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Psychonauts 2 | Recensione, il ritorno di Tim Schafer

Ci sono titoli che una volta annunciati richiedono anni prima di vedere la luce, per tanti svariati motivi. Possono esserci limiti legati al budget, così come problematiche improvvise che non è sempre facile affrontare nel modo giusto: in alcuni casi, però, questi giochi hanno semplicemente bisogno di tempo. È il caso di Psychonauts 2, sequel di quel piccolo capolavoro che nel 2005 segnò il debutto di Tim Schafer con la sua Double Fine Productions: un gioco che forse avrebbe meritato molta più attenzione, ma a che ora viene finalmente arricchito da un nuovo e tanto atteso capitolo.

Annunciato poco dopo l’uscita del suo predecessore, il titolo ha affrontato uno sviluppo travagliato ma alla fine ce l’ha fatta. Com’è andata? Scopriamolo insieme: ecco a voi la recensione di Psychonauts 2, un articolo che chi vi scrive attendeva di buttare giù da ben sedici anni.

Psychonauts 2

Psychonauts 2: Raz è tornato!

Psychonauts 2 si apre con un riassunto di dove eravamo rimasti: il nostro Razputin, una volta appreso come gestire i suoi potenti poteri psichici, è riuscito a portare a termine la sua missione entrando a far parte degli Psiconauti e conquistando (almeno a suo dire) il cuore dell’amata Lili. Il rapimento del padre della ragazza, il leader degli Psiconauti Truman Zanotto, porta però tutta la squadra a imbarcarsi in una nuova missione di salvataggio: Psychonauts 2 inizia proprio da qui, da dove ci aveva lasciati.

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Raz, ora membro degli Psiconauti con il ruolo di stagista, si troverà da subito in prima linea per risolvere questo grande mistero: chi è il rapitore e quali sono i motivi dietro al suo gesto? Saremo dunque catapultati immediatamente al centro dell’azione, indagando nella mente del folle Dottor Loboto per capire chi potrebbe essere il colpevole di tutto. Sin da subito potremo (ri)vivere tutte le meccaniche di gioco che hanno reso il primo Psychonauts un’opera così unica nel suo genere: non siamo di fronte a un semplice platform, ma a una sequenza geniale e totalmente fuori di testa di eventi davanti ai quali spesso sarà necessario aguzzare l’ingegno. Del resto si tratta pur sempre di un gioco di Tim Schafer e perciò chiedere un po’ normalità sarebbe qualcosa di assolutamente fuori luogo, giusto?

I vari poteri del nostro Raz, dalla telecinesi alla levitazione passando per tanti altri, saranno potenziabili man mano che proseguiremo nella nostra avventura: potremo così sbloccare tanti nuovi power-up con cui affrontare ogni livello, trasformando Raz in uno Psiconauta sempre più abile e capace di controllare i suoi poteri. Il gameplay, nonostante le molte particolarità, si mostra comunque accessibile a chiunque sia avvezzo al genere ma con qualche limitazione di troppo che andremo ad approfondire meglio in seguito.

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Nulla di trascendentale, ma forse con un pizzico di attenzione in più si potevano raggiungere risultati migliori. Una novità interessante e ricca di piccole sorprese da scoprire è senza dubbio il Quartier Generale degli Psiconauti: una struttura tutta da esplorare dove ci verranno assegnate le varie missioni di gioco e che, in sostanza, va a sostituire il campus che abbiamo imparato a conoscere e ad apprezzare nel primo Psychonauts. Qui faremo conoscenza di alcuni dei personaggi più strani e divertenti che la mente di Schafer potesse concepire, incontrando durante la nostra avventura anche alcuni volti già noti come Sasha, Milla e molti altri.

Psychonauts 2: una lettera d’amore al passato?

Come già detto, ci sono voluti ben sedici anni per arrivare a Psychonauts 2. Un tempo che Double Fine Productions ha certamente utilizzato anche e soprattutto per capire ciò che ha funzionato e ciò che andava migliorato nel primo capitolo: il risultato finale è un prodotto più raffinato del predecessore, ma comunque non senza imperfezioni. A tratti ci troveremo di fronte a meccaniche che, a onor del vero, necessiterebbero di una svecchiata: elementi che rendono l’esperienza di gioco in alcuni momenti un pizzico troppo legnosa.

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La gestione della telecamera, ad esempio, è caratterizzata da una qualità altalenante: se in alcune sezioni è pressoché perfetta – con cambi rapidi dalle tre alle due dimensioni che non smorzano in alcun modo l’esperienza – in altre ci troveremo a dover gestire per conto nostro alcune situazioni tediose da questo punto di vista. Un altro punto migliorabile è poi senza dubbio quello legato all’IA nemica che, pur offrendo un buon livello di sfida, risulterà talvolta persino frustrante a causa di una cura non sempre particolareggiata.

Sotto certi punti di vista possiamo insomma definire Psychonauts 2 come un gioco fortemente influenzato da titoli del passato, con particolare attenzione a quelli della prima metà degli anni Duemila. Si tratta necessariamente di un difetto? A nostro avviso no, nella maniera più assoluta. Accanto alle problematiche di cui abbiamo parlato – le quali, badate bene, sono comunque presenti in maniera davvero marginale – troviamo infatti quella che è una vera lettera d’amore a tanti capolavori di quel periodo.

Una sorta di ritorno al passato capace, allo stesso tempo, di portare piccole ma interessanti novità nel mondo del videogioco. Chi cerca un prodotto rivoluzionario dal punto di vista del gameplay rimarrà probabilmente deluso, ma se siete interessati a un’esperienza narrativa sopra le righe beh… Psychonauts 2 è esattamente ciò che fa per voi. La penna di Tim Schafer del resto non delude mai e con quest’ultima opera possiamo affermare che, dopo più di vent’anni di attività, Double Fine ha raggiunto la più completa maturità dal punto di vista artistico.

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Un’ultima nota a margine che certamente strapperà un sorriso anche ai nostalgici dei titoli targati LucasArts: anche in questo frangente, come ormai quasi consuetudine, troviamo infatti un comparto sonoro impreziosito dal grande lavoro di Peter McConnell. Esatto, proprio il compositore dietro a capolavori immortali come Monkey Island 2, Day of the Tentacle e Grim Fandango. Il sodalizio con Schafer non accenna a fermarsi, a ulteriore dimostrazione di come questo Psychonauts 2 sia realmente una dichiarazione d’amore verso tutto il mondo dei videogiochi.

8

Psychonauts 2 – Xbox Series X|S


Psychonauts 2 riesce, pur non portando nulla di rivoluzionario, a correggere buona parte di ciò che non aveva convinto del tutto nel primo capitolo uscito ormai sedici anni fa: un tempo che sembra non essere mai passato per Raz e compagni, e che Double Fine ha speso per offrire un prodotto più raffinato e godibile sotto ogni punto di vista. Il vero punto forte è e rimane la narrazione: folle e geniale ma, soprattutto, capace di agire su più livelli divertendo ma spingendo anche verso riflessioni su quanto può essere complessa la psiche umana.

Pro

  • Tim Schafer, con una narrazione di altissimo livello
  • Il Quartier Generale degli Psiconauti è bellissimo da esplorare
  • Un tuffo nel passato, con un prodotto unico nel suo genere

Contro

  • A livello di gameplay mancano novità sostanziali
  • IA nemica perfezionabile
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