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Mega Man Zero/ZX Legacy Collection | Recensione


Mega Man Zero/ZX Legacy Collection – Nintendo Switch
Genere
Platform / Shooter / Metroidvania
Piattaforma
Nintendo Switch
Sviluppatore
Capcom
Editore
Capcom
Data di Uscita
25 Febbraio 2020

Nei prossimi giorni, Capcom rilascerà per tutte le piattaforme dell’attuale generazione la Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, ultima raccolta dedicata al suo iconico Blue Bomber che va a chiudere quell’opera antologica cominciata anni fa con la prima, storica, Mega Man Legacy Collection. A distanza di quasi vent’anni dall’uscita del primo, celebre, capitolo dedicato al comprimario Zero, tutti i capitoli disponibili, fino a oggi, solo su console portatili Nintendo, diventano fruibili sulla totalità delle macchine da gioco presenti sul mercato rendendo, de facto, questa raccolta la più interessante del quintetto, andando a offrire una selezione di titoli che, per molti giocatori, risulterà totalmente inedita e che, vi anticipiamo subito, si è rivelata anche la migliore fra quelle realizzate fino a oggi.

Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, ieri

Le origini della serie Mega Man Zero risalgono al lontano 1992 quando Keiji Infaune iniziò a lavorare alle prime idee per il nuovo Mega Man X. Oltre a una rivisitazione del personaggio principale, sia nell’aspetto che nell’armamentario, Infaune aveva in mente di modificare le fondamenta della serie eliminando la, oramai canonica, suddivisione in otto livelli andando a creare una mappa unica che si potesse esplorare progressivamente attraverso l’utilizzo dei Power-Up raccolti dai boss di fine livello. L’ispirazione principale per questo concept gli venne data dalla celebre serie di Metroid, che fu anche il motivo principale per cui Keiji non portò avanti il progetto. Le similitudini fra Mega Man e Samus sarebbero state troppo evidenti in quegli anni e il progetto da “potenzialmente interessante” avrebbe rischiato di finire catalogato come “flebile copia”. Fu la corsa ai poligoni, un minor interesse verso il brand, il successo inaspettato del personaggio di Zero e la continua uscita di spin-off dedicati al Blue Bomber che portarono, nel 2001, Keiji Infaune a decidere di rimettere mano al progetto originale e dare vita a quella evoluzione naturale di Mega Man X che ideò nove anni prima.

La struttura del primo capitolo di Mega Man Zero, pur non abbracciando ancora l’idea originale di Infaune, si discostò notevolmente da quanto proposto fino a quel momento dalla serie. La suddivisione in livelli era ancora presente ma la mappa di gioco era progettata per connetterli tutti al suo interno, andando a offrire una soluzione similare a quella adottata dal genere dei “Metroidvania”. Le abilità di Zero, inoltre, permisero la progettazione di un level design maggiormente complesso che andò a riflettersi anche in una varietà, e stratificazione, dei relativi nemici. Il classico “assorbimento” dei poteri degli avversari non fu più una costante, mutando in un sistema che permetteva a Zero di ottenere delle abilità supplementari, da aggiungere a quelle già  in suo possesso, solo dopo alcuni scontri o al procedere dell’arco narrativo. La scelta, infine, di sviluppare la saga dedicata a Zero su una console portatile, in modo tale da non dover competere con giochi tecnologicamente più avanzati, restituì all’intera opera il giusto stile retrò e permise non solamente di renderla maggiormente coerente alle storiche produzioni a 16 bit, ma anche di sperimentare liberamente con le meccaniche di gioco, forti del fatto che “l’opinione pubblica” avrebbe, nella peggiore delle ipotesi, catalogato la serie come una costola di quella principale. 

La saga di Mega Man Zero si pone cronologicamente cento anni dopo la fine di Mega Man X6 e vede un gruppo di androidi ribelli, capitanati da una scienziata umana di nome Ciel, andare alla ricerca del corpo del leggendario Zero per poter avere un combattente in grado di fronteggiare una dittatura umana che, timorata di una nuova ribellione dei Reploidi, ha deciso di sterminare completamente ogni creatura artificiale. Con un’arco narrativo maggiormente “politicizzato” rispetto alle saghe precedenti, la storia di Zero si dipana attraverso quattro titoli, tutti disponibili all’interno di questa Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, che si discostano dalla formula delle precedenti iterazioni del brand. Seppur ricolmi di comparse celebri, l’assenza di un antagonista costante e l’inserimento di una continuità narrativa, che va a riflettersi anche nei successivi ZX e ZX Advent, la rendono una delle saghe di maggior spessore dell’intero brand, nonché una delle migliori evoluzioni che la serie poteva imboccare dopo la ridondanza, e i “peculiari” esperimenti, degli ultimi episodi dedicati a Mega Man X.

A completare il pacchetto offerto da Mega Man Zero/ZX Legacy Collection troviamo i capitoli per Nintendo DS: ZX e ZX Advent, che rappresentano l’ultima, importante, variazione alle strutture della serie di Mega Man avvenuta nel, oramai lontano, 2006, quando finalmente la tanto ricercata fusione con il genere dei “Metroidvania” raggiunse la sua forma definitiva. Ambientato, nuovamente, 100 anni dopo il termine della saga di Zero, ZX vede per la prima volta un personaggio umano come protagonista. Vent e Aile, difatti, sono due ragazzi orfani che, a causa di una serie di sfortunati eventi, entreranno in contatto con un materiale chiamato Biometallo che racchiude al suo interno le cellule dormienti di X. Fondendosi con il senziente metallo, i due ragazzi si trasformeranno in Mega Man e prenderanno parte a una guerra contro una nuova forma di Maverick.

Seppur con un arco narrativo meno ispirato rispetto al passato, le pesanti modifiche alla struttura di gioco compiute con i due capitoli dedicati a Mega Man ZX offrono due produzioni che, seppur molto simili, sono da annoverare fra i migliori esponenti del genere. Un level design in grado di offrire, finalmente, una mappa esplorabile in maniera procedurale in base alle abilità che si potevano ottenere durante il progredire dell’avventura, e l’inserimento dei Biometalli, materiali associati a determinati boss di fine livello che non si limitavano a donare al protagonista un attacco differente ma permettevano di ampliarne il moveset, furono le due meccaniche che, unite agli stilemi tipici della serie, crearono un ibrido solido e convincente. Purtroppo, all’epoca della loro uscita, il pubblico non fu della stessa opinione della critica specializzata e la serie tornò, in seguito, sui suoi binari più tradizionali. Fu solo qualche anno più tardi che la serie cominciata su Game Boy Advance, e terminata su Nintendo DS, divenne celebre fra i fan del Blue Bomber, arrivando a chiedere insistentemente a Capcom di realizzarne dei seguiti o, perlomeno, di trasporla su di un hardware maggiormente attuale.  

Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, oggi

Una volta rinfrescata la memoria in merito alla storia, e alla tipologia di titoli offerti da Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, addentriamoci nell’intricata opera di confezionamento effettuata da Capcom per rendere giustizia a questo sestetto di ottime produzioni. Entrando subito in merito al comparto tecnico, vi anticipiamo subito che, come già visto per le altre antologie dedicate al Blue Bomber, graficamente i titoli sono rimasti invariati rispetto alle opere originali. Una conversione 1:1, senza alcuna rimodellazione o abbellimento di qualsivoglia genere, che, come è facile da immaginare, risulterà particolarmente straniante una volta che si comincerà a giocare su un monitor domestico di dimensioni generose. Rispetto, per fare un esempio pratico, all’effetto puramente “retrò” che si poteva sperimentare con la precedente Mega Man X Legacy Collection, una volta cominciata una qualsiasi delle avventure di Zero tutto potrà sembrare eccessivamente sovradimensionato rispetto alle proporzioni tipiche dei platform in due dimensioni. Questo è dato dalla natura portatile di questi titoli dove tutto era perfettamente disegnato in rapporto allo schermo che li avrebbe ospitati, non c’è quindi da stupirsi se, nei primi minuti assieme alla Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, tutto possa sembrare “gigante”.

I vari filtri presenti, uniti alla possibilità di ridimensionare la cornice che andrà a ospitare lo schermo in 4:3 atto a riprodurre i vari titoli, vengono ampiamente incontro alle necessità del giocatore permettendo di ridurre le dimensioni, o di spalmare all’interno di un un ratio di 16:9 l’intera immagine, per offrire una visione d’insieme convincente e che si lasci giocare con piacere anche su monitor di dimensioni generose. Non stiamo, ovviamente, parlando di soluzioni miracolose ma, con le dovute premesse e con la consapevolezza di giocare a riproposizioni di titoli usciti su, e progettati per, un hardware portatile, la totalità delle produzioni presenti nella Mega Man Zero/ZX Legacy Collection si presenta ancora oggi solida e convincente, ricca di animazioni ben realizzate e di sprite dettagliati. Discorso differente va fatto, invece, per la gestione del secondo schermo presente su Nintendo DS che, in questa raccolta, viene collocato in maniera decisamente poco elegante al fianco dello schermo principale. Non trattandosi di titoli che richiedono un ingente utilizzo del secondo monitor, il sistema di interazione scelto da Capcom funziona egregiamente ma un’eventuale possibilità di inserirlo come menu “a comparsa”, magari sfruttando uno dei grilletti del controller, avrebbe offerto una maggiore pulizia generale e un minor impressione di “soluzione frettolosa”. Come già visto con le precedenti raccolte antologiche, anche in questo caso la totalità delle versioni rilasciate per i vari mercati globali sono state raccolte nella Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, permettendo, tramite la pressione di uno dei dorsali, di cambiare fra le differenti edizioni e passare dalle versioni Giapponesi dei titoli a quelle americano, o europee, definendo, quindi, anche la lingua con cui i giochi saranno localizzati. 

In merito alla localizzazione, in tutta onestà, si poteva fare uno sforzo maggiore e tradurre i vari titoli nella totalità delle lingue dei paesi in cui la Mega Man Zero/ZX Legacy Collection verrà rilasciata specialmente a fronte del fatto che, a seguito di una rimappatura dei comandi, i vari box testuali presenteranno icone e lettere indicanti i pulsanti presenti nel controller che starete usando. Comprendiamo pienamente che non sia un lavoro facile, o economico, e che per il prezzo a cui questa collection viene offerta non si può pretendere che venga effettuato un investimento ulteriore per la traduzione “ex novo” di quattro titoli ma, indubbiamente, sarebbe stato un valore aggiunto non di poco conto e che avrebbe mostrato una maggior cura nei confronti di quest’opera antologica. Entrando maggiormente nel dettaglio della possibilità di personalizzazione dei comandi, invece, non possiamo che elogiare il lavoro svolto da Capcom. Escludendo i due grilletti posteriori (che non vengono sfruttati in nessuno dei titoli presenti nella Mega Man Zero/ZX Legacy Collection) ogni pulsante può essere assegnato a una azione, offrendo una libertà totale al giocatore nel mappare il proprio Joypad nella maniera preferita. 

Ritorno alla portabilità

La nostra analisi della Mega Man Zero/ZX Legacy Collection è stata fatta su una versione per Nintendo Switch ma, ve lo anticipiamo subito, le uniche differenze rispetto alle edizioni disponibili per PC o per le altre console casalinghe sono date dalla natura ibrida dell’ammiraglia del colosso di Kyoto. In modalità handheld, infatti, la Mega Man Zero/ZX Legacy Collection soffre meno del peso degli anni e lo schermo di dimensioni ridotte di Switch non richiede alcuna necessità di ridimensionare l’immagine o di implementare filtri addizionali, riuscendo a far risaltare l’originale bellezza dei vari titoli presenti nella raccolta. A esclusione di questo dettaglio, dettato solo dalla console sulla quale fruirete del titolo, le migliorie e le implementazioni effettuate da Capcom saranno le stesse per tutte le edizioni presenti sul mercato. Innanzitutto le voci presenti in Mega Man ZX e ZX Advent sono state rimasterizzate per renderle meno robotiche e più in linea con le produzioni moderne, è stato aggiunto anche un sistema, completamente opzionale, di checkpoint per tutti e sei i titoli presenti nella raccolta. Una volta selezionato una serie di rombi verdi faranno la loro comparsa all’interno delle varie aree di gioco, offrendo al giocatore la possibilità di compiere un salvataggio rapido che permetta di evitare “punitivi” backtracking in caso di morte, nonché garantire una sorta di “salvataggio rapido” che riduca le distanze fra i savepoint presenti nei titoli originali. 

Per far fronte alla difficoltà proposta originariamente dai titoli, la Mega Man Zero/ZX Legacy Collection offre una modalità “Facile” che potrà essere selezionata prima di cominciare a giocare a qualsiasi delle sei produzioni presenti nella raccolta e che garantirà un’esperienza che, seppur meno appagante, si rivelerà comunque piacevole e dedicata a chi voglia divertirsi e seguire le vicende di Zero senza rimanere troppo a lungo bloccato in determinati punti, oggettivamente, ostici. A completare l’offerta troviamo il “piatto forte” ideato da Capcom e che prende il nome di “Z Chaser”. Questa modalità altro non è che una sfida contro un giocatore, reale o controllato dal computer, all’interno di alcuni livelli predefiniti selezionati fra i vari titoli presenti nella raccolta. Differenti livelli di difficoltà si premuniranno di accorciare, o estendere, il lasso di tempo in cui dovrete portare a termine il livello e la possibilità di affiancare un secondo schermo che vi permetta di tenere d’occhio in tempo reale i progressi della CPU, vi garantirà il giusto tasso di adrenalina nel mentre che cercherete di padroneggiare al meglio le meccaniche di gioco per uscire vittoriosi da queste sfide a tempo. Per quanto si riveli divertente nelle prime sessioni, e la possibilità di competere e migliorarsi tramite le classifiche online offra la giusta dose di competizione richiesta da una modalità del genere, l’interesse per la Z Chaser scemerà presto, non riuscendo a offrire, di fatto, niente di più che qualche decina di minuti di intrattenimento supplementare. Niente di grave, considerando la massiccia longevità offerta dai sei titoli presenti nella Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, ma l’aggiunta di un’ulteriore modalità Boss Rush, come già fatto in passato da Capcom, avrebbe sicuramente offerto una maggiore dose di intrattenimento. 

Come da abitudine dataci da Capcom con questi progetti antologici, anche la Mega Man Zero/ZX Legacy Collection offre una serie di contenuti multimediali aggiuntivi, ripartiti fra schede personaggio, brani audio, artwork e qualsivoglia informazione correlata ai titoli presenti al suo interno. A fare la differenza dalle proposte precedenti, però, troviamo la possibilità di sbloccare alcuni contenuti aggiuntivi, all’interno dei vari giochi, dopo aver ottenuto alcuni di questi contenuti multimediali. Non si tratta di oggetti imprescindibili, in quanto ci si limita a qualche personaggio e accessorio che comparirà all’interno delle varie basi operative, ma questa sorta di trofeo digitale “in game” risulta comunque un aggiunta piacevole e che mostra una cura addizionale da parte di Capcom nella conversione di questo sestetto di titoli, oramai, storici.  

Mega Man Zero/ZX Legacy Collection – Nintendo Switch

Mega Man Zero/ZX Legacy Collection comprende sei classici del passato disponibili fino a oggi solo su Game Boy Advance e Nintendo DS.
L’antologia include non solo le versioni originali dei giochi, ma una galleria di artwork, un riproduttore musicale, filtri grafici e ulteriori contenuti, tra cui la nuova modalità con classifiche Z Chaser, una modalità principiante e una funzione di Salvataggi assistiti, per i giocatori che vogliono affrontare l’avventura al loro ritmo.

8
8

Verdetto

Di tutte le antologie dedicate al Blu Bomber di Capcom, Mega Man Zero/ZX Legacy Collection, è indubbiamente quella più convincente e meglio riuscita. Vuoi per la possibilità di avere una saga completa, e non spezzettata in più volumi, vuoi per la solidità e la coerenza evolutiva che queste produzioni si portano in dote, Mega Man Zero/ZX Legacy Collection si rivela un prodotto imprescindibile per chiunque ami il franchise, e non abbia mai potuto provare queste piccole perle del passato, nonché un ottimo prodotto per tutti quei giocatori che vogliano rivivere le avventure di Zero con una raccolta antologica ben confezionata, seppur priva di aggiunte memorabili.

Pro

- Sei titoli in due dimensioni solidi e divertenti.
- Longevità elevatissima.
- Gameplay immediato ma ben stratificato e, soprattutto, in evoluzione costante nei vari capitoli presenti.
- Un'ottima antologia per preservare sei classici del passato poco conosciuti.

Contro

- Gestione del secondo schermo poco elegante.
- Contenuti aggiuntivi poco interessanti.
- Sul fronte della localizzazione si poteva osare un pelo di più.