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Elden Ring | Anteprima: Miyazaki e Martin presentano il loro Signore degli Anelli (o quasi)

C’è poco da fare, per quanto provi ogni tanto ad allontanarsi dalle atmosfere dei Souls (vedi Sekiro o Déraciné), Hidetaka Miyazaki è una creatura composta al 90% da medioevo oscuro mentre il restante 10% è body horror e altri incubi. Con Elden Ring, mostrato finalmente in un trailer esteso al Summer Game Fest 2021, torna quindi a narrare una storia fatta di cavalieri e maledizioni, di equilibri che si spezzano generando follia e desolazione e di numerosi guerrieri e ordini pronti a brandire il controllo dell’Elden Ring (o Anello Ancestrale). E chi meglio di un altro appassionato di medioevo come George R. R. Martin poteva accompagnarlo in questa ultima avventura?

In questa anteprima facciamo quindi il punto della situazione su quello che ci aspetta o potrebbe aspettarci il 21 gennaio 2022, giorno fissato per l’uscita di Elden Ring, tra quanto dichiarato nel sito ufficiale, fatti certi e aspettative.

Un anello (ancestrale) per domarli

Partiamo dalla trama. I più attenti di voi avranno sicuramente notato delle somiglianze, o almeno dei richiami, tra il background di Elden Ring e l’opera magna di Tolkien, Il Signore degli Anelli. In entrambi gli universi fantasy la storia ruota attorno ad un anello, fisico o intangibile che sia. Un anello bramato da molti e in grado di spezzare gli equilibri del mondo. Volendo ridurre all’osso la storia di Frodo e compagni, nel Signore degli Anelli vediamo i protagonisti compiere un lungo viaggio nelle Terre di Mezzo per distruggere l’Unico Anello per cui il mondo conosciuto è entrato in guerra.

Allo stesso modo in Elden Ring, c’è una guerra per un anello in un mondo chiamato Interregno (o in lingua originale Lands Between, nome che ricorda molto le Terre di Mezzo). Questo Anello Ancestrale, probabilmente quello nel logo formato da quattro cerchi di luce, è andato in frantumi e i pezzi di questo anello conosciuti come Rune Maggiori, sono diventati l’oggetto del desiderio dei semidei, i discendenti di Marika l’Eterna, governante dell’Interregno. L’Anello Ancestrale era alla base del potere dell’Albero Madre su cui è lecito pensare si reggesse l’equilibrio del mondo di gioco. Il controllo delle Rune Maggiori da parte dei semidei ha gettato il mondo nell’oblio e nella follia fino a sfociare in una guerra chiamata Disgregazione che ha allontanato la Volontà superiore (una sorte di dio invisibile o la donna incappucciata che compare nel trailer?) dai semidei.

In pratica è possibile pensare a tutto questo come una sorta di Olimpo in cui regnava l’ordine finché la brama dei discendenti di Marika per l’Anello Ancestrale non ha distrutto tutto. A quel punto dio (la Volontà superiore) ha abbandonato l’Olimpo per cercare di ristabilire l’ordine tramite i Senzaluce (Esseri umani? Anime dei defunti?), un tempo esiliati dall’Interregno.

I Senzaluce, di cui non si capisce molto oltre al fatto che saranno i protagonisti dell’avventura, sono chiamati quindi a brandire l’Elden Ring e e diventare i Lord Ancestrali. E a quanto pare, almeno da quanto dice l’incappucciata del trailer, devono farlo “per tutti noi” quindi per salvare la razza umana? I Semidei? O i Senzaluce stessi? Inoltre I Senzaluce (o in inglese i Tarnished ovvero gli appannati o gli offuscati) danno molto da pensare su cosa potrebbe essere l’Ordine aureo che è andato in frantumi. Se si osserva bene il trailer è possibile vedere che i nemici, almeno quasi tutti quelli che sembrano boss, indossano una corona o oggetti dorati, dall’armatura alle spade, e persino il drago mostrato ha l’interno delle ali dorato. Mentre i protagonisti indossano sempre oggetti di ferro, o d’argento. Armature quindi spente e lontane dal luccichio dell’oro, senza luce, appunto. Probabilmente la lore di gioco si muoverà anche su questo fronte, sul pericolo di una “febbre dell’oro” che ha trasformato gli affebbrati in mostruosi relitti vittime della loro avidità.

Inoltre questo concetto potrebbe anche essere un omaggio di Miyazaki al compianto Kentaro Miura, l’autore di Berserk scomparso prematuramente proprio quest’anno. Su Berserk, infatti, ci sono diversi personaggi che perdono la ragione diventando dei veri e propri mostri per inseguire i loro desideri grazie ad un oggetto chiamato Bejelit. L’Elden Ring e le sue Rune maggiori come Bejelit, sarebbe quindi una prospettiva interessante e probabile visto che il game director di From Software non ha mai fatto mistero del fatto che il medioevo maledetto di Miura fosse di grande ispirazione per le sue opere.

Un Dark Souls open world? Probabilmente si, ma anche una summa maxima dei mondi creati da Miyazaki

Per parlare del gameplay, o almeno dalle prime info e sensazioni sul gameplay, partiamo dal personaggio, il Senzaluce che andremo ad interpretare. In quasi ogni titolo di Miyazaki abbiamo avuto la possibilità di creare il nostro personaggio da zero. Impostando i parametri iniziali, l’aspetto, le abilità ecc. In Elden Ring non sarà diverso, lo afferma anche il sito ufficiale eppure c’è qualcosa che stona. Ora ci muoviamo sullo sdrucciolevole terreno delle ipotesi ma dai filmati di gioco si vedono dei protagonisti con armi e armature differenti, probabilmente quelli creati dal giocatore, insieme a quello che potremo definire come una sorta di eroe principale. Si riconosce facilmente in video, è quello con i capelli bianchi e la parte inferiore dell’armatura rossa. Non sembra il classico personaggio creato con un editor ma un vero e proprio eroe, un po’ quello che era il Lupo in Sekiro.

Questo mi fa sorgere due ipotesi: la prima è che forse potrebbero esserci più protagonisti? Magari un eroe “principale” che non può essere personalizzato e un altro che viene creato con l’editor, sinergici tra loro e che sbloccano abilità condivise? La seconda è che invece nel trailer vengano mostrate le varie classi disponibili. Il “PG basato sulla forza bruta” potrebbe essere quello con la parte inferiore dell’armatura rossa, il “PG basato sull’agilità” potrebbe essere quello bendato di blu che si vede eseguire piroette con la spada, mentre “il mago” potrebbe essere invece quello che lancia raggi di luce dal bastone.

Oltre a questi interrogativi sull’identità del personaggio giocabile, un’altra cosa emersa dal trailer sono le meccaniche. Oltre a quelle dei Souls, sono presenti anche quelle stealth già viste in Sekiro, che faranno storcere il naso a molti ma personalmente le trovo azzeccate in modo che ogni giocatore possa scegliere il suo cammino. Un percorso che potrà essere condiviso con altri giocatori, 4 in totale, in una modalità online, un po’ come accadeva con Bloodborne. Anzi, è lecito domandarsi anche se l’intero titolo non possa essere giocato completamente in compagnia.

Infine, dal trailer e dalle prime info sul sito sono emersi anche molti dettagli sull’open world. Volendo semplificare al minimo, pare che si tratti davvero di un Dark Souls con dungeon curati nei minimi particolari, collegati tra loro da evocativi paesaggi (avete visto l’edificio che ricorda l’Accademia di Bloodborne?) e percorribili in groppa ad una cavalcatura. Parliamoci chiaro, gli open world, per come sono adesso, cominciano a stancare, soprattutto dopo la caterva di Zelda like o GTA like che hanno sfornato. Ci sono però eccezioni interessanti, come i livelli aperti di Gears 5, Uncharted o TLOU 2 che miscelano i classici percorsi a “corridoi” con zone open world e sottomissioni creando degli ibridi niente male. È possibile che Miyazaki abbia ripreso proprio da questi giochi, magari espandendo la formula e miscelandola con quella dei Souls, andando ad aggiungere finalmente quello che è sempre mancato a tutti i suoi giochi: una trama che non dovesse essere appresa o ricercata in ogni cubetto di lore sparso per il gioco.

La partecipazione di Martin è essenziale da questo punto di vista. Chiaro, tutti avremmo preferito che Martin avesse finito i libri del Trono di Spade invece che dedicarsi ad altro, ma è pur sempre l’uomo che ha inventato le Nozze Rosse o personaggi ricchi di sfaccettature come Tyrion e il Mastino. Se Elden Ring avesse anche solo un terzo della caratterizzazione del Trono di Spade sarebbe già un bel passo avanti per i titoli From. Insomma, la speranza stavolta è quella di avere una trama ricca di colpi di scena e un mondo che vada al di là dall’essere “solo” estremamente evocativo.

Chiudiamo però con una nota dolente sul fronte tecnico del gioco. Nonostante per il resto di carne al fuoco pare essercene davvero molta e non vediamo l’ora di scoprire quale sia l’anima di questo Elden Ring, non si può dire che il motore grafico mostrato profumi di next-gen. Certo, Elden Ring è un prodotto di questa strana e dilatatissima cross-gen e i Souls non sono mai stati giochi che puntano sul grande impatto grafico. Però forse qualcosina in più su questo fronte ce lo aspettavamo e vedere un titolo del 2022 con una grafica che non osa nemmeno un po’ risulta un pochino deludente.

Naturalmente, finché non proveremo il gioco pad alla mano è ancora presto per parlare o dare giudizi su qualsiasi cosa. Queste erano le nostre impressioni, fateci sapere anche voi cosa ne pensate e cosa vi ha suscitato questo trailer.