Approfondimento

PS5 come Wii U: non è un caso se Sony ha mostrato il pad prima della console

La strategia comunicativa di Sony su PS5 per mesi è rimasta abbastanza oscura e, per certi versi. incomprensibile. Non che ora tutto sia chiaro al 100% ma dopo la presentazione delle specifiche tecniche e sopratutto dopo la presentazione del gamepad in un anonimo martedì sera pandemico, possiamo iniziare a mettere insieme gli indizi e a ottenere almeno una prova su come Sony intende muoversi nella prossima generazione.

Per un paio di mesi ci si è chiesti perché, dopo la presentazione ufficiale di Xbox Series X con tanto di design e foto dettagliate dello chassis, Sony non facesse lo stesso. Impreparazione? Scarsa reattività di marketing? Complicazioni? Alcune mosse di comunicazione, come la presentazione per addetti ai lavori da parte del Lead System Architect Mark Cerny, non sono state proprio un capolavoro di tempismo nella comunicazione: troppo tecnica, poco “pop” e nel complesso non l’ideale per un pubblico che aspettava nuove informazioni su PS5.

Questa incomprensione potrebbe essere dovuta ad aspettative diverse rispetto a quello che Sony intende proporre sul mercato. La stessa filosofia dietro PS5 sembra essere del tutto diversa da quella che ha animato le altre quattro console Sony, solo che questo non ci è mai stato detto. E la dimostrazione è stata la presentazione del DualSense prima della console vero e propria,

C’è un altro caso in cui un gamepad è stato messo in primo piano rispetto alla console: quello della Wii U. Al di là dello sfortunato destino della console della casa di Kyoto, Sony con PS5 sembra comportarsi più come Nintendo che come sé stessa nell’era PlayStation 4.

PS5 come Wii U: il gamepad prima di tutto

Durante l’E3 2011 l’allora presidente di Nintendo of America Reggie Fils-Aimé presentò sul palco la Wii U. Dopo aver mostrato il logo con la relativa evoluzione dalla console precedente, apparve sullo schermo il pad in tutte le sue angolazioni. Ancora prima della console stessa che anzi non era stata neanche mostrata tra i render.

Nello stesso video di presentazione il corpo centrale della Wii U era visibile in lontananza e marginalmente accanto a un televisore ma solo con il senno di poi è possibile riconoscerlo nel video.

La mossa di Nintendo fu senza dubbio coraggiosa: la casa di Kyoto, come scarto successivo rispetto alla Wii, voleva ribadire ancora di più la centralità del gamepad, secondo una tendenza già iniziata con la Wii, arrivando addirittura a “nascondere” la console dalla presentazione.

Nintendo

Possiamo anche credere che il fatto che Sony abbiamo mostrato prima della console il DualSense possa essere un caso. Possiamo anche ipotizzare che, ad oggi, il design definitivo di PS5 non sia completo (il che sarebbe una follia a quasi sei mesi dall’uscita) e che in mancanza di altre informazioni sostanziose, Sony abbia voluto rilasciare i render del gamepad.

Difficile, onestamente, crederlo. Anzi pensiamo che se c’è una mossa ragionata è il fatto che il gamepad sia stato presentato prima di tutto il resto, senza avere mostrato la console. Anche la presenza di un tasto “Crea” al posto di “Share” sembra voler far fare un salto di qualità in più alle funzioni accessorie del pad. Il motivo è legato non tanto al pad in sé, che è realizzato a partire dalla base del DualShock 4, ma dall’esperienza che questo è in grado di garantire e che esso stesso rappresenta con il feedback aptico e i grilletti progressivi.

La strategia non è subito chiara

La presentazione dell’E3 2011 di Wii U portò più confusione che chiarezza. Nell’immediato non si sapeva se si stesse parlando di una console portatile o meno e quale fosse il ruolo del “corpo” della console. A circa dieci anni di distanza è possibile essere d’accordo con alcuni analisti sul fatto che il marketing di Nintendo avesse penalizzato le vendite. C’era troppa poca chiarezza in merito alle opportunità offerte da una console che di suo, essendo molto diversa rispetto al passato, riusciva a ingenerare non poca confusione. Alla débacle di vendite seguì anche l’emorragia di sviluppatori terze-parti che non ebbero abbastanza incentivi per sfruttare a pieno le potenzialità di Wii U.

PS5 PlayStation 5

Una GPU con meno teraflops, una CPU meno potente: dopo la presentazione delle specifiche tecniche i detrattori della console Sony hanno avuto vita facile nel criticare le specifiche tecniche e il fatto di voler puntare su SSD. Potrebbero essere argomentazioni valide se si seguisse l’approccio che Sony aveva avuto con PlayStation 4 e tutte le console precedenti. Ma non è così. Sony sembra stare facendo qualcosa di diverso rispetto al suo stesso passato: la volontà di puntare su SSD e trasferimento dati, tutte le caratteristiche del DualSense come il feedback aptico e i grilletti adattivi e il continuo richiamo alla parola immersività. Sony sta probabilmente cambiando del tutto la strategia e la filosofia di PlayStation, solo che al momento questo non è chiarissimo, puntando più sull’esperienza che sulla grafica.

Inoltre non passa inosservato il fatto che sia durante la presentazione di Mark Cerny sia nella pagina del PlayStation Blog sul DualSense venga continuamente fatto riferimento al ruolo degli sviluppatori interpellati da Sony per ascoltarne le esigenze e calibrare anche su queste l’hardware di PS5. Parafrasando un vecchio slogan PlayStation, potremmo dire: “For the developers”. Considerando che poi i vantaggi, a ricaduta, sono proprio sui giocatori.

Sony ora è più vicina a Nintendo che a Microsoft

Una nuova console war potrebbe essere già scongiurata ancora prima di nascere. Nella next-gen Sony sembra avere intrapreso una strada che paradossalmente la porta più vicina a Nintendo che in diretta opposizione con Microsoft. La volontà di non puntare su aspetti di potenza nuda e cruda come grafica e CPU ma su elementi che possano rendere una determinata esperienza possibile solo su PS5 grazie ai vantaggi del SSD e del gamepad per contribuire all’immersività non è in fondo diversa dalla filosofia di Nintendo.

PS5 PlayStation 5 Logo nero

Ecco perché forse paradossalmente le posizioni opposte della prossima generazione potranno essere del tutto rimescolate rispetto a quanto abbiamo visto fino ad ora. Da una parte Microsoft, rimasta “da sola” nel campo della potenza disponibile su console, che forse finirà per essere più in competizione con i distributori digitali del settore PC. Dall’altra parte una PS5 che in maniera inaspettata sembra invadere il campo che è stato, fin dai tempi della Wii, di Nintendo: ovvero quello dell’innovazione e dell’esperienza di gioco. Sembra però che ogni grande casa si voglia ritagliare il proprio spazio di mercato e puntare più alla convivenza pacifica che a un conflitto.

Uno dei titoli per PS5 sarà Godfall che è molto simile Dark Souls. Il terzo capitolo della saga è anche disponibile su Amazon a questo indirizzo.