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In Venezuela si scambia moneta dei MMORPG per Bitcoin

Molti venezuelani si starebbero rivolgendo al mondo degli MMORPG per ottenere preziosi contenuti virtuali da rivendere in cambio di Bitcoin.

La situazione economica del Venezuela non è "proriamente rosea", per usare un eufemismo. E spesso, in situazioni di bisogno, l'ingegno umano si mette in moto, anche in modi non scontati e prevedibili.

Per superare le attuali difficoltà finanziarie, diversi cittadini venezuelani hanno infatti cominciato un intensivo accumulo di risorse negli RPG online, in particolare in RuneScape, un MMORPG gratuito di fama mondiale. La moneta che può essere ottenuta in gioco viene "farmata" dai giocatori venezuelani, che poi la rivendono per ottenere Bitcoin e sbarcare il lunario.

Green dragons
I dragoni verdi sono uno dei bersagli preferiti per chi vuole accumulare denaro.

Il fenomeno della "vendita dell'oro" non è certamente una novità, i giocatori di World of Warcraft, Guild Wars e in generale di tutti MMO (massive multiplayer online) saranno almeno una volta venuti a contatto con il fenomeno: account creati ad hoc per pubblicizzare la vendita di moneta virtuale in cambio di denaro vero, con prezzi vantaggiosi per i giocatori che non hanno voglia di impegnarsi ad accumulare risorse per conto loro, e preferiscono spendere qualche soldo in questo modo.

Il già citato RuneScape è un famoso MMORPG gratuito giocabile tramite browser, che attira schiere di appassionati. Il bacino di giocatori stimato è di circa 6 milioni di utenti, di cui 1 milione pagante. In questo contesto si sono inseriti i "minatori" venezuelani, che tramite un'intensiva mattanza di mostri, riescono ad accumulare ingenti somme di moneta virtuale che poi rivendono.

Venezuelan 'Gold Farmers' Are Selling Runescape Items for Bitcoin 1

Il guadagno effettivo varia da 0,50 a 3 dollari l'ora: a molti potrebbe sembrare una cifra irrisoria, ma in realtà è migliore della maggior parte degli stipendi venezuelani. Le difficoltà di questa pratica sono varie, e solo i giocatori più esperti riescono a guadagnare 2 o 3 dollari all'ora, uccidendo a ripetizione boss come ad esempio Zulrah. Oltre a questo c'è il rischio di essere bannati dai moderatori, dato che questo tipo di pratica non è consentita. 

Nonostante i problemi, questo guadagno per i venezuelani risulta superiore a quello di numerosi professionisti in possesso di una laurea. Il gioco quindi vale assolutamente la candela, e anche se non è semplice avere dei dati veritieri, nel 2008 la stima è che questo mercato abbia generato almeno 300 milioni di dollari, cifra che potrebbe essere salita ancor di più negli ultimi anni.

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Il mercato della vendita di moneta virtuale è difficile da contrastare, essendo una pratica che per essere fermata va individuata in game: tramite bot è possibile accumulare risorse e denaro da rivendere su siti esterni, effettuando poi le transazioni in-game.

Se ad esempio in World of Warcraft sono i cinesi ad avere il dominio, organizzandosi in maniera a dir poco rigorosa, in RuneScape la situazione è diversa: un titolo gratuito che può girare tramite browser è l'ideale per i venezuelani, che hanno trovato un terreno più libero e adatto alle loro esigenze.


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