Nintendo Switch

Jurassic World Evolution | Recensione della versione Nintendo Switch


Jurassic World Evolution – Nintendo Switch
Genere
Gestionale
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Frontier
Editore
Frontier
Data di Uscita
03 Novembre 2020

A due anni di distanza dal suo esordio per PC e console domestiche, Jurassic World Evolution arriva anche su Nintendo Switch. La versione confezionata da Frontier per l’ammiraglia della casa di Kyoto si presenta con tutti i contenuti addizionali, resi disponibili nel corso di questi anni, e con l’importante obbiettivo di offrire la possibilità di gestire il proprio parco tematico ovunque voi siate. Qualcosa, però, non è andato per il verso giusto e il risultato finale non convince pienamente.

Jurassic World Evolution in pillole

Jurassic World Evolution è il gestionale con i dinosauri targato Frontier Development, già autori dell’ottimo Planet Coaster, dove, guidati dalla voce di Jeff Goldblum nei panni di Ian Malcolm, potremo costruire e controllare il nostro personalissimo parco popolato dalle più svariate creature preistoriche. Peccato che, come da copione, non tutto vada sempre a gonfie vele. Una volta cominciato il gioco, infatti, si potrà scegliere se optare per la più canonica delle modalità Sandbox, che però richiederà di sbloccare attraverso la campagna i vari elementi a disposizione, o immergersi in una modalità storia che, però, soffre particolarmente di una ridondanza al limite del tedioso.

La campagna di Jurassic World Evolution, infatti, ci chiederà di raggiungere alcuni obbiettivi in sei isole diverse, facendo progredire l’avventura e permettendoci di sbloccare attrezzatura, e dinosauri, con cui poi dedicarsi alla modalità sandbox. L’edizione per Nintendo Switch, inoltre, si fregia di contenere al suo interno tutti i contenuti aggiuntivi usciti fino a oggi, compresa l’espansione Return To Jurassic Park che, a parte fare leva sulla nostalgia dei fan più anziani del brand, aggiunge poca varietà alle dinamiche di gioco, limitandosi a garantire una buona longevità all’offerta ma, indubbiamente, poca varietà alle situazioni proposte.

Le dinamiche proposte dal gioco sono sempre le stesse per ogni isola: in ogni parco avremo tre capi dipartimento (quello dedicato all’intrattenimento, quello della sicurezza e quello scientifico) i quali ci offriranno delle missioni principali che, a loro volta, ci permetteranno di ottenere elementi addizionali per il nostro parco o dei nuovi campioni di DNA, con i quali poter creare nuovi dinosauri. Per ottenere queste missioni, però, dovremmo ottenere il favore dei vari capi dipartimento, svolgendo compiti minori, e poco sensati nella maggior parte dei casi, che ci frutteranno soldi e reputazione. Il problema, però, sarà bilanciare le nostre collaborazioni per evitare che alcuni dipartimenti si sentano trascurati, iniziando a boicottare il parco creandoci ulteriori problemi.

Queste meccaniche di base, però, non vengono mai espanse o differenziate all’interno di Jurassic World Evolution, dove i visitatori sono relegati a mere comparse prive di interazione e i bilanci economici sono gestiti in maniera sommaria. Gli introiti sono calcolati automaticamente in base al gradimento di ogni dinosauro da parte del pubblico e dalle attività commerciali che abbiamo posizionato dentro il parco, peccato che se all’inizio si riuscirà a guadagnare solo qualche decina di migliaia di dollari al minuto, costringendoci a estenuanti attese fino a poter finalmente clonare un dinosauro carnivoro che farà aumentare rapidamente i nostri guadagni, nelle parti avanzate dell’avventura ci ritroveremo con così tanti soldi che, complici anche le dimensioni ridotte delle isole, sarà impossibile riuscire a spenderli.

La curva della difficoltà, esageratamente tarata verso il basso, si scontra, inoltre, con le vere e proprie criticità di Jurassic World Evolution: le dimensioni ridotte dei terreni edificabili e l’assenza di automazioni. Per quanto riguarda il primo fattore, una volta iniziata la costruzione del primo parco salta subito all’occhio quanto l’area edificabile sia ridotta all’osso. Purtroppo non si tratta di una limitazione temporanea, ma ogni isola ha uno spazio piuttosto risicato dedicato alla costruzione. Perfino la modalità sandbox offrirà un’estensione così contenuta che difficilmente si potranno costruire abbastanza recinti per ospitare la totalità dei dinosauri presenti.

In merito alla mancanza di automatizzazione, invece, i ranger nelle jeep si occupano della manutenzione delle strutture, del rifornimento di cibo e della cura dei dinosauri, mentre l’elicottero ACU somministra i tranquillanti agli animali. Ogni volta però dovremmo selezionare manualmente l’unità giusta, cercandola nella mappa, e affidarle una o più attività da svolgere. Inutile confermarvi che il tutto si rivela tedioso sulla lunga distanza, dove un sistema di automazione delle attività più costanti avrebbe garantito una maggiore leggerezza delle meccaniche più ridondanti.

