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Tencent: restrizioni ai minori dopo che la Cina paragona i videogiochi all’oppio

Questo gioco è una droga!” Quante volte avete detto una frase simile per enfatizzare il vostro gradimento di un videogioco? A quanto pare in Cina il paragone non è più un iperbole, ma una vera e propria accusa che sta causando danni economici alla sua stessa industria. Si è arrivati al punto che Tencent, celebre colosso videoludico, si è dovuta muovere per apporre nuove restrizioni ai minori per i suoi videogiochi sul piano delle micro-transazioni e del tempo di gioco.

L’Economic Information Daily (EID), un media cinese legato direttamente al governo tramite la supervisione dell’agenzia stampa ufficiale statale del paese chiamata Xinhua, negli scorsi giorni ha attaccato duramente i videogiochi e le modalità di utilizzo dei bambini, definendo il medium “oppio spirituale“. Il motivo di questo paragone è che, secondo l’organo di informazione, i giochi online creano assuefazione nei bambini. A conclusione dell’articolo, l’EID chiede all’industria dei videogiochi cinese di porre più freni per salvaguardare i minori.

Nei momenti seguenti alla pubblicazione dell’articolo Tencent avrebbe perso in borsa circa 60 miliardi di dollari. Il motivo di tale perdita, oltre al fatto che l’azienda è una delle più grandi del mondo, è dovuto proprio all’articolo dell’EID che, in particolare, si è scagliato contro Honor of Kings, un MOBA mobile appartenente a Tencent. Secondo l’articolo, i bambini giocano a questo titolo fino a otto ore al giorno: “L’oppio spirituale è diventato un’industria che vale centinaia di miliardi. A nessuna industria e nessuno sport può essere permesso di svilupparsi in una maniera che possa distruggere una generazione.”

Non c’è stato ancora nessun commento ufficiale da parte di Tencent in merito alla situazione, ma la sua risposta è arrivata rapidamente con azioni decise: a poche ore dalla pubblicazione dell’articolo, l’azienda cinese ha diramato una serie di limitazioni volte proprio ad arginare il tempo di gioco e il denaro speso dai minori di 12 anni: tali soggetti minorenni non possono più spendere alcuna moneta in gioco, e d’ora in poi è anche impedito di giocare più di un’ora al giorno (due ore nei giorni festivi).

Cercare di limitare ed educare i bambini a giocare in maniera sana non è una novità nemmeno nel mondo occidentale: la stessa Microsoft ha rilasciato recentemente un’app utile per i genitori nel monitoraggio del gaming da parte dei loro figli. Sono le modalità con cui si affrontano queste tematiche in Cina a essere preoccupanti, soprattutto per la questione privacy. Ricordiamo che già qualche tempo fa la Cina aveva fatto introdurre nei videogiochi una tecnologia di riconoscimento facciale, con la scusa di voler monitorare il tempo di gioco dei bambini che, secondo le leggi della nazione, non possono giocare dopo la mezzanotte. Abbiamo parlato delle problematiche relative alla privacy in questo articolo.

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