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Immagine di Headquarters World War II | Recensione, XCOM nella Seconda Guerra Mondiale
Recensione
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Headquarters World War II | Recensione, XCOM nella Seconda Guerra Mondiale

Headquarters World War II è un wargame che ci porta nei campi di battaglia della Normandia durante gli ultimi momenti della Seconda Guerra Mondiale

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Avatar di Giacomo Todeschini

a cura di Giacomo Todeschini

Editor @Tom's Hardware Italia

Pubblicato il 17/04/2024 alle 10:00
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  • Pro
    • Gameplay semplice da apprendere ma profondo da padroneggiare
    • Assuefacente
  • Contro
    • Qualche piccolo problema di bilanciamento
    • Tecnicamente non è il massimo

Il verdetto di Tom's Hardware

8
Amate wargame, strategici a turni e l’ambientazione della Seconda Guerra Mondiale? Se avete risposto affermativamente non vi sono davvero motivi per farsi scappare Headquarters World War II, con Starni Games che ha saputo regalare agli appassionati un’opera di grande qualità. Certo, c’è qualcosa da limare e tecnicamente non fa gridare al miracolo, ma siamo sicuri che una volta scesi sui campi di battaglia del gioco vi sarà davvero difficile staccarvici.

Informazioni sul prodotto

Il bello degli strategici a turni è che si possono adattare a una serie incredibile di contesti e situazioni. Basti ad esempio pensare all’ottimo Gears Tactics, che ha saputo trasformare il frenetico gameplay della saga senza snaturarne l’anima, o a quel Marvel Midnight’s Suns che tanto ci ha convinto un anno e mezzo fa. Alieni, supereroi e ora con Headquarters World War II anche soldati della Seconda Guerra Mondiale.

Il wargame di Starni Games edito da Slitherine uscito lo scorso 11 aprile ci riporta infatti proprio durante quei tragici anni, più in particolare durante le battaglie in Normandia che hanno segnato l’esito della guerra. Il tutto, ovviamente, attraverso un sistema di gioco da strategico a turni.

Abbiamo recensito il gioco con il seguente PC:
  • GPU: Zotac RTX 3070 Twin Edge OC
  • MOBO: Asus ROG STRIX Z370-F
  • RAM: G.Skill Trident Z RGB 16GB DDR4 3200MHz
  • CPU: Intel i5 8600k 3.6 GHZ
  • SSD: Sabrent SSD 2TB Rocket NVMe PCIe M.2 2280
  • Tastiera: Corsair K70 LUX LED Rosso Cherry MX Brown
  • Mouse: Fnatic Flick 2
  • Cuffie: Logitech G930
  • Monitor: Samsung C27HG 70 Quad HD 144Hz HDR

L'orrore della guerra

Impossibile partire a parlare del gioco senza un piccolo paragrafo su Starni Games, la software house dietro il titolo. Starni Games è infatti uno studio con sede a Kiev rimasto travolto dalle tristi vicende ancora in corso sul suolo ucraino. Un qualcosa che ha costretto molti sviluppatori a fuggire dalla città e che ha creato indicibili sofferenze e problematiche, ma che non ha fermato Starni Games dal creare videogiochi. Lo scorso anno Starni Games ha infatti rilasciato Ukraine War Stories, toccante visual novel che racconta alcune drammatiche vicende degli ultimi anni in Ucraina. Dopo questo dovuto e sentito excursus, la decisione è stata quella di tornare con Headquarters sul genere che ha reso famoso lo studio, ossia gli strategici a turni.

Immagine id 18702

Headquarters World War II si sviluppa in particolare su tre diverse campagne, ognuna di esse contraddistinta da nove differenti missioni. Ogni campagna è dedicata a un particolare schieramento impegnato nello sbarco in Normandia, con i giocatori che possono quindi nell’opera di Starni Games guidare l’esercito tedesco, quello degli Stati Uniti o quello britannico.

Oltre a questo trio, che fa da spina dorsale al gioco, non poteva ovviamente mancare anche una classica modalità schermaglia, nel quale immergersi in sanguinose e lunghe battaglie senza dover per forza di cosa avere una narrazione di fondo. Impossibile non citare, poi, l’editor di mappe, che, come ben sanno gli appassionati del genere, riesce a donare il titolo di una longevità quasi infinita. Nel caso non vi sentiate particolarmente ispirati a venire in vostro soccorso è un generatore casuale di mappe, a loro volta editabili poi a piacimento dal giocatore. Insomma, se il gameplay di Headquarters World War 2 vi conquisterà, i contenuti per godervelo non mancano decisamente.

Verso XCOM e oltre

Inevitabile, come del resto anche per qualsiasi altro strategico a turni uscito da una decina abbondante di anni a questa parte, partire da  XCOM per parlare di Headquartes World War II. Il gioco di Firaxis Games ha del resto fatto scuola e storia e anche l’ultima fatica di Starni Games segue i capisaldi fissati dal celebre titolo. Anche qua troviamo infatti punti azione per ogni unità, da usare per muoversi, attaccare, difendersi e così via.

Immagine id 18703

Pur partendo dai classici crismi del genere, Headquarters riesce a riproporli sotto una propria luce e a declinarli con successo in chiave wargame. Il tutto senza però risultare proibitivo per i meno avvezzi e per chi cerca un titolo non eccessivamente impegnativo. Oltre alla possibilità di modificare la difficoltà su più piani, come l’accuratezza dei propri colpi e di quelli avversari e i danni inferti, a venire in soccorso dei giocatori in tal senso è un gameplay semplice da apprendere ma profondo e difficile da padroneggiare. Chi ha poco tempo e vuole stare tranquillo, insomma, riuscirà in poco tempo a immergersi in Headquartes World War II, mentre i più appassionati si troveranno dinnanzi tante meccaniche e sfumature da esplorare prima di poter diventare massimi esperti del gioco.

Nell'opera di Starni Games diventa ad esempio fondamentale quello che è il posizionamento, con ogni truppa che deve essere disposta nel modo più strategicamente valido possibile per sperare di poter portare a casa la vittoria. A differenza di titoli simili, in Headquartes World War II ciò assume infatti soprattutto ai livelli di difficoltà più alti un’importanza decisamente elevata e anche poche truppe lasciate esposte al fuoco nemico possono fare la differenza tra una gloriosa campagna militare e una sonora sconfitta. Pure in fase difensiva il posizionamento è poi cruciale, dato che poche unità ben piazzate possono con la giusta attenzione tenere in scacco interi reggimenti e rendere la loro avanzata un vero e proprio inferno.

A rendere il tutto più vario sono poi differenti tipologie di unità, sia a piedi che mezzi corrazzati, ognuna con le proprie peculiarità e punti di forza da conoscere partita dopo partita. Un processo di apprendimento che fa diventare ancor più assuefacente il titolo, dato che rende ancor più piacevole ed efficace la pianificazione di ogni singola mossa. Così come in una partita a scacchi, infatti, pure uno scontro di Headquarters World War II può essere risolto da una semplice pedina.

Immagine id 18700

A venire in soccorso di tutte le potenzialità belliche escogitate da Starni Games è un’interfaccia oltremodo funzionale e comoda, in grado di contenere in modo semplice e ordinato tutte le informazioni e i comandi che potrebbero essere necessari al giocatore. Innegabile, in ogni caso, come lo stile estetico scelto per essa, e in generale per l’intera UX, sia a dir poco retro e catapulta direttamente negli strategici di una ventina abbondante di anni fa.

Headquarters World War II: aspetto tecnico

Spostandoci sul lato tecnico, Headquarters World War II non fa certo impazzire, ma riesce tutto sommato a difendersi bene. Non aspettatevi insomma animazioni leggiadre e scenari oltremodo dettagliati, ma onesti campi di battaglia su cui far scendere le proprie sgraziate truppe e conquistare la vittoria. Degni di nota sono invece in particolare i brevi filmati, creati all’occasione e non preparati a monte, che mostrano con una visuale cinematografica l’attacco delle varie truppe. Delle piccole chicche davvero apprezzabili, che donano un qualcosa in più al gioco. Lo stesso non si può invece dire della colonna sonora, che risulta facilmente dimenticabile. Nessun rallentamento di sorta, infine, da segnalare con la configurazione presente a inizio articolo giocando a Headquarters World War II in Quad HD a dettagli alti.

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