Per quanto riguarda i dinosauri, vero fiore all’occhiello della produzione, ci troviamo di fronte all’elemento che in parte salva l’esperienza offerta da Jurassic World Evolution. Si possono, infatti, modificarne i parametri di attacco, difesa, durata della vita, resistenza alle malattie, valutazione da parte del pubblico e anche il colore della pelle applicando differenti skin pre-impostate. Si potrà giocare con i vari tipi di DNA per creare erbivori aggressivi e carnivori maggiormente docili, così come si potrà farli scontrare fra di loro, a patto di prendere coscienza che si tratti di un’attività completamente fine a se stessa e minata da una IA veramente basica e poco stimolante.

L’esperienza generale, però, risulta comunque godibile, specialmente se fruita in piccole sessioni. Jurassic World Evolution, difatti, fa leva delle meccaniche base del genere gestionale per erigere una struttura ludica che fa leva sull’emozionare il giocatore attraverso la creazione di parchi visti solo nei film della serie. Per quanto il tutto si possa rivelare molto limitato nell’approfondimento delle meccaniche gestionali, il titolo riesce comunque a intrattenere durante le fasi costruttive e, specialmente, in quelle dedicate alla creazione dei dinosauri.

La versione per Nintendo Switch

L’elemento in grado di compensare le penurie dal lato gestionale di Jurassic World Evolution risiedeva in un comparto grafico, davvero ben realizzato. I modelli poligonali dei dinosauri erano ricchi di dettagli, i parchi ricolmi di elementi distintivi e la possibilità di visitare le proprie creazioni, a bordo di una jeep o di un elicottero, restituiva nel giocatore quel senso di immersione che ogni fan del franchise cercava in un gioco di questa tipologia. Purtroppo, però,  la versione per Nintendo Switch compie un, necessario, passo indietro in questo ambito.

La minor potenza computazionale di Nintendo Switch, difatti, ha richiesto un importante rimaneggiamento del comparto tecnico ma qualcosa sembra non essere andato del tutto a buon fine in fase di ottimizzazione e Jurassic World Evolution mostra in modalità Docked dei pesantissimi cali di framerate e una bassa risoluzione che rende impari il confronto con le altre versioni casalinghe del titolo. Il discorso, purtroppo, non cambia in modalità portatile dove, anche se i problemi di framerate non si palesano, un pesantissimo effetto blur sporca costantemente l’immagine andando a far perdere quell’immersività che caratterizzava il titolo nella sua versione per console domestiche e PC.

In definitiva, quindi, non ci troviamo di fronte al miglior porting mai realizzato per Nintendo Switch. Il gioco, indubbiamente, riesce a intrattenere e la presenza di tutti i contenuti addizionali lo rende un’ottima scelta per chi cerca un gestionale disimpegnato, longevo e ricolmo di fan service. In mobilità, Jurassic World Evolution offre il meglio di sé proprio in virtù della sua predisposizione a ricoprire al meglio brevi sessioni di gioco rispetto a lunghe maratone di svariate ore. Il pesante blur che affligge la modalità Handheld, e i pesanti cali di framerate in docked, vanno, però, a minare un porting che poteva, indubbiamente, essere più curato nella sua realizzazione.

Jurassic World Evolution – Nintendo Switch

In Jurassic World Evolution, vivi la saga da protagonista e costruisci il tuo parco tematico. Crea grazie alla bioingegneria dinosauri che pensano, sentono e reagiscono in modo intelligente all’ambiente che li circonda e affronta le minacce rappresentate da spie, fughe e devastanti tempeste tropicali, in un mondo incerto dove la vita trova sempre un modo per continuare.

6
6

Verdetto

Jurassic World Evolution arriva su Nintendo Switch con al suo seguito tutti i contenuti addizionali disponibili fino a oggi. Un pacchetto indubbiamente longevo ma che non mostra, purtroppo, altri punti di forza. In temrini di gameplay, infatti, non sono state apportate alcune modifiche, così come non è stata implementato alcuna novità (controlli touch, dove siete?) che ne diversifichi, e valorizzi, questa nuova iterazione. Dal lato tecnico, inoltre, troviamo delle gravi criticità in termini di frame rate, e risoluzione, oltre a un eccessivo blur che vanifica la forte volontà degli sviluppatori di rendere portatile la loro esperienza. Al netto di tutti questi difetti, però, Jurassic World Evolution riesce ancora a intrattenere e ad ammaliare i fan del franchise. Non risulta, quindi, una conversione da bocciare in toto ma, sicuramente, vi consigliamo di prenderlo in considerazione solo se non avete modo di giocarlo su altri lidi dove, invece, la produzione di Frontier si comporta decisamente meglio.

Pro

- La possibilità di visitare i parchi ne aumenta l'immersione.
- Gestione della creazione dei dinosauri divertente e stratificata.
- Indubbiamente longevo.
- Disimpegnato e votato al fan service

Contro

- Il lato gestionale è solo accennato.
- Permangono le criticità del gioco originale
- Nessuna implementazione per Switch.
- Frame rate eccessivamente instabile.
- Eccessivo effetto blur in modalità portatile.