovecraftiane, proprio come Demon’s Souls e Dark Souls; perché chiedere una cura artistica diversa? Non sarebbe come chiedere a Raffaello di dipingere un Picasso? Questa è stata una delle critiche meno comprensibili (per me) rivolte verso l’ultima fatica della software house nipponica.

Elden Ring

Elden Ring, con la sua ambientazione medioevale/celtica, sarà influenzato dalle precedenti produzioni di FromSoftware, perché il team di sviluppo è lo stesso e l’ambientazione è decisamente simile. Ciononostante, non appare per nulla come qualcosa di già visto; ha una sua potenza evocativa: quello che sembra essere una sorta di albero del mondo (come Yggradsill o l’Irminsul) che stende i suoi rami luminosi lungo il cielo ingiallendolo, oppure il contrasto tra antiche rovine, disperse sopra e sotto dei burroni, e castelli circondati da un’aura magica e dal pavimento marmoreo e lucido. Ha, di certo, un fascino ed una personalità di rara bellezza.

Inoltre, personalmente, non vedo l’ora di vedere come Miyazaki elaborerà quanto nato dalla penna di George R. R. Martin: quali orizzonti ci aspetteranno? Quali boss dovremo fronteggiare? Quali personaggi misteriosi incontreremo lungo il nostro cammino? Non vedo l’ora di vedere l’inchiostro della penna di un iconico scrittore materializzarsi, e prendere vita, come arte visiva di fronte ai miei occhi!

Elden Ring

L’open world

Adesso, passiamo alla parte più interessante da analizzare, ovvero: come sarà mai un soulslike open world? La curiosità è davvero tanta, ed è più che lecito azzardare delle ipotesi a riguardo. Io ho provato a formulare le mie, analizzando alcuni frame in particolare. Ebbene, secondo me, la struttura di gioco sarà diversa ma, allo stesso tempo, familiare ai fan dei Souls. Elden Ring avrà una mappa senza soluzione di continuità, ovvero in cui potremo muoverci liberamente, ma manterrà la struttura dungeon crawler dei suoi predecessori.

Elden Ring

Ci saranno accampamenti e svariate attività secondarie che arricchiranno, come da tradizione, la lore del gioco. Eppure, le missioni principali si svolgeranno in ambienti labirintici e ben strutturati, proprio come nei Souls e nei soulslike, con trappole e nemici nascosti dietro l’angolo, pronti a tenderci una classica imboscata. Ma al loro esterno ci sarà qualcosa di completamente nuovo, e da FromSoftware mi aspetto grandissime sorprese. Ecco, il mondo aperto proprio non riesco ad immaginarlo; non riesco ad immaginare delle attività secondarie adatte ad un titolo del genere. Ma di una cosa sono più che certo: pretendo varietà.

Si, perché il panorama videoludico è davvero ricco o, per meglio dire, piuttosto saturo di titoli open world con mappe immense, ma strutturate a casaccio. Non vorrei mai che un titolo così atteso da me come Elden Ring risultasse un open world che sa di già visto e, soprattutto, che risultasse una prateria senza fini ludico/narrativi. Spero tanto che ogni cosa abbia una sua funzionalità ben precisa, collegata al mondo di gioco ed alle sue meccaniche come un ordito pronto alla tessitura assieme alla trama. Ne uscirebbe fuori un tessuto d’alta fattura.

Elden Ring

D’altronde, a primo sguardo, il titolo mi ricorda parecchio (non chiedetemi perché) anche il bellissimo The Legend of Zelda Breath of the Wild; un ottimo gioco da cui prendere spunto per la struttura del mondo di gioco! Ultima domanda sotto questo versante: sarà possibile giocare il titolo in co-op fino a quattro giocatori per intero? Impossibile saperlo, ma mi auguro fortemente che il matchmaking non sia per niente ostico quanto quello di un Bloodborne, e che sia possibile aggiungere i propri amici tramite un’apposita lobby di facile gestione.

Cavallo, classi e sistema di combattimento

Il cavallo sembra proprio che avrà molteplici funzioni, oltre al suo utilizzo per spostarsi da un punto all’altro della mappa. Chiunque abbia giocato Dark Souls, saprà benissimo in cos’altro è maestra FromSoftware: la creazione di diversi moveset per ogni singola arma (attenzione, non per ogni tipologia d’arma; proprio per ogni singola arma!). La cavalcatura non sembra la classica cavalcatura che si bloccherà ad incastro contro la prima roccia d’intralcio: sembra decisamente veloce, estremamente intuitiva e una vera e propria arma. In un frame, addirittura, la vediamo prendere il volo, sfruttando una tromba d’aria, per balzare sopra una montagna.

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Proprio qui vediamo una delle sue prime funzionalità in combattimento: potremo lanciarci da essa e piombare d’istinto contro i nostri nemici, spezzando la loro guardia grazie all’impatto con il suolo. Inoltre, sembra proprio che nelle bossfight (non credo in tutte) potremo sfruttarla per evitare comodamente i colpi dei boss più lenti. Proprio parlando di moveset, allora, è possibile dedurre che il combattimento a cavallo ricoprirà un ruolo importante nel gioco. Ad avvalorare tale tesi, è un preciso frame in cui il Senzaluce, a cavallo, scaglia giù dalla cavalcatura un nemico assestando un colpo di spadone.

Lungo i quasi tre minuti del trailer, è stato possibile intravedere un dettaglio curioso: il Senzaluce potrà essere caratterizzato da diverse classi. Impossibile sapere quante saranno in tutto, ma gli occhi più vigili avranno notato la presenza di un personaggio particolare, ovvero una figura mascherata a cui il protagonista si inchina. Come nei Souls, quindi, il protagonista salirà di livello, e potrà spendere la valuta in-game per potenziare attributi specifici. Ma, visto che sarà un open world, ci sarà un hub, oppure diversi di questi personaggi (come quello nella foto in basso) sparsi in alcuni punti della mappa?

Elden Ring

Impossibile analizzare nel dettaglio il combat system di Elden Ring senza prima vederlo in un gameplay dettagliato. Ciononostante, la rapidità di alcune animazioni (nonché di alcune magie che estendono l’arma) lo ha fatto apparire, ai miei occhi, un pelino più veloce rispetto a quello di un Dark Souls o di un Bloodborne. Miyazaki, però, ha rivelato un dettaglio alquanto importante: sarà possibile affrontare i nemici con diversi approcci. Oltre allo scontro frontale, diversificato dalle varie classi, quindi, preparatevi a tendere imboscate ai vostri nemici. Sarà uno stealth simile a quello di Sekiro